Federico Muzzi Il Santo - Foto

Libero Contributo – I miei figli continueranno a vedere nel tempo i famosi cartelli: realizzato col contributo della fondazione MPS. Scusate, ma non è poco! – di Giorgio Finucci

NORMALMENTE NON COMMENTO GLI ARTICOLI CHE MI VENGONO PROPOSTI PER LA PUBBLICAZIONE. QUESTO PERò NON MI CONVINCE MOLTO, CI SONO VARI PUNTI CHE HANNO IL SAPORE DI QUEI COMUNICATI RASSICURANTI CHE QUESTA CITTà HA VISTO IN ALTRI TEMPI. GIORGIO FINUCCI SI FIDA QUASI A OCCHI CHIUSI, IO NON MI FIDO Più NEMMENO CON I NUMERI SOTTO GLI OCCHI, TROPPE VOLTE CI HANNO FREGATO CON BELLE PAROLE…

Le scelte della fondazione hanno originato una serie di commenti e di articoli, sia sulla stampa locale, che sui giornali nazionali. Raramente mi era capitato di leggere cose così contrastanti ed inesattezze, forse create ad arte per continuare a seminare zizzania, come se in questa città non ci bastassero tutti i problemi che già abbiamo.
La fondazione considerato l’aumento di capitale deliberato, restera’ con una partecipazione in BMPS del 2,5 per cento. La liquidità residua, sempre dopo aver sottoscritto l’aumento di capitale, sarà di circa 400 milioni, ovviamente i debiti sono già stati estinti. Il gruzzoletto di 400 milioni costituirà nuovo patrimonio e potrà essere investito in altri asset diversificati e soprattutto con redditività certa. Ancora non conosciamo le decisioni assunte, ma è logico presupporre che questi 400 milioni possano rendere 8/10 milioni l’anno. Preciso che  per queste esemplificazioni mi sono basato solo sul cambiamento intervenuto sull’asset BMPS che rappresenta comunque oltre l’80 per cento del valore del totale degli asset della fondazione, ovviamente le altre partecipazioni, visti i pesi, non potranno alterare sostanzialmente quanto esposto. Pertanto posso dire tranquillamente che e’ stata scongiurata la liquidazione della fondazione ed almeno  il sociale e le esigenze primarie, sono garantite per il futuro, cosa che a dicembre, non era facilmente pronosticabile. I miei figli continueranno a vedere nel tempo i famosi cartelli: realizzato col contributo della fondazione MPS. Scusate, ma non è poco!
Per quanto concerne l’asset BMPS, ad aumento di capitale eseguito, considerando i prezzi attuali, peserà per circa 150 milioni. Ora sulla percentuale del 2,5 per cento molti si sono sbizzarriti a scrivere di tutto e di più, ma pochi hanno fatto qualche conto. Intanto è bene precisare che BMPS pesa comunque per circa  un quarto dell’intero patrimonio della fondazione, poi va considerato che è un asset che, almeno fino al 2018, non darà alcuna remunerazione e, non ultima, anzi forse prima considerazione, è un asset che potrebbe aver bisogno di altri soldi nel prossimo futuro. Queste considerazioni devono necessariamente essere fatte da qualsiasi “buon padre di famiglia” che deve preoccuparsi di ben diversificare e, nel contempo, di avere dei frutti da distribuire sul territorio di riferimento. Da ciò si deduce immediatamente che se la Mansi avesse tenuto una maggior partecipazione sulla banca conferitaria, avrebbe messo a rischio la possibilità di erogazioni sul territorio, sicuramente per i prossimi anni e, forse, anche per sempre. Pertanto su questo punto sono totalmente d’accordo sulle decisioni prese, che costituiscono, senza dubbio, il massimo legame che la fondazione può permettersi di mantenere con la banca, ma a questo punto occorre sottolineare che, seppure col solo 2,5 per cento, la Mansi è stata capace di creare un patto di sindacato che, una volta ottenute le relative autorizzazioni previste dalla vigente normativa, potrebbe costituire il polo aggregante per il controllo di BMPS. E’ ovvio che il peso di questo asset difficilmente potrà essere aumentato, perché si rischierebbe di tornare al punto di partenza e quindi, mettiamoci il cuore in pace, il legame che resta con la banca, al massimo è questo e per me non è una scoperta nuova, perché l’ho già detto e scritto in tempi non sospetti.
Finalmente siamo pervenuti ad una separazione netta fra banca e fondazione, l’unico modo per mantenere in vita la fondazione.  Siena ha bisogno di entrambe, ognuna col suo ruolo, ma mai più l’una assolutamente dipendente dall’altra.
Continuo a non capire i rancorosi che sbandierano i 10 o 15 miliardi di valore che la fondazione ha avuto nel passato. Bisogna capire che quelli sono stati fumati dalla politica o, se preferite, dalla classe dirigente che ha governato negli ultimi 10 anni. Purtroppo, ora, i dati sono ben diversi e dobbiamo accontentarci di una fondazione più piccola, ma continuiamo ad avere una fondazione, quanti ci avrebbero scommesso a dicembre?
In diversi vedono in maniera fortemente negativa la presenza di fondi speculativi nel capitale della banca. A questi signori vorrei ricordare che quando non ci sono più le condizioni per poter scegliere i soci da metterci intorno, purtroppo o meno male per me, ci pensa il mercato. Vorrei ricordare che i vari soci scelti nel tempo, Gnutti, Caltagirone, Aleotti, Axa, Unicoop, hanno deciso tutti di togliere il disturbo o di ridurre la loro quota. Andiamo verso l’azionariato diffuso, che non è assolutamente un male ed è l’unica forma che possa consentire alla fondazione, seppure con una quota minima, tramite il patto di sindacato, di poter dire la sua e di mantenere un legame importante con la banca. Black rock e gli altri fondi entrati nel capitale, sono gestiti da professionisti e non c’è da temere nulla. Per quanto concerne i due fondi che stanno perfezionando il patto di sindacato con la fondazione, c’è un accordo a non cedere quote per almeno sedici mesi e, vorrei notare, a quel punto le nuove nomine in BMPS saranno già fatte. Se poi si vuol fare le pulci a tutto, nella vita non si finirebbe mai di discutere e di obiettare, ma ci sono dei momenti in cui bisogna anche saper gioire, altrimenti si inacidisce e si diventa veramente antipatici. Credo che i senesi, ora, debbano essere assolutamente felici di aver ritrovato la fondazione, e da ora in avanti debbano concentrarsi con maggior impegno sulla banca per dare una mano, ognuno per quello che può, affinché si possa mettere in sicurezza nel più breve tempo possibile. Siena ha ancora un forte bisogno di babbo Monte, anche se il rapporto da ora in avanti potrà essere diverso, ma io credo che nonostante tutto nessun nuovo padrone abbia interesse a spostare la direzione generale in un’altra parte del paese, perché ciò comporterebbe costi non indifferenti e soprattutto perché le persone intelligenti non possono non capire che a Siena si respira cultura di banca da 500 anni. Considerando la banca come un’industria si potrebbe senz’altro dire che Siena è il miglior distretto bancario nazionale e allora, semmai avrebbe senso dire che altre banche potrebbero trasferire parte delle loro direzioni generali qui e non certo il contrario. Se ci pensate, Fruendo sta cercando di fare proprio questo ed io credo che anche questa scommessa possa essere vinta.
Datemi retta, scordatevi per una sera le faide politiche, fate una bella cena con i vostri amici e le vostre famiglie, Siena il primo obiettivo l’ha raggiunto. Io, ormai sono già diversi giorni che festeggio a ripetizione e non ho intenzione di smettere, ho deciso che smetterò solo quando vedendo il cartello: “realizzato col contributo della fondazione” non avrò più i brividi.

