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Libero Contributo – DOCUMENTO PROGRAMMATICO DELLA FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI.

2 ottobre 2014

Ho letto il documento programmatico della Fondazione Monte dei Paschi e devo dire che è largamente condivisibile, perché animato da buon senso. Non fa sconti alla Banca con delle osservazioni puntuali di un socio di minoranza che si preoccupa per il cattivo andamento della partecipata.

Pierluigi Piccini

Pierluigi Piccini

Andamento che ha accumulato più perdite di quelle che gli stessi analisti del settore avrebbero potuto prevedere: una azienda attualmente fuori mercato. Rimarca la volontà di fare le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori che hanno gestito le partecipate (Sansedoni) e intende approfondire le possibilità giuridiche di tali iniziative. Blocca le erogazioni, a differenza di quanto affermato da Valentini, e dice di voler fare degli investimenti prudenziali che comporteranno poca redditività, e rimanda le erogazioni, nei cinque settori individuati, a tempi migliori. Interventi di natura sussidiaria che comporteranno una partecipazione monetaria dei richiedenti ai finanziamenti, aggiungerei: efficaci e capaci di generare redditività. Ci sono è vero delle velleità che non sono di natura strategica, come quando afferma che la Fondazione potrà supportare le iniziative di rilancio territoriale, si d’accordo! Tutto bene, quindi? Negli intenti Il documento è condivisibile, nei fatti, a mio parere, ci sono delle azioni da intraprendere. La prima recuperare la rottura che si è creata con il consiglio comunale e, quindi, con i rappresentanti dei cittadini senesi. Trovino loro il modo, ma devono farlo. La città ha bisogno di essere rassicurata, di poter credere in un futuro concreto. La seconda: perché le buone intenzioni non vengano tradite e non tradiscono la buona fede, bisogna che la Fondazione diventi una casa di vetro, che i suoi atti possano essere conosciuti e valutati, TRASPARENZA! Per poter verificare la vicinanza, o la lontananza dalle volontà programmatiche ed esprimere giudizi di merito. Veniamo da un passato che è stato l’esatto contrario e la Fondazione ne è stata un campione in tal senso. Il groviglio armonioso è passato soprattutto da qui e in buona parte dalla gestione delle partecipate. Ultima osservazione il presidente si ricordi che è un azionista di una società quotata in borsa, attenzione alle dichiarazioni!

Pierluigi Piccini

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Categorie:libero contributo
  1. Pipposanese
    2 ottobre 2014 alle 7:30 am

    Il Piccini Pierluigi ricorda che il Mussari Giuseppe lo ha nominato lui ?
    E che è stato sempre zitto fintanto che aveva le laute prebende parigine ?
    Per favore stia zitto e si vergogni. Cerchi di farsi dimenticare.

    • 2 ottobre 2014 alle 7:34 am

      Per correttezza c’è da dire che Piccini creò le liste civiche senesi proprio quando era a Parigi. L’operazione antonveneta fu molto criticata dai consiglieri e dagli appartenenti alle liste, tra quelli c’ero anche io.

  2. pierluigi
    2 ottobre 2014 alle 7:58 am

    Io non ho mai nominato Mussari alla Fondsazione. Come ricorda Bassanini in una sua intervista alla Repubblica, Ceccuzzi presentò Mussari come presidente della Fondazione nell’ottobre del 2000, alternativamente alla mia. Le coperture di Mussari si chiamano a livello nazionale D’Alema, Amato, Luigi Berlinguer. a livello locale molti lavorarono contro di me a partire da Mazzoni della Stella, Ceccherini, Pierluigi Corsi, Silvano Andreani, Stefano Bellaveglia. Queste vicende le ho spiegate in dettaglio nel mio libro che invito a leggere. L’ incarico a Parigi è servito, anche,a costruire una opposizione che ha cercato di raccontare a questa città cosa sarebbe successo, cosa che è regolarmente accaduta, La quasi totalità dei miei soldi si possono trovare in questo impegno. Ho scritto un libro appena non ho avuto più rapporti con il Monte perché licenziato, vado in pensione a 67 anni e ne ho 62. Una delle colpe mai dette, ma di cui mi si fa carico è di aver organizzato la famosa trasmissione di Report, quella che avrebbe dato il via. Prima del 2001 ci sono stati undici anni di sindaco. Io mi firmo Pipposanese no. Se poi a quest’ultimo da noia che io esista si rassegni, continuerò a scrivere nel merito dei problemi valutando volta, volta i fatti e non facendo analisi personalistiche. Buonagiornata!

  3. Mandrake
    3 ottobre 2014 alle 8:58 am

    Caro PIPPOSANESE: è proprio convinto che a doversi vegognare deppa essere P.L. PICCINI? Per quale motivo cerca di infangarlo con una colossale menzogna? Cos’è che la spinge verso questo esecrabile atteggiamento? Acredine? Invidia? O cos’altro? Si rende conto della misera e meschina figura che sta facendo? Sarà rimasto deluso vedendo che il suo sporco intento è fallito miseramente. Piuttosto, ha niente da dirci sul signor C.? Una domanda: Sta giocando in gruppo o sta facendo un solitario?

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