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La Rubrica di Jonathan Livingstone – Qualche puntualizzazione importante…

24 agosto 2014

Mi spiace tornare su un argomento già affrontato perchè il rischio di personalizzare un confronto di idee è altissimo; purtroppo l’attribuirmi intenzioni che non mi appartengono mi costringe ad un ulteriore intervento per maggiore chiarezza e completezza informativa.

Dunque.
Pseudomini:
ci sono enne motivi per il ricorso a pseudonimi che non necessariamente debbono essere rivelati e che rimangono fra il gestore del blog e l’intervenuto; l’importante è sempre il rispetto per tutti. La verità è appannaggio di personaggi molto più grandi di me, come del resto gli atti fideistici sono degni di altra sorte.

Opposizioni:
quando ci si candida in liste di opposizione significa che si sono effettuate scelte di campo che peraltro si ha tutto il diritto di cambiare e per questo nel mio post del 22 agosto scorso ho scritto: “se qualcosa è cambiato me ne scuso in anticipo” (forse è sfuggito nella lettura) e confermo il virgolettato.

Revoca degli amministratori:
ho riportato sia il testo dell’art 2367 che quello dell’art 15 comma 3 dello statuto di Banca Mps (forse anche in questo caso sfuggito alla lettura); a completamento delle “fonti normative” ecco il testo dell’Art. 2383, ripreso in gran parte dal citato art 15.
Nomina e revoca degli amministratori.
“La nomina degli amministratori spetta all’assemblea, fatta eccezione per i primi amministratori, che sono nominati nell’atto costitutivo, e salvo il disposto degli articoli 2351, 2449 e 2450.Gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi, e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.GLI AMMNISTRATORI sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dello statuto, e SONO REVOCABILI DALL’ASSEMBLEA IN QUALUNQUE TEMPO, anche se nominati nell’atto costitutivo, SALVO IL DIRITTO DELL’AMMINSTRATORE AL RISARCIMENTO DEI DANNI, SE LA REVOCA AVVIENE SENZA GIUSTA CAUSA. Entro trenta giorni dalla notizia della loro nomina gli amministratori devono chiederne l’iscrizione nel registro delle imprese indicando per ciascuno di essi il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio e la cittadinanza, nonché a quali tra essi è attribuita la rappresentanza della società, precisando se disgiuntamente o congiuntamente. Le cause di nullità o di annullabilità della nomina degli amministratori che hanno la rappresentanza della società non sono opponibili ai terzi dopo l’adempimento della pubblicità di cui al quarto comma, salvo che la società provi che i terzi ne erano a conoscenza.”

Pertanto gli strumenti per interventi per così dire “coercitivi” esistono, naturalmente con tutte le conseguenze del caso, il volerli utilizzare è un altro discorso. Casomai c’è da chiedersi come mai non vengono resi pubblici i motivi ostativi (che potrebbero naturalmente avere solidissime fondamenta), questo in ossequio alla massima trasparenza nei confronti della comunità senese. A meno che, e qui si ritorna al solito “tritello”: “pensare male si fa peccato ma spesso si indovina”.

Ricordo inoltre che la famosa guerra intentata da un “noto sindaco” ad alcuni consiglieri di MPS risale all’epoca in cui la banca era un istituto di credito di diritto pubblico e in presenza di altre leggi e di altro statuto.

Concludo con un aforisma di Ippocrate che mi ripeteva spesso uno dei miei maestri:”la vita è breve, l’arte è vasta, l’occasione fuggevole, l’esperienza fallace, il giudizio difficile”.

The best is yet to come

jl

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  1. Giorgio finucci
    25 agosto 2014 alle 10:39 pm

    Con questa dichiarazione del professor Clarich ritengo chiarito quello che ho sostenuto nei miei precedenti commenti sull’argomento e cioè che non si possono mandare a casa due amministratori, in assenza di giusta causa: “Non possiamo costringere nessuno a dimettersi per fare posto ai soci del patto ma è chiaro che avrebbe la riconoscenza di tutte le istituzioni senesi. Sarebbe un passo indietro nell’interesse generale. Mi auguro qualche novità positiva prima del prossimo cda dell’11 settembre”. Lo afferma il presidente della Fondazione Mps, Marcello Clarich, intervistato da Il Piccolo di Trieste, in merito all’ingresso dei fondi Big Pactual e Fintec nel cda di Mps, come prevede il patto con la Fondazione.

    Mi sembra che il mio primo commento, rilasciato in data anteriore a quello del professore, sia perfettamente in linea con quest’ultimo, semplicemente perché giuridicamente è così, poi ognuno legga tranquillamente le leggi come vuole.
    Solo per puntualizzare, ma di questo non parlo più. Invece mi auguro che tutti e 4 i nominati dalla fondazione si dichiarino disponibili a rimettere il mandato lasciando la fondazione libera di decidere chi sostituire, anche in base al genere ed alla residenza, in modo da risolvere la cosa nel miglior modo possibile per la banca e per la Città. Sarebbe un bel gesto ed un altro mattoncino per la ripartenza della città, il rischio che si correrebbe nel caso che gli amministratori non permettessero l’ingresso dei pattisti è enorme e la città lo deve capire ora. Questo è il messaggio importante che deve passare, non certo le mie discussioni pedanti col “gabbiano”… credo che sarà d’accordo anche lui.

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