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Libero Contributo – Per il PD è indifferente che la direzione del Monte resti a Siena. Non ci credete? Leggete…

22 ottobre 2014

Per tanti anni il consiglio comunale di Siena era stato puntuale nel discutere ed approvare un documento – prima chiamato mozione programmatica, poi atto di indirizzo – per fornire le linee politiche e strategiche del Comune ai nominati, poi designati dal sindaco nella Fondazione Monte dei Paschi.

Oggi, con la Fondazione ridotta ad una piccola quota di partecipazione azionaria nella Banca, ed a sua volta in gravi ed ancora non completamente risolte problematiche finanziarie, questo documento ha perso di peso ed importanza, ma ha ancora un notevole significato. La Fondazione è una delle storiche società partecipate dal Comune, ed esternare in un documento quelli che sono i desideri della comunità di riferimento è un atto di rilievo politico e morale non indifferente.

Forse i lettori di IPS ricorderanno che i consiglieri delle liste civiche hanno tentato più volte di portare questo tema all’attenzione del consiglio. Una prima volta, nella seduta monografica sulla FMPS del 25 settembre 2014, la maggioranza scappò letteralmente dall’aula per far mancare il numero legale e così non votare sul documento presentato dalle liste civiche. Una seconda volta, nella seduta consiliare del 30 settembre 2014, le liste civiche, sullo stesso argomento ripresentarono un articolato ordine del giorno, di cui si è dato notizia sul sito di IPS il 1 ottobre 2014 (cfr. http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2275:fondazione-mps-guardate-a-che-cosa-hanno-votato-contro-valentini-a-c&catid=34:politica&Itemid=27 , in archivio politica, ndr), documento che stavolta fu discusso, votato e respinto, avendo ottenuto 9 voti favorevoli, 1 astensione e 18 voti contrari. In tale circostanza, ed anche in sede di conferenza dei capigruppo, il PD e i suoi docili alleati si giustificarono dicendo che tanto essi avrebbero portato in aula un “loro” documento sulla Fondazione MPS entro la metà di ottobre.

Peccato che nella seduta consiliare del 14 ottobre 2014 questo argomento non sia stato messo minimamente all’ordine del giorno. Pazienza, abbiamo pensato, il PD porterà in aula il “suo” documento certamente nella già programmata seduta del 28 ottobre 2014… Niente di tutto questo. Il presidente del consiglio comunale ha puntualmente annunciato la sua decisione di annullare la convocazione del consiglio del 28 ottobre, fissando la prossima seduta consiliare per martedì 11 novembre 2014.

Segno evidente che l’amministrazione Valentini ormai vive le riunioni del consiglio comunale solo come un fastidio, segno anche che giunta e maggioranza vogliono far sbollire l’ennesimo fallimento nell’assalto alla capitale della cultura. Ma segno soprattutto che PD & C., della Fondazione MPS, non vogliono parlarne, oppure, peggio, non hanno nulla da dire.

Ed allora, in un momento ancora una volta e più che mai delicato per le sorti della Banca MPS e di conseguenza per il futuro della comunità senese, si deve fare riferimento a ciò che è già stato votato in tema di FMPS. E a questo proposito, facciamo un esempio significativo ai lettori di IPS.

E allora bisogna risalire al 3 aprile 2012, in una seduta che aprì la prima fase della crisi della giunta Ceccuzzi, quando comunque almeno della Fondazione MPS si poteva ancora parlare in consiglio. In tale circostanza, in qualità di capogruppo diImpegno per Siena, ebbi modo di presentare un sinteticissimo ordine del giorno sulla Fondazione, che fu brevemente illustrato e posto in votazione. Tale documento recitava testualmente come segue.

“IL CONSIGLIO COMUNALE DI SIENA IMPEGNA  

il sindaco ad operare, in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, affinché:

1) la direzione generale della Banca MPS resti a Siena;

2) abbia termine la trasformazione di rami d’azienda della Banca MPS in società controllate e collegate, evitando così il rischio che alcune centrali di decisioni importanti si allontanino da Siena”.

Come si vede, si trattava di due questioni semplicissime, probabilmente le più importanti per quanto riguarda i riflessi sulla comunità senese, fra l’altro oggi ancora più di allora di drammatica attualità. Bene, questo mio ordine del giorno fu sì approvato, ma con i soli voti delle minoranze. Infatti il documento ottenne 10 voti favorevoli, zero contrari e 22 astensioni.

Traduzione, sulla permanenza della direzione generale del Monte a Siena il PD non prendeva posizione, si asteneva, era indifferente. E tale posizione non è mai più mutata, né modificata da successivi documenti, che oggi sono diventati una specie di tabù.

Questo è il partito che i senesi, sia pure di misura, ed anche grazie ai tanti che sono andati al mare, hanno rimandato al governo della città. Non posso non ricordare che la nonna diceva sempre che il male voluto non è mai troppo.

Marco Falorni – Impegno per Siena

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Categorie:libero contributo
  1. Montepaschino Tranquillo
    22 ottobre 2014 alle 5:14 pm

    incredibile, caro validissimo Falorni! Valentini segue Renzi in questo: che vede il Parlamento con fastidio e tanto ne elimina un’ala!
    Non mi risulta che la Fondazione sia una partecipata del comune: fosse vero. Clarich non a caso ha voluto marcare la distanza anche non venendo in consiglio. Il Sig. Finucci tenta il possibile, chiaro che bisogna essere propositivi, ma finché si può.
    Quando si è presi per le mele bisogna reagire…si fosse fatto a suo tempo, concittadini miei non saremmo nelle peste come ora con un prossimo aumento di capitale alle porte

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