ultime 071

4 replies to “Libero Contributo – I miei figli continueranno a vedere nel tempo i famosi cartelli: realizzato col contributo della fondazione MPS. Scusate, ma non è poco! – di Giorgio Finucci

  1. MA il passato non va dimenticato, perché altrimenti si rifanno gli stessi errori, comunque Finucci ha ragione, l’abbiamo scampata bella, PARE. Mai essere sicuri di qualcosa in queste cose, ma FORSE si è evitato di perdere la Fondazione.
    Non è sicuro invece il MPSbanca. Finucci mi sembra troppo ottimista. Vedremo come procede euro, Europa, governo ecc.
    Piuttosto, non continuiamo a ripetere cose fasulle.
    Cerchiamo di capire che è dal DUGENTO che si fa banca. Ed erano dei PRIVATI un po’ meglio di quelli che abbiamo avuto negli ultimi anni al MPS. Bonsignori ecc. non dicono niente? Altroché Monte di pietà del 1472. Quelli erano veramente potenti e ricchi. Altrimenti Montaperti da dove verrebbe?

  2. Chi si accontenta gode…….ma fino a quando lo fa in casa sua e senza danneggiare gli altri,è accettabile……..ma all’evidenza dei fatti l, cioè che si conoscono colpevoli e colpe, perché si deve esultare per un piccolo zuccherino? Probabilmente che durerà fino al 27 maggio?

  3. Caro Finucci non sono per nulla d’accordo con quanto affermi.Qua c’e, poco da festeggiare, qua ancora c’e’ gente che razzola nel pentolone mentre dovrebbe essere allontanato. Qua c’ e’ il partito piddino che contuinua a fare e disfare come nulla fosse accaduto senza nemmeno aver chiesto scusa a Sienaed ai senesi. Ancora. Sulla gioia che hai per quei quattro spicci rimasti alla fondazione ….lasciamo perdere…come dice il sindaco..certo poteva andare peggio ma io dico che poteva andare meglio..e parecchio.

  4. Sono in linea con Il Santo e con Claudio. Non so che lavoro faccia questo Finucci, ma farebbe bene a confrontarsi con tutte le persone alle prese con nuovi problemi prima di festeggiare “l’infesteggiabile”. Siena è stata depredata di 10 miliardi, comanda sempre più o meno lo stesso sistema di prima, nessuno è stato chiamato a rispondere dei danni e qualcuno se la gode? O c’è o ci fa, o qualcuno ha tutto l’interesse a comportarsi così.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
close-alt close collapse comment ellipsis expand gallery heart lock menu next pinned previous reply search share star