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La Rubrica del Professore – Una buona notizia: verso gli ‘stati generali’ della cultura!

19 gennaio 2015
Entro un mare di notizie certo non esaltanti (MPS, Fondazione MPS e Chigiana, SMS, Università degli Studi, Aeroporto ecc.) e di chiacchiere soporifere sulla cultura in cui si sono distinti alcuni politici in questo inizio d’anno, è intervenuto anche un annuncio notevole.
L’assessore Vedovelli ha previsto entro febbraio gli stati generali della cultura cittadina. Bene, benissimo. Bisogna arrivarci preparati affinché non sia un’occasione perduta e perciò sono sicuro che l’assessore starà pensando a scadenzare qualche fase precedente in modo che i partecipanti arrivino con idee chiare e concrete.

Il Professore

Banale ma forse non inutile precisare che la cultura è cosa diversa dal turismo, che ha o può avere tante implicazioni culturali ed economiche ma che di per sé non implica sviluppo culturale per chi lo fa e per chi ne fruisce i benefici. Se vado al mare in Sicilia stando sempre al sole o in acqua ignorando tutto della cultura locale con i pop corn e la coca cola ne ritornerò abbronzato e rilassato ma senza neppure un briciolo di maggior cultura, neppure gastronomica. Neppure visitando qualche museo o mostra è detto di per sé che la cultura personale se ne avvantaggi se la visita è fatta senza certe ‘basi’ e la necessaria ‘assistenza’ di letture o ascolti ecc. Il crollo della lettura di libri è avvenuto contestualmente all’aumento del turismo per spettacoli, concerti, mostre e città d’arte: nuove forme di consumismo? Passeggiare sulla Francigena quando fa ‘crescere’ culturalmente?
Ormai basta usare intelligentemente dell’enorme, incredibile, patrimonio caricato sul web (a parte anche le tante oscenità) per divenire dotti di musica e arte, teatro e poesia, storia, diritti umani, economia e quant’altro. Andare all’inaugurazione di una mostra o a un evento pubblico è un fatto sociale sempre (un tempo anche molto eno-gastronomico a Siena), che può anche essere culturale. Ma non è affatto pre-detto per il singolo partecipante…
Ciò premesso, di fronte a una comunità l’ente pubblico locale per definizione, il Comune, per lo sviluppo culturale deve occuparsi delle strutture e dei temi nodali, che spesso il privato non cura perché non vi vede utilità o profitto. Non si deve né può sostituire al privato individuale o associato, terreno in cui Siena ha una realtà fantastica, dalle contrade con le loro società alle tante associazioni di settore (anche quelle sportive fanno cultura, sia chiaro), ai club, alle accademie (almeno 3 attivissime), alle fondazioni. Soprattutto a Siena il Comune ha davanti uffici ed enti statali come le scuole di ogni ordine e grado, le Soprintendenze, l’Archivio di Stato e le due Università, o grandi enti storici come l’Opera del Duomo.
​Di fronte a tanto bendiddio​ a Siena si può solo fare una selezione, un inventario delle priorità, cominciando con il dare il buon esempio. E curare il proprio patrimonio, formale (museo civico, chiese comunali come S. Agostino, SMS, la fortezza ecc.) e storico (come le mura), cosa che non sempre avviene o non avviene in misura decente. Ma come sito Unesco il Comune ha anche l’obbligo di vigilare più del ‘normale’ su tutta l’area entro le mura più ampie, del Tre-Quattrocento, per cui se una chiesa è trascurata dal proprietario dovrà intervenire (penso ora a S. Giorgio, a S. Salvatore ecc.), così come per le porte cittadine e le fonti talora ritenute private le une e le altre (è tema discutibile ma non seriamente discusso). Che l’area retrostante del SMS o i suoi portali, ad esempio, siano così mal ridotti è scandaloso perché dà l’idea di un ente che ha smarrito il buon senso oltreché quello delle priorità.
Prima di tutto quindi il patrimonio, compreso quello mobile, di arredi, monete antiche, medaglie fino ai quadri sparsi qua e là. In questo senso mi si consenta di segnalare come priorità ‘sostenibile’ la liberazione dagli uffici dei locali di Palazzo pubblico con evidenze artistiche o architettoniche. Finché era una necessità si potevano tollerare, ma ora che i dipendenti comunali diminuiscono e si sono liberati spazi (caserma vigili) e altri si stanno per svuotare, pare (palazzo del Governatore, detto della Prefettura/Provincia), la giustificazione non c’è più.
Aprire tutto il Palazzo pubblico non è un’idea di grande rilievo culturale (e turistico) da ampiamente pubblicizzare? Anche perché il Palazzo si può corredare di quella informazione visiva o digitale che fa entrare direttamente nella storia della città, dal Trecento ai giorni nostri! Non si può fare in economia una operazione del genere?
Altra operazione di altissimo rilievo culturale (e anche turistico e promozionale di prim’ordine per l’azienda) sarebbe la sistemazione del patrimonio artistico della Banca: perché non con solenne donazione al Santa Maria? Quale boom più grande si può pensare sui media internazionali? Il trasferimento della Pinacoteca è tutt’altro che vicino. Questa invece è realizzazione relativamente rapida che peraltro aiuterebbe non poco la ripresa di immagine di cui la Banca ha tanto bisogno.
Altro intervento prioritario per il Comune non è il lavoro qualificato nei beni culturali? Ebbene, in attesa del nuovo Louvre (ancora molto indistinto, checché si dica, e lo sarà anche dopo l’intesa di fine mese con la Fondazione MPS, temo) non si potrebbe iniziare la scuola e laboratorio di restauro di cui si è sempre parlato? Non darebbe lavoro a docenti e subito dopo agli allievi a Siena e fuori? E non sarebbe il modo migliore per verificare nel concreto una positiva sinergia del Comune con le due Università, lo Stato e la Regione? Si parla di realtà problematiche da questo punto di vista (come la Chigiana) e si trascura quello che è quasi a portata di mano.
Le due università nei discorsi sulla cultura sono state quasi ignorate, prima dal miraggio Capitale e ora di nuovo dal miraggio SMS. Il Santa Maria, sia chiaro, potrà giovarsi e ospitare parte dell’Università ma non sostituirne certe funzioni. Non è un terreno tutto da arare, anche tenuto conto che l’Università tradizionale ha avuto un crollo delle iscrizioni a quanto pare più accentuato che altrove? Si dirà che l’Università non si è fatta viva per tanti anni. Se non ha saputo riflettere per nulla sulla crisi della città (si sveglia ora con singolare originalità per Charlie!) come può dare un contributo alla rinascita della città? L’Università per Stranieri sta maturando un diverso atteggiamento (e l’assessore giova senza dubbio), ma è il Comune che ