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Libero Contributo – “Mps, la città s’impoverisce ma i top manager guadagnano di più”

19 settembre 2014

Nuovo centro destra sulle indiscrezioni pubblicate dai media sul ritocco agli stipendi dei vertici Mps

“Da un lato una città che si avvia verso un ulteriore impoverimento economico e della forza lavoro e dall’altro il Cda di Banca Mps che premia i manager alzandogli il già lauto stipendio”. Si apre così la nota del Nuovo Centrodestra di Siena che accende i riflettori sulla situazione del Monte dei Paschi, dopo le ultime indiscrezioni apparse sui media.

“Entro la fine dell’anno, secondo quanto si apprende, 1380 dipendenti di Banca Mps, in gran parte senesi, andranno a finire tra gli esodati e dunque subiranno una netta sforbiciata dello stipendio. Si tratterà di un ulteriore impoverimento per la città che, come Ncd, calcoliamo intorno ai 700-800 mila euro annui in meno che entreranno nelle case dei senesi con una pesante ricaduta sui già deboli consumi delle famiglie”, si legge nella nota diffusa dal Nuovo Centrodestra senese. “Eppure non si capisce perché il duo Profumo-Dalla Riva debba chiedere sacrifici ai lavoratori dato che nel frattempo, stando ancora alle notizie apparse sui media, il Cda ha approvato una delibera che aumenta (e di molto) i già lauti stipendi dei top manager. Una scelta – si legge nella nota – che non solo stona con i mini-redditi a cui andranno incontro gli oltre 1.300 esodati e con una situazione di sacrificio ed estrema difficoltà economica di tutto il Paese ma è incomprensibile anche rispetto ai risultati di Banca Mps che non ci paiono tali da giustificare premi”. “Da tempo attendiamo un rilancio di Rocca Salimbeni che non arriva mai e ogni volta il presidente Profumo ripete la stanca litania dell’errore a monte ovvero che è stato sbagliato difendere la senesità della Banca come se le lancette della storia si fossero fermate lì. Noi vorremmo discutere del presente e del futuro di Banca Mps invece di dover sempre aspettare lo scoop giornalistico per sapere cosa accade nelle stanze dei bottoni”.

La segretaria provinciale del Nuovo Centrodestra si rivolge anche al sindaco di Siena: “Sulle ultime novità che riguardano la Banca, Valentini resta in silenzio e si nasconde dietro al fatto che la politica non si deve occupare della Banca. Un sindaco, seppur dipendente di Banca Mps, dovrebbe occuparsi del futuro della sua città e dei suoi concittadini e invece se ne lava le mani. Proviamo dunque noi a porre due domande al sindaco: è a conoscenza se sia vero o no che sono stati incrementati gli stipendi dei top manager di Mps? E nel caso cosa ne pensa?”, si legge ancora nella nota.

“Per queste ragioni Ncd ad ogni livello continuerà a vigilare sull’operato dei vertici di Rocca Salimbeni e, nel caso, siamo pronti a portare la questione dei ritocchi agli stipendi dei vertici della Banca all’attenzione anche del Governo e del Parlamento perché per noi si tratterebbe di uno ‘schiaffo morale’ nei confronti di quanti faticano ad arrivare a fine mese a Siena e in Italia che non può passare sotto silenzio”, conclude la nota della segreteria provinciale del Nuovo Centrodestra.

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Categorie:libero contributo
  1. Massaia incavolata
    19 settembre 2014 alle 4:29 pm

    spetta agli azionisti, non più ai Senesi, figli miei, svegliatevi una buona volta e ricordatevi che qualcuno Clarich lo ha scelto…vediamo che fa anche per questo!

  2. Anon
    19 settembre 2014 alle 9:52 pm

    “…quanti faticano ad arrivare a fine mese a Siena e in Italia…”
    Con poca fantasia chi ha sminestrato in questi anni scrive bisunte frasi che avevano un qualche valore un lustro fa.
    Almeno per quanto mi riguarda, è da un bel po’ che a fine mese non ci arrivo più: disoccupato da due anni, ormai attingo costantemente ai miei risparmi per chiudere i conti del mese.
    Vittima degli sperperi degli Incapaci della Banca, la mia Azienda ha dovuto tagliare in alcuni settori; due anni fa è toccato al mio.
    L’ufficio della massima occupazione (che bel restyling del nome, vero, dal vecchio e menagramo Ufficio Disoccupazione) sembra lavorare solo per sé stesso e per qualche azienda che organizza inutili corsi di formazione. Ci vuole ben altro che la formazione fatta da vecchi incapaci col secondo lavoro o da giovani che il mondo del lavoro non sanno neppure cosa sia, per mettere qualche pezza: se in una società non c’è PRODUZIONE di qualcosa, non si può che andare a fondo.
    Detto ufficio per un anno non mi ha mai contattato né mi ha fornito indicazioni di sorta (e il funzionario con cui ho avuto il colloquio al momento dell’iscrizione, un cinquantenne precario anche lui, temeva non gli rinnovassero il contratto annuale…).
    I sorrisi di commiserazione, a causa dell’età, in qualche raro colloquio che sono riuscito a organizzarmi, sono stato indicatori forti del proseguo dei miei anni.
    Che fare? Da parte mia, venderò sottocosto la casa strapagata, il cui mutuo ho finito di pagare con l’assegno di disoccupazione, per cercare un qualche abituro in uno sperduto paesetto e mettere via la magra differenza di prezzo, perché mi possa dare ancora qualche po’ di autonomia economica.
    Ho pensato spesso a cosa potrei fare se, una mattina, incontrassi uno dei tanti Felici e Noti personaggi della Politica e dell’Economia senese a passeggio in Centro, personaggi di cui tanto si parla male, ma se ne parla soltanto. Non voglio dirvi quale sarebbe la mia reazione, magari lo leggerete sulla cronaca (nera).
    Non mi firmo perché sono uno come tanti e perché mi vergogno.

  1. 20 settembre 2014 alle 8:26 am
I commenti sono chiusi.
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