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Libero Contributo – Iniziare a lavorare su qualche manovra tesa almeno a limitare i danni – di Giorgio Finucci

8 ottobre 2014

E’ stato pubblicato il documento di programmazione strategica pluriennale 2015-2017, molti osservatori hanno commentato, riuscendo a percepire sfumature e risultati interpretativi diversi, ma non poteva non essere così, in quanto si tratta esclusivamente di linee guida, molto alte, che lasciano libertà interpretativa, sia perché un triennio è lungo, sia perché sarebbe sbagliato dare regole troppo rigide che finirebbero per ingessare l’attività, anche qualora, eventi nuovi, rendessero possibili scenari diversi.

Potrei fare numerosi esempi su legittime e contrastanti modalità di lettura del documento, ma mi limiterò ad osservare che, stante le precisazioni fatte, è un buon documento programmatico; chiaramente si inizia a scendere coi piedi per terra, abbandonando definitivamente le velleità e le onnipotenze che avevano caratterizzato le edizioni precedenti.ultime 071

Pero’ per capire le reali intenzioni della fondazione dovremmo attendere il “documento programmatico annuale”, redatto dalla deputazione amministratrice ed approvato dalla deputazione generale, dove saranno esplicitate le indicazioni strategiche per l’anno 2015. Solo qui troveremmo le soluzioni che la fondazione metterà concretamente in campo per risolvere le problematiche attinenti le partecipate e per tutte le altre attività. Infatti, mentre è chiaro a tutti che la fondazione è stata messa in sicurezza con la vendita del suo asset principale, forse non è altrettanto chiaro che ora si rende necessario prendere le decisioni idonee sulle varie partecipate, perché quello che ci potevamo permettere quando la fondazione valeva svariati miliardi, oggi non è più possibile e se non si corre ai ripari, in tempi rapidi, si potrebbe vanificare il capolavoro compiuto nell’ultimo anno.

Vorrei fare una considerazione particolare sulla partecipazione in BMPS: in particolare, stante l’approssimarsi dei risultati della revisione degli attivi, da più parti si legge che la nostra banca potrebbe necessitare di un nuovo aumento di capitale, personalmente mi auguro che non sia così, ma riterrei che la fondazione non possa trascurare questa possibilità e pertanto crederei suo dovere attivarsi da subito, se non lo avesse ancora fatto, per cercare di trovare le soluzioni migliori a tutela del suo patrimonio. Crederei utile che la fondazione si consultasse con i sei consiglieri di amministrazione BMPS di sua nomina e, nel rispetto dell’autonomia dei nominati e degli enti stessi, cercasse di avviare qualcosa di alternativo per il bene della collettività. Cercherò di spiegarmi meglio: se ci limitiamo ad attendere i risultati degli stress test, e magari, viene fuori che la banca dovesse fare un nuovo aumento di capitale, il mercato, con molta probabilità punirebbe il titolo in modo pesante. Nella sostanza attendere passivi per poi accapigliarsi solo sul diluire o sul conservare comunque una certa quota, mi sembrerebbe un comportamento non particolarmente brillante. Al contrario riterrei utile almeno cercare di capire, se sia già possibile predisporre o iniziare a lavorare su qualche manovra tesa almeno a limitare i danni. A questo proposito, forse, prevedere da subito, la possibilità di un eventuale aumento di capitale destinato, potrebbe rappresentare una possibile soluzione, evitando o almeno riducendo, da una parte, il massacro che probabilmente ci riserverebbe il mercato e, dall’altra, consolidando il patto di sindacato. So perfettamente che la cosa non è facile, anzi servono quorum qualificati e bisogna lavorarci molto, ma credo che Profumo, che già nell’ottobre 2012,  si era fatto deliberare un aumento di capitale destinato, per un miliardo, più di ogni altro, sia la persona giusta per realizzarlo. Ora, inoltre, potrebbe contare anche su un aiuto dei pattisti e ritengo che l’operazione potrebbe essere messa in piedi con successo ed in tempi abbastanza contenuti.
Ricordiamoci che comunque, ad oggi, sei membri del cda di BMPS sono di nomina della fondazione/pattisti, si potrà pur fare qualcosa, o no?  Allora mi sembrerebbe logico unire le forze da subito ed attivarsi per cercare un paracadute, utile ad entrambi gli enti e, soprattutto, alla nostra collettività.

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