Ormai i miei lettori lo sanno sono un polemico. Un polemico nato. Leggendo della mostra dell’arte senese a Bruxelles certe domande sorgono spontanee. Lavorando da più di 22 anni in mezzo all’arte ne ho viste di tutti i colori di quanto poco è valorizzato il nostro patrimonio culturale e la rabbia vedendo le potenzialità non sfruttate si è trasformata in rammarico e delusione. Il patrimonio senese di arte è ricchissimo i magazzini straboccano di opere d’arte che se debitamente esposte e pubblicizzate porterebbero tantissimi visitatori a Siena, con una ricaduta economica veramente importante. Chi ha amministrato fino ad oggi (forse annebbiato dai soldi della FONDAZIONE) non ha avuto la capacità di sfruttare questo enorme pozzo di petrolio che è l’arte senese. Spostare la Pinacoteca in spazi più adeguati è diventata una necessità, creare dei percorsi artistici culturali in città anche senza la scusa di Capitale della Cultura 2019 è cosa che si può fare. Da operatore turistico pensare che delle opere che non si possono vedere a Siena sono ora disponibili a Bruxelles mi fa veramente arrabbiare. A proposito complimenti anche a San Gimignano che ha dato i natali a Gabriello Mancini, ma che è riuscita ad organizzare una bellissima mostra su il Pinturicchio, a Siena ci basta evidentemente Sergio Staino… PORA SIENA


Non credo che le opere della Pinacoteca abbiano obiettivamente un richiamo particolare (per autore, per scuola, per soggetto,…) ed è perciò che interessano pochissimo i visitatori: ho letto che non si va oltre settanta (!!!) visite medie giornaliere in Pinacoteca. Se non ci sono cose interessanti da vedere, puoi anche suonare la grancassa: biglietti non ne vendi. Il pubblico medio è fatto di una gran massa di ignoranti che vuole l’ “evento” e non certo la visita al museo, dove non c’è neppure modo di mettersi a sonnecchiare in pace.
La Cultura non è una risorsa, è un bene comune e un costo.
L’idea di portare opere d’arte a Bruxelles è buona: qualcuno scoprirà così la piccola città di Siena.
La quale peraltro rimarrà sotterrata dato che, come dice lei, la gente qui non ci viene. Ma se ne rende conto? cioè: nemmeno ci si prova. I progetti dove sono? la valorizzazione delle opere, se la gente vuole l’evento, che sia fatta! Ah già: c’hanno fatto la zumba! mica male come evento….di sicuro richiamo, poi la gente se ne ricorda di quello che ha visto! S’è regalato la cultura e gli incassi a Civita che ha semplicemente alzato a bestia i prezzi di ingresso; non s’era capaci a farlo da soli? così magari c’erano anche un po’ di fondi da reinvestire! ma capisco che ragiono ad un livello troppo terra terra…
P.K. ma dove vivi?
Bastava portare poche grandi opere e organizzarci un seminario con l’Università locale, non mandare un’équipe del Comune a dire cose ovvie da Wikipedia (SPENDENDO ASSAI) e il soprintendnete dovrebbe pensare alle luci in Pinacoteca e a fare pubblicità come l’Opera fiornetina per il Pavimento! Anziché spostare opere con costi enormi. Ho letto la Biasutti già assessore in Provincia d’accordo oltre a parole di fuoco di una signora che sta fuori (Maria Lupi) sul cittadinoonline.
Ci dicano quanto costa questa grande bischerata! Ne hanno il coraggio? Con i dipinti da restaurare nei magazzini? Bastava uno dell’Istituto di cultura per presentare i quadri o un diplomatico con quanti costosissimi abbiamo aggiro. Vedovelli non si vede a Siena e va a Bruxelles? Mavvia!
Mavvia, licenziati andrebbero dirigenti di questo tipo.
Inutile dire che poco fa un professore americano che sto portando in giro mi diceva: come fate a permettervi certe spese fuori città trascurando la manutenzione della città e dei musei in questo modo? Al SMS non c’è niente da vedere di nuovo salvo tanto personale che non sa che fare. Fortunatamente c’è Facebook, Twitter ecc.
Fare promozione ha, in ogni caso, un costo.
Poi, mi scusi, ma sta mescolando enti e competenze diverse.
Il Museo dell’Opera del duomo di Firenze è un ente autonomo, proprietà, per quanto ne so, dell’Arcidiocesi di Firenze, quindi con una sua gestione, anche economica, autonoma. Non dipende né dalla città di Firenze né dal Ministero dei Beni Culturali.
I prestiti di opere che il Ministero dei Beni Culturali (perché questo è l’ambito) fa ad altri musei o per altre iniziative sono, in genere, o pagati da chi ospita le opere o messe in una sorta di ‘conto di scambio’ che ci fa esporre, a costo zero, opere che, per reciprocità, altre strutture a loro volta ci prestano. L’ente richiedente il prestito si fa carico delle spese di trasporto, di assicurazione e del personale di sorveglianza. Non so però in questo caso specifico a carico di chi sono i costi.
Con i 70 visitatori paganti al dì (incasso medio giornaliero di circa 140 euro nel 2013, e NON ho dimenticato uno zero!) la Pinacoteca cittadina non copre che una microscopica parte dello stipendio dei dipendenti incaricati del servizio di sorveglianza (che è diurno e notturno) figuriamoci poi l’affitto del palazzo, le spese di illuminazione, riscaldamento e condizionamento, sicurezza e manutenzione. Denari da tirar fuori non ce ne sono.
Non essendo capaci di risolvere nulla a livello ministeriale, la recentissima legge Franceschini dà spazio ai privati, perché accendano le luci del luna park sull’industria delle mostre e ne ricavino quanto più è possibile, facendo diventare i beni culturali dell’Italia una Disneyland.
Qual è il problema? Il problema è che Siena (Ministero, Comune, Provincia, Pico Pallino non so chi dovrebbe o potrebbe prendere in mano la situazione) non sa valorizzare la Pinacoteca, la quale Pinacoteca non incassa NIENTE, proprio NIENTE. Di quali e quanti fondi può disporre il direttore? Quanti sono i dipendenti? Non possiamo indignarci per la trasferta delle opere d’arte, a mio avviso bel biglietto da visita, DOBBIAMO indignarci per come è GESTITO il patrimonio presente in Pinacoteca. PATRIMONIO del quale il direttore, chiunque sia, non può rispondere liberamente essendo legato ad ministero. Per le guide turistiche: avete possibilità di agire sul ‘tempo’ che i turisti dedicano a Siena? Sarebbe bello se poteste dire ‘no’ a chi chiede di visitare la nostra città in tre ore o meno.