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La Rubrica di Mara Morini – VASI DI FIORI E BAMBOLE DI PEZZA

13 ottobre 2014

Perdonate innanzitutto la lunghezza di questi miei pensieri. So benissimo che il mondo web impone certe ferree regole che, probabilmente, mi avrebbero imposto di contenermi nella metà delle battute. Ma non ce l’ho fatta.

Vi parrò controcorrente ma non ho sentito sinora nessuno dei nostri amministratori parlare di “Europa” e di “cultura europea”. Solamente un cenno è venuto dal Presidente della Regione Rossi che ha evidenziato la necessità di costruire un contesto dentro cui la cultura possa alimentare una dimensione diversa dello sviluppo economico. Ha dimenticato però anche lui l’aggettivo principe di questa candidatura: “europea”.

 Siamo ancora galvanizzati dalla visita della Commissione internazionale per il vaglio della scelta della Capitale europea della Cultura 2019, entusiasti di aver ricevuto i commissari europei nella nostra città, per le nostre strade, tra la nostra gente, tra le nostre bellezze artistiche che già la Mara rompe le uova nel paniere…

 Nell’intervista rilasciata dal Valentini, a caldo dopo la chiusura dei tavoli di studio, lo stesso comunica alla cittadinanza che le domande dei commissari non sono state rivolte ai solo progetti (perché di buoni progetti sicuramente tutte le sei città candidate ne hanno presentati!). Le questioni sono state volte dalla Commissione alla trasparenza, alla partecipazione reale di tutta la città ad un grande progetto di anima europea che ispiri gli interventi e le azioni e che dia frutti europei.

Mara Morini in allenamento… Non la fate arrabbiare!!!

Mara Morini 

 Facciamo un passo indietro.

 Ci siamo chiesti ed in particolare coloro che ci amministrano si sono chiesti, quando la nostra Siena è stata candidata, cosa significasse essere Capitale europea della cultura?

 Hanno individuato quali responsabilità politiche, civili, sociali, economiche avrebbero dovuto assumere e quali sarebbero state le lenti con cui le strategie di promozione della candidatura sarebbero state scrutate e valutate?

 Ed è stata colta la valenza di quelle due parole che fanno parte da più di due anni della quotidianità del nostro linguaggio: “Capitale europea, Capitale europea della cultura”?

 Siamo sotto gli sguardi di un continente intero, sotto quello della “migliore delle sue genti”: artisti, letterati, studiosi, politici.

 Siamo sicuri che non si cederà al solito provincialismo? Siamo certi che riusciremo ad aprirci davvero a ciò che è diverso da noi, facendo tesoro dei doni che porta e donando ad esso qualcosa di noi?

 La strategia adottata da questa Amministrazione non ha colto tale necessità di spirito di apertura all’Europa nè nelle modalità di coinvolgimento dei cittadini nè nella stesura dei progetti.

 Portare a  casa il titolo si riduce al solo interesse di ottenere fondi, e le interviste rilasciate dalle stanze del Palazzo collegano la vittoria alla sola necessità di risorse finanziare, e che ci sia penuria di fondi non è sbagliato,  ma ne svilisce il valore , e ciò non è scappato agli occhi dei commissari.

Così come la città è stata svilita dalle parole del Prof. Sacco di fronte ai Commissione internazionale: “Non vogliamo uno schiaffo a Siena città ferita”.

Ma Sacco parla a nome di chi? Ma come si permette?

 Il Sindaco in primis, se non le istituzioni, lo dovrebbero chiamare in Consiglio comunale a render conto, oltre che del suo operato e di un bilancio presentato (da querela), delle sue esternazioni sempre più imbarazzanti e umilianti per la città.

 Ne riportiamo giusto alcune apparse ne La Nazione del 10 ottobre:

“Nelle conversazioni informali il messaggio che mi e’ arrivato e’: avete un grande potenziale, forse ce la potete fare anche senza il titolo“. Cosi’ Pier Luigi Sacco, direttore del progetto di candidatura per Siena capitale europea della cultura 2019, al termine dell’incontro con la giuria internazionale giovedì 9 a Siena, giuria chiamata a decidere sul vincitore tra le sei citta’ finaliste. “Noi gli abbiamo spiegato che vista la situazione della citta’ e viste le tensioni – ha aggiunto Sacco – se non arrivasse il riconoscimento ma solo un generico apprezzamento per il progetto, si rischierebbe di dare adito a dinamiche che comprometterebbero tutto”. Il direttore di candidatura ha poi aggiunto che “la citta’ e’ talmente ferita e sfiduciata sulle sue possibilita’ che se arrivasse questo ulteriore schiaffo rischierebbe d’innescare una dinamica molto perversa”.

“[…] vista la situazione della citta’ e viste le tensioni […] se non arrivasse il riconoscimento […] si rischierebbe di dare adito a dinamiche che comprometterebbero tutto […] la citta’ e’ talmente ferita e sfiduciata […] che se arrivasse questo ulteriore schiaffo rischierebbe d’innescare una dinamica molto perversa”.

 Ohhhhhhhh!!!! Ma come si permette??? Ma chi è costui per fare certe affermazioni? Chi lo ha autorizzato??? Mi auguro quanto prima che venga chiamato a rendere conto alla città.

 Perdonatemi per la divagazione di cui sopra, tornerò sull’argomento principale…

La frenesia che ritrovo in città, sinceramente, ha poco di quella passione europea necessaria e richiesta.

 E se Siena si farà scappare questa grande occasione non sarà colpa di cittadini disfattisti come apparirà la sottoscritta, ma dei suoi amministratori e dintorni, da un comitato di promozione privato sul quale qualche domanda sulla sua natura è doveroso porci, che non ha saputo uscire da uno spettacolare circo visivo per concentrarsi sui motivi profondi di cultura e cittadinanza europee guidando i suoi cittadini oltre le vetrine di bambole di pezza allestite.

 Dei discorsi aulici di Fuffolo che un giorno dice una cosa per poi ritrattarla il giorno dopo, delle fotine di Selfie-woman con le sue ragazze pon pon o delle vacanze del neobattezzato Smartman l’Europa se ne fa una grassa risata per il basso profilo.

 Riscontro poca consapevolezza della responsabilità che ha la città dinanzi all’Europa come candidata a Capitale anche nell’infelice frase del Valentini “dell’avere  beneficiato da 20 anni di sostegni dall’esterno”.

 Buon biglietto da visita questo presentato dal nostro sindaco, non mi sorprenderebbe se utilizzato anche dinanzi ai commissari, che mette i senesi nella condizione di dover dipendere da anni dall’esterno perché incapaci di far forza su se stessi e ripartire.

 La nostra Siena merita indubbiamente di vincere per bellezza artistica e ricchezza. storica, ma solo per caratteristiche intrinseche non per come é stata accompagnata in questo percorso.

 E quand’anche i nostri entusiasmi venissero spenti da questa Europa matrigna toccherà rimboccarci le maniche perché la rinascita non sia elemosinata dall’esterno e trovare il modo per ripartire, e che non sia mai più detto!

 La manna non cade più dal cielo e le maniche dobbiamo tirarcele su tutti pretendendo concretezza, partecipazione, serietà, politiche ed interventi che non siano vasi di fiori come meri abbellimenti sui nostri terrazzi.

 E prepariamoci cari senesi perché se questa nomina non arriverà dovremo davvero svegliarci dal torpore dello schiaffo: saranno mantenuti i 40 milioni di euro regionali quando ci avviciniamo a nuove elezioni e il presidente di Regione è già in spirito di campagna elettorale?

 E le nostre vicine, come Firenze e Prato, che si sono sbracciate per sostenerci, accetteranno senza titolo di continuare a farlo quando godremo di maggiori e straordinari trasferimenti regionali?

Chiedetelo a Pisa, magari lo farà il presidente Rossi alla festa pisana per la sua rielezione!!!

