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La Rubrica dei Disastri – Per ricercare il Buongoverno spesi almeno 700 mila euro. Ma forse molti di più

9 settembre 2014

“L’iniziativa ‘Alla ricerca del Buongoverno’ – ha detto l’assessore alla cultura Massimo Vedovelli,  rispondendo all’interrogazione di Marco Falorni (Impegno per Siena) – è stata finanziata con due contributi annuali della Fondazione e uno dellaBanca MPS per 700 mila euro di cui ne sono stati utilizzati 684.515”.

Una risposta insoddisfacente, per il consigliere interrogante, perché conferma l’enormità della spesa fatta per fini di dubbia utilità, e perché probabilmente, per non dire certamente, la spesa reale è stata anche notevolmente superiore, come vedremo. Ma andiamo con ordine. Intanto, ricordiamo che su IPS era stata già fornita notizia dell’interrogazione di Falorni in data 16 luglio 2014. Per rileggere il testo integrale cfr. http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2196:quanto-ha-speso-il-comune-per-ricercare-il-buongoverno&catid=34:politica&Itemid=27 .

Nella seduta consiliare del 4 settembre 2014, l’assessore Vedovelli ha palesato al consesso come, nella sua percezione soggettiva, l’iniziativa si colloca “nella notte dei tempi”, e non per i quattro anni intercorsi, bensì per le diverse disponibilità di risorse allora a disposizione. E su questo non c’è dubbio, visto che le risorse sono finite a causa degli enormi sprechi che sono stati fatti.

Quello sulla “Ricerca del Buongoverno” è stato un appuntamento annuale, su più giorni, tenutosi, dal 2007 al 2010. “Quattro edizioni – come ha precisato Falorni – con un calendario fitto di eventi, in vario modo culturali, molto diversi: dai convegni con ospiti di livello nazionale e internazionale alle conferenze e videoconferenze; dagli spettacoli di danza ai concerti e alle mostre che hanno comportato spese, non solo legate all’organizzazione delle varie giornate ma anche quelle per l’ospitalità, anche alberghiera, dei vari protagonisti venuti da fuori città, quelle promozionali per la pubblicità locale e nazionale e quelle di rappresentanza con cene e rinfreschi”. “Costi – ha proseguito il consigliere – coperti in parte con contributi di sponsor privati e in parte con risorse del Comune”. Si tenga anche presente che i contributi, una volta introitati nel bilancio comunale, diventano a loro volta soldi pubblici. Per questo la richiesta di conoscere la spesa sostenuta complessivamente per l’organizzazione e, il suo frazionamento per le quattro edizioni, con la specifica di quanto introitato attraverso gli sponsor e quanto a carico diretto del bilancio comunale. Falorni ha inoltre chiesto di conoscere “il giovamento tratto dall’Amministrazione per  individuare e applicare delle buone pratiche di governo. E se, a beneficio delle prossime amministrazioni, è rimasta traccia del lavoro svolto per recepire le pratiche virtuose di governo, per esempio se sono stati pubblicati gli atti dei convegni”.

Andando nel dettaglio delle spese, l’assessore ha informato che nel 2008 a fronte di 350 mila euro di contributo ne sono stati spesi 341.268,51;  nel successivo anno 2009, dei 150 mila euro a disposizione ne sono stati usati 149.547,57; infine nel2010  sono stati spesi euro 193.699,18. “Ritengo – ha proseguito Vedovelli – anche se non sono stato in grado di acquisire dati precisi, che il Comune sia intervenuto in modo molto marginale a livello finanziario e solo per spese generali: non esiste, a mia conoscenza, un apposito capitolo di bilancio relativo all’iniziativa in questione. Dato che dei contributi esterni è stata utilizzata una quota molto elevata, ma che comunque l’ammontare complessivo non è stato superato, ritengo anche che la quota di finanziamento sia consistita nella parte relativa alle strutture usate per le diverse iniziative: apertura, gestione, costo del personale eccetera. Come ha dichiarato l’assessore, “sicuramente sono stati pubblicati i cataloghi delle mostre, ma al momento non ho a disposizione altre eventuali pubblicazioni, farò effettuare una verifica nella biblioteca comunale”.

