La Rubrica della COOL-TURA – ASCHERI VS. BARZANTI INTEGRA LA STORIA DI SIENA RECENTE NON TUTTI ERAVAMO DEGLI ZOMBIE A SIENA!

 

Caro Santo,

ringrazio molto della pubblicazione dello scambio sul Corfiorentino con Barzanti. Rispondo agli intervenuti con i commenti, augurandomi anch’io che intervenga Barzanti. Ma se voleva il dialogo, da buon presidente della Biblioteca comunale mi invitava a parlare del libro in pubblico, in via della Sapienza, ti pare? Invece, no, è successo qualcosa di molto grave: lui e/o il Corfiorentino ha aspettato che il libro prendesse quota, circolasse bene e ha avvertito chi lo ha (“non vale niente, non perdete tempo a leggerlo!”) e chi non lo ha (non compratelo!). E’ questa la sostanza del suo intervento, che di fatto però si è appoggiato su ben scarse argomentazioni. E infatti mi ha permesso una replica piuttosto robusta, che avete letto e spero dissipi le sue fumisterie.

Mario Ascheri – da SIENA FREE

Tuttavia, dietro un intervento così poco motivato quando viene da persona con molte qualità come lui, cosa sulla quale non c’è dubbio, ci deve essere qualcosa di serio. Indipendente dal libro. Penso che sia il tentativo di far passare una certa lettura degli ultimi anni senesi, che lui stesso del resto ha condensato criticandomi.

Se ci sono anche fatti personali potete apprezzarlo dalla serie di interventi che ho mandato – con un’incrollabile fiducia! – al “Corriere fiorentino” lo scorso anno. Pensavo di poter chiarire qualcosa, nella selva di interviste e articoli, molti a sproposito, che venivano pubblicati su Siena (e contro Siena: per deviare l’attenzione dai responsabili più importanti) e non avevo alcun altro contatto. Per cui speravo. E adesso capisco meglio perché non è stato dato seguito a niente. Il direttore Ermini è uomo cui bastava poco tempo per capire e respingere l’articolo di Barzanti come superficiale: se lo avesse voluto. Morale, vi sottopongo, a integrazione di quello che ho scritto nel libro, come fosse un’appendice, le tre mie lettere, di cui ha avuto conoscenza anche Barzanti (e l’Allegranti,suo collega, che mi ha attaccato poco tempo fa, non a caso, sulla “senesità” sul “Foglio” in modo del tutto gratuito: la mia replica l’avete conosciuta, e non ha avuto modo di dire alcunché)

LETTERE AL “CORRIERE FIORENTINO” (NON PUBBLICATE; la terza era solo personale) dopo L’ESPLOSIONE DELLA CRISI MPS il 23 gennaio 2013

24 gennaio 2013
Cari e Illustri Colleghi (=Direttore Paolo Ermini del “Corriere fiorentino”, Roberto Barzanti e David Allegranti)

consentite un breve intervento da parte di un pubblicista a tempo perso, molto distratto dall’Università e ancor più dal lavoro storico, e da tempo ormai fuori dell’agone politico locale. E scusate la selettività dell’invio ma non riesco a leggere altri giornali normalmente. Nella tragedia senese esplosa ora alcune parole d’ordine mi sembrano molto preoccupanti e deformanti, anche culturalmente e alcuni punti da chiarire. Parlare di ‘leghismo rosso’ non ha senso.
Qui c’è piuttosto 1) una cupoletta che si è impadronita di un partito potente e di tanta gente in buona fede e ne ha sfruttato senza riserve i miti e la cultura ben radicata (e facilmente riconoscibile peraltro) e ha operato, quel che più è grave, nell’acquiescenza più o meno consapevole e interessata di 2) un’élite culturale locale che l’ha appoggiata senza riserve e una stampa, non solo locale, che ha fatto di tutto per non far emergere quello che alcuni (pochi) in completo isolamento dicevano, mutatis mutandis come al tempo del fascismo. 3) non tutti furono d’accordo sull’Antonveneta; le liste civiche (con corposa rappresentanza in cons. com. nel 2006-11), da sempre contrarie all’avventurismo di un presidente MPS che si era fatto tale autonominandosi usando della sua posizione come presidente della Fondazione, avvertirono da subito puzza di bruciato in cons. com. e chiesero precisazioni che mai arrivarono da parte della maggioranza dominata da un PD monolitico succube della banca e del gruppetto
capitanato dall’on.le Ceccuzzi che si presenta oggi come rinnovatore’discontinuo’; 4) in tutto questo la stampa locale e nazionale ha avuto una responsabilità di primo piano con i suoi silenzi. Molti sapevano eccome. Come durante il fascismo. 5) Il PD nazionale sapeva tutto, a cominciare dall’on.le Bindi, sempre presente nelle vicende
cittadine, ma D’Alema, Bersani et alii anche; i miei colleghi romani (molti del PD!), informati a suo tempo, non credevano a quel che dicevo: avranno qualche motivo ora per ricredersi. Per rinfrescare la memoria, Vi invio due piccole cose. Un pezzo del 2008 diffuso anche a Roma a suo tempo, da leggere nella seconda parte
(i lettori del “Santo” lo conoscono da tempo, n.d.r.), e uno più recente.

lettera del 2/2/2013
Caro Direttore,
nel Suo giornale che parla in modo così preciso del senese Buon Governo del Trecento (a firma Roberto Barzanti, n.d.r.), leggo con sorpresa talune semplificazioni sulla Siena di oggi come quelle di Pasquale Annicchino del 2 febbraio. Non è vero che si chiacchierasse soltanto sottovoce. Le liste civiche senesi (e dei singoli ben prima)
almeno dal 2005 avvertirono (anche ufficialmente in consiglio comunale e per due anni anche con il settimanale Zoom) che il clientelismo alimentato dai forzieri della Fondazione e il generale black out informativo dei media (foraggiati dall’abbondante pubblicità della banca) stavano abbassando pericolosamente il livello di guardia
democratico della città. Non è vero che “ognuno di noi attendeva”, perché le voci libere sapevano bene che sarebbero state discriminate: inutile fare domande di contribuzione alla Fondazione anche con
progetti elaboratissimi (salvo umiliarsi a presentarli da fuori città, da accreditati amici del PDS-PD). Ultimo: non si può continuare a ignorare una seria “responsabilità morale e politica”: dei tanti intellettuali interni ed esterni alle università senesi, che hanno preferito incassare o anche soltanto vedere, sapere e tacere.

23/2/2013
Caro Paolo (Ermini),
l’intervista di Allegranti a Tarchi, ottima nella sua drammatica chiarezza per domande e risposte, mette ancora una volta a nudo, implicitamente, le ambiguità delle riflessioni del Tuo collaboratore senese Barzanti, anche nell’ultimo intervento contemporaneo all’intervista, di oggi. Barzanti, da decenni principe degli intellettuali della sinistra senese, penna elegante già con incarichi politici di primo piano, anche a Siena, in Europa e in Regione Toscana, è purtroppo il meno adatto ormai a parlare di Siena, perché dovrebbe cominciare parlando
di se stesso anziché dare consigli da gran vecchio alla società civile (ora che non è più presentabile il suo (fino a ieri) povero Ceccuzzi). E dovrebbe parlare dei colpevoli silenzi suoi e degli altri intellettuali senesi in tutti questi anni in cui la situazione delineata da Tarchi si imponeva e – sia detto tra parentesi – pur era denunciata in città anche se da pochi (come il sottoscritto). Senonché i dissidenti, per i motivi indicati da Tarchi, operavano nel silenzio e nella più completa e consapevole disapprovazione delle menti alate alla Barzanti. Che ha avuto ancora poche settimane fa, si badi, l’incrollabile fiducia nel Ceccuzzi che imponeva Profumo al MPS! Ceccuzzi, l’ennesimo politico PD che s’imponeva sulla banca (con un tecnico notoriamente targato PD bindiano) e che attuava una positiva “rivoluzione”: sic Barzanti nel Tuo giornale. Rivoluzione rispetto alle (uguali) prassi del passato!? Io ho perciò la netta sensazione che il passo indietro di cui parla Barzanti (per e se si vuole ripartire a Siena con una qualche Concordia) debba cominciare – visto che essa vive di Giustizia: evviva la sempre lodata Allegoria del Buon governo! – non solo dagli ovvi politici di prima fila, vittime sacrificali anche troppo facili, e da quel folto sottobosco di poltronari che il MPS (e il Comune) ha alimentato ma anche e soprattutto da chi, come Barzanti, ha ‘coperto’ nel modo più fine, più scientifico direi (ancorché in buona fede, non c’è discussione su questa!) , il clima politico-culturale che ha consentito al ‘regime’ il disastro annunciato, ora sotto gli occhi di tutti. Chi più
ne ha, di intelligenza, più diviene responsabile anche moralmente. Questi sono i problemi, altroché “la situazione.,.gravata da sospetti e manovre, inquinata da personalismi e spirito di revanche”.
Se puoi girarla al Tarchi mi fai una grande cortesia. Sono cose penose da dirsi, ma Amicus Plato ecc. Io ormai ‘constato’, da storico delle istituzioni…

Roberto Barzanti a sinistra con l’ex Sindaco di Siena Ceccuzzi (da Siena Free)

5 replies to “La Rubrica della COOL-TURA – ASCHERI VS. BARZANTI INTEGRA LA STORIA DI SIENA RECENTE NON TUTTI ERAVAMO DEGLI ZOMBIE A SIENA!

  1. Barzanti era stato trattato molto duramente nel terzo pezzo, diciamocelo sinceramente. C’è l’Altro giornalista (che gli dà ampio spazio) che mi sembra abbia responsabilità maggiori per il black out senese. E’ anche vero però che quello è “scoperto”, non si nascondeva la sua opera PER MUSSARI/MPS, il Partito ecc.
    Il pezzo del 2008 cui si riferisce l’Ascheri dov’è nel blog? Lo trovi facilmente, Santo mio?
    C’è da chiedersi perché il “Corriere fiorentino” abbia dato a Barzanti da scrivere sul libro di Ascheri conoscendo questo suo giudizio politico su di lui. Non era in conflitto di interessi? Capisco perché Ascheri nella sua replica parlava, “in cauda venenum”, di “nemo iudex in causa sua”.
    E’ una storia squallida. Conferma che Siena non è amata dal Corfiorentino. Non una parola sugli “ottimismi” del libro. Solo un attacco personale. Non se la prenda, Professore, chi vuole lo capisce. Tutti quelli con cui parlo lo hanno letto o ne han sentito parlare bene. Come ha detto Giannelli nell’Onda, mi dicono, c’è ricostruzione euiqlibrata di quanto è avvenuto. C’è chi lo tiene sul comodino perché troppo denso, da riprendere di tanto in tanto su questo o quel punto. Ancora complimenti!

  2. sì, Tranquillo, c’è quasi da pensare che volutamente o no Barzanti sia stato mandato davanti al plotone di esecuzione. Come non rendersi conto che un pezzo così frettoloso avrebbe suscitato polemiche? Con l’Ascheri poi, che al suo lavoro professionale ci tiene moltissimo. So di sue polemiche con certi storici del diritto potentissimi, anche in posizioni altissime. Insomma, il suo figlio eretico non è venuto su dal nulla!
    Sì, il pezzo del 2008 sarebbe interessante rileggerlo. Grazie, Santo, fa veramente un lavoro informativo unico nello squallore senese.

  3. Cose note, caro Professore, per chi ha seguito questo blog e il suo “Zoom” a suo tempo. Ma repetita iuvant, molti non hanno ancora capito, pensi Lei, continuano a baloccarsi (Sulla Fondazione è calato il silenzio più profondo, tanto ormai la fine è in larga misura nota.) Grazie comunque per aver precisato. Sempre utile fare chiarezza in questa città. Gli interventi di solidarietà dovrebbero essere molti di più, ma proprio questa non è una buona testimonianza della Decadenza della città come ha scritto qualcuno? Comunque ha fatto bene a lanciare motivi di speranza anche fuori Siena. La posizione istituzionale di Barzanti però non ne lascia molte speranze. Adesso presenta non so che per il santa Maria il 27 p.v.avesse fatto gli atti dell’incontro dell’archivio di Stato sarebbe stato molto più utile. Forse perché lo avevano oscurato i vari relatori, dall’Ascheri al Perini? Naturalmente, immagino, non ci sarà un filmato né una registrazione di quell’incontro, che ne sa Lei?

  4. Di chiarezza quanta ne hanno fatta ilsensodellamisura, l’eretico, il santo e ora anche bastardosenzagloria? sono pessimista, cari amici. A parlare di Santa Maria non doveva andarci il Piccini? Mi pare se ne sia occupato molto di più di Barzanti che ha solo chiosato Cesare Brandi, (senza dire di Bargagli Petrucci? non ne sono sicura). A proposito, avete notato che del libro di Ascheri non hanno parlato né il Piccini né il Ceccuzzi, che per la verità fa sempre parlare gli altri? Piccini ha almeno avuto quel buon senso o astuzia politica di non parlarne se era in imbarazzo per quello che gli ha scritto sui suoi anni, che invece Barzanti ha tradito clamorosamente.

  5. Professore,
    ma che rivela gli altarini? Ma è un temerario? Non si aspetta una paginata del foglio locale contro? Non mi pare che il suo libro sia già stato ricordato lì.
    Lei ha osato ricordare che il direttore è candidato a una carica importante. Per conto mio però la faccia Barzanti non ce la metterà, vedrà se non ho ragione. Ho chiesto a mio marito che chieda in società quante probabilità ci sono.

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