Mara Morini

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Categorie:libero contributo
  1. Bea
    13 ottobre 2014 alle 12:06 pm

    mah, non vedete che Rossi è tutto un regalo di soldi (nostri) per Siena? Ristrutturazione ospedale e milioni dell Capitale anche se sarà fallita la candidatura!
    Sanno che i voti di Siena contano per un PD in sfacelo libero in Toscana come altrove. Genova ha dato un altro colpo: là tutte amministrazioni PDS-PD da tempo che io sappia. Burlando non era stato sindaco prima?
    Se NON viene la Capitale (non me lo auguro, però, badino BENE i soliti strumentalizatori e denigratori di ogni dibattito) io sono ugualmente preoccupata:NELLO STESSO MODO!
    Se vinciamo, il PD farà inni di gioia e si rinnoverà ancora meno di quanto sta facendo: perciò è lato negativo tra i tanti positivi che può avere la vittoria (dipende da come gestita, tutto lì); non vedo però perché il Comitato fin qui segretissimo dovrebbe diventare improvvisamente democratico e trasparente: nessuno ha ancra spiegato in cosa consistano i SEVERI CONTROLLI EUROPEI: Prof. Sacco, sia buono, Lei che sa tutto ci dia il link!
    Se perdiamo, siamo messi anche più chiaramente davanti al problema della crisi, che ci siano o meno i 40 milioni di Rossi (cioè nostri): gli enti distrutti o vicini ad esserlo e soprattutto la politica e l’informazione da Paese del V mondo, questo è il problema,. con personaggi di una modestia culturale (sì, culturale) pazzesca, dove si va con gente così?

  2. Senese ferita
    13 ottobre 2014 alle 3:32 pm

    Che Rossi sia in piena campagna elettorale non ci sono dubbi. Che faccia promesse a destra e a manca, se ne sono accorti tutti. D’altronde deve riuscire a resistere alle pressioni di un Renzi che, probabilmente, preferirebbe altri al suo posto. Deve riuscire a farsi riconfermare promettendo soldi a tutti… tanto poi non li darà a nessuno.
    Ciò che invece è insopportabile è la mediocrità. La mediocrità di chi non sa Amministrare, non sa cosa dire e come dirlo.
    L’unica cosa in cui ha ragione Sacco è che Siena è ferita. E’ ferita perché non passa giorno senza che Fuffolo, Selfiewoman, piuttosto che un Selfieman, non perdano occasione per far ridere qualcuno della loro inadeguata, buffa e goffa presenza.
    Questo Siena non lo merita. Questo è umiliante. Per questo è ferita. Per questo l’unico responsabile è il PD.
    Siena deve rinascere. Questa è una necessità. I senesi hanno bisogno di potersi fidare, di riprendersi la loro città. Venerdì arriverà il verdetto che Siena, mortificata, non ce l’ha fatta. Sacco lo sa già e ha provato a dircelo. Questa sera Alessandro Masi sarà eletto segretario comunale del PD senese. Sabato mattina dovrà incontrarsi a Palazzo con Fuffolo e chiedergli le sue dimissioni. Non possiamo aspettare ancora. Dopo ci saranno soltanto macerie.

    • Marco V.
      13 ottobre 2014 alle 8:17 pm

      Cara Senese ferita, sinceramente, a differenza di te, io non sono incazzato con la maggioranza, con il niente forgiato col nulla di Fuffolo e della sua allegra compagnia. D’altronde loro fanno i propri interessi. Io sono in collera con il nulla totale dell’opposizione che gli permettono di fare quello che vogliono senza neppure arrecare loro disturbo. Abbiamo l’opposizione più inconsistente della storia del Comune di Siena. L’unico che cerca di cerca di fare qualcosa, quello che può essendo in completa solitudine. Ce li vedete questi “dilettanti allo sbaraglio” con l’opposizione di qualche hanno fa che vedeva schierati Vittorio Stelo, Pierluigi Piccini, Marco Falorni, Mario Ascheri, Massimo Bandini e altri…? Sarebbero stati “spellati vivi”!!! Tre giorni sarebbero durati!

  3. Dantès
    13 ottobre 2014 alle 9:38 pm

    Cara Senese Ferita,
    proprio perché siamo in crisi e i politici sono modestissimi, possiamo vincere!
    Non si è mai pensato che la commissione possa averla nominata una classe politica come quella di Siena? Li avete visti voi i curricula? Secondo le voci raccolte è gente che non aspetta che l’ora di altre nomine per cui farà quello che all’ultimo momento gli chiederà il potente che ritengono… più potente. Chiedo scusa ma che sia vero? E’ tutto così fumoso!?
    Ricordate che da giorni si chiede che cosa sono i CRITERI RIGOROSI che l’Europa applicherebbe per la gestione dei fondi. Avete visto uno straccio di risposta da Sacco o dalla Carli?
    Grazie, Signori, evviva la trasparenza!

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