Massimo Vedovelli nel dichiarare positiva l’idea di un filo conduttore di senso legato all’affresco del Buongoverno presente in palazzo Pubblico, in grado di richiamare la consapevolezza identitaria dei cittadini e quindi contribuire all’iniziativa in questione, ha affermato come  “il forte senso del buon governo sia un segnale di speranza per chiunque abbia responsabilità di governo, in ogni istituzione e a ogni livello”. Ma resta incredibile che, come pare confermato dalla risposta in aula, non ci siano neppure gli atti dei convegni. Che beneficio possono trarre le future amministrazioni dalle parole di tanti illustri convenuti?

 

 

Marco Falorni, nel dichiararsi tutt’altro che soddisfatto, perché la risposta ottenuta “conferma l’enormità delle cifre spese per manifestazioni puntate più sull’effimero che sul concreto, al contrario di quanto dovrebbe fare una buona amministrazione”, ha espresso “meraviglia sul fatto che non esistano gli atti a rendicontazione delle varie iniziative così come l’entità del denaro speso direttamente dal Comune”. Che pure c’è stato, ha sottolineato Falorni, perché la Fondazione e la Banca MPSerogavano fondi, come contributi o come sponsorizzazioni, a titolo di co-finanziamenti. Quindi una parte della spesa era sostenuta dal Comune. “Spero – ha detto Falorni – che il Comune ci abbia pensato da solo a mandare tutti gli atti alla Corte dei conti”.

Inoltre risulta veramente singolare che l’assessore Vedovelli, nella sua risposta, non abbia citato le spese relative alla edizione del 2007, che fra l’altro è stata la più lunga e la più ricca di eventi. Il sospetto è che nella risposta dell’assessore manchi una parte consistente delle spese effettuate. Ma in ogni caso il consigliere Falorni ha promesso di continuare l’approfondimento su questa vicenda, certo non la più importante, ma neanche l’ultima fra quelle che hanno provocato il prosciugamento, in pochi anni, delle enormi risorse della comunità senese.

Nella prima foto: uno dei convegni del “Buongoverno” al Santa Maria della Scala.

Impegno per Siena

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Categorie:libero contributo
  1. Dantès
    9 settembre 2014 alle 4:17 pm

    ci furono vari fatti gravi allora, si vada al sempre da lodare sito del prof. Giovanni Grasso:
    http://ilsensodellamisura.com/2007/09/19/il-buongoverno-il-costituto-e-la-malauniversita/
    anche il prof. Vedovelli, che purtroppo dimostra così di conoscere poco Siena. Ma forse essere non senesi è diventato da anni (da Calabrese in poi o anche prima?) un requisito per essere nominati assessori!?

  2. Silvia
    9 settembre 2014 alle 10:12 pm

    Per il Prof. Vedovelli!
    Non perda tempo a cercare atti o estratii di conferenze, ci furono solo chiacchierate e bisbocce a fischi di vino! Flore invitava gli amici o persone con cui voleva allacciare rapporti: Le presentazioni di libri alla bibl. comunale erano così, nessun libro di attualità senese, solo cose di esterni per educarci!
    Ho già cercato inutilmente in sbs più volte negli ultimi anni, non perda tempo adifendere l’indifendibile, caro prof. Vedovelli, Lei è una persona seria.

  3. Mandrake
    10 settembre 2014 alle 9:11 am

    Siono stati spesi 700,000 euro per la ricerca del Buon Governo: l’avranno trovato? A quanto pare assolutamente NO!! Se non esiste nessun tipo di rendicontazione da parte del comune, dov’è la famosa trasparenza sempre propagandata a squilli di tromba? Questi signori si comportano come se amministrassero soldi loro! Incredibile ed inaccettabile!! Ma i senesi si rendono conto di cio? Tutto regolare per essi?

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