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Libero Contributo – Pensare che Mussari abbia fatto tutto da solo? Sarebbe un insulto all’intelligenza.

30 novembre 2014

Mi pare di cogliere, in certi ambienti di Siena, una gran voglia di stendere un velo, più o meno pietoso, sulla vicenda del MPS, della quale fa parte integrante l’amara sorte toccata al povero David Rossi.
Credo che alcuni fatti concreti riferiti dalla trasmissione televisiva Report – ad ora non contestati da nessuna parte, mi pare – abbiano tutte le caratteristiche per essere presi in considerazione dalla Magistratura senese per rivedere quella dolorosa vicenda, e non solo per venire incontro alle giuste aspettative della Signora Tognazzi, alla quale va tutta la mia solidarietà e partecipazione.

Ne è passato oramai del tempo dalle prime indagini sull’affaire Antonveneta e mi sembra opportuno domandarsi: I veri autori del più grande scandalo finanziario italiano, coloro che hanno profittato dell’enorme danno provocato dall’incredibile discrasia fra il valore di Antonveneta e il prezzo pagato dal Monte, hanno pagato o plausibilmente pagheranno?
E allora, non posso non domandarmi: la Procura di Siena ha dimostrato la volontà di chiarire fino in fondo la vicenda Rossi e, più in generale, cosa c’è veramente dietro l’acquisizione di Antonveneta?
All’inizio dell’inchiesta pensavo che finalmente gli inquirenti di Siena si fossero attivati dopo che, forse, per lunghi anni avevano volto lo sguardo altrove mentre la Banca sembrava spesso intenta a provvedere alle “cure” dei suoi referenti (sufficit citare l’acquisto sconsiderato di Banca 121?).

Ho preso nota che, ben presto, i Pubblici Ministeri hanno dichiarato l’insussistenza di tangenti nell’affaire Antonveneta, sic et simpliciter.4eb76-improbitas
Ma, mi chiedo, con tutto il rispetto possibile che meritano, hanno condotto fino in fondo una ricerca sulla tracciabilità dei famosi otto bonifici del Monte al Santander per un totale di circa 17 miliardi di Euro, quando la Banca acquistata ne valeva 2,3, secondo quanto riferito dall’ex sindaco del Monte Di Tanno?
Sarei lieto di averne conferma, nel qual caso sarei pronto a scusarmi.

Quello che vedo ad oggi, è che Mussari e soci – trattati tra l’altro, mi sembra con un qualche riguardo – si sono visti accusare di reati tutto sommato di contorno, ed hanno la speranza di aggrapparsi alla prescrizione, mentre il vero bubbone rappresentato dalla spoliazione delle casse del Monte apparirebbe inevaso (ripeto, pronto a rettificare se del caso).

Il livello superiore dell’affare Antonveneta, che pure sembra emergere dai verbali e dal contesto, non risulterebbe essere stato indagato.
Eppure, i resoconti dei vari interrogatori farebbero presumere precise responsabilità di esponenti politici, locali e nazionali – in primis del Pd – e della Banca d’Italia.
D’altronde, come si può pensare che Mussari abbia fatto tutto da solo? Sarebbe un insulto all’intelligenza.

Quel “groviglio perverso” che per tanti anni ha soggiogato Siena appare ancora intatto e solo una magistratura veramente indipendente potrebbe scalfirlo, se non eliminarlo.
La Procura di Roma un tempo veniva identificata come il porto delle nebbie.
Mi auguro di cuore che stessa sorte non tocchi a quella di Siena.
Siena e “dintorni” non hanno bisogno di una coltre di silenzio, interessata, ma di Verità, adesso e finalmente.

Marco Sbarra

 

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  1. Silvia (quell'altra)
    30 novembre 2014 alle 5:45 pm

    La vicenda senese in generale e del MPS in particolare mostra chiaramente come sia una bella petizione di principio la obbligatorietà dell’azione penale: si dice, tanto poi si deve applicare, e come? con il “buon senso” (quando c’è la buona fede, cioè non sempre) che vuol dire considerando quel che c’è da considerare.
    Io so solo che qui l’appello per la storia dell’incendio in Curia non è mai arrivato a Firenze! Basta questo a gettare un’ombra pesante sulla giustizia a Siena, si o no?
    Secondo, un procuratore capo andava tranquillamente a gozzovigliare con un personaggio come mons. Acampa, o sbaglio? A cena con l’Ascheri non risulta essere mai andato o sbaglio di nuovo?
    Indizi, come quello che viene fuori dalle poche registrazioni rese pubbliche, di connessione politica-istituzioni-professioni veramente gravi. La piccola cosa registrata per Piande Mantellini tra un vigile Comune e un personaggino della Provincia ha prodotto conseguenze? Niente? né in Procura a quanto pare né a livello amministrativo. Sbaglio forse? Pronta a chiedere scusa.
    Ma allora di che parliamo? Altroché groviglio se il Bisi è diventato capo del GOI, cosa vorrà dire, quasi quanto vole dire vedere Mussari confermato all’ABI?
    Lui quanto ne saprà di David Rossi? Mondani doveva andava ad interrogare lui (neppure citato o sbaglio?) anziché Masoni, portavoce minore del sistema, ma efficace con le sue metodiche interviste. Pensate solo a 96 ore di palio, ci andava l’Eretico o il suo babbo, il Piccini, l’Aurigi, lo Stelo, gente con palle o i vari esponenti del sistema a autoassolversi? Beh, ora invita alla ribellione i giovani: non c’è male, vero? Tempo fa lo segnalavano attivo alle cene dei Rozzi.
    Gatta ci cova, ahimè. E nulla è cambiato a giudicare da quello che si viene a sapere della Provincia.

  2. Massaia
    30 novembre 2014 alle 7:57 pm

    Silvia cara, leggi meglio i post dell’Eretico sull’Ospedale, lì di spunti per la Procura ce ne sono molti, molti. L’obbligatorietà non per niente la vogliono togliere perché non c’è già di fatto, e probabilmente è solo un non-senso pour épater les bourgeois, cioè i poveri italiani del Dopoguerra (meglio però di quelli di oggi, stai tranquilla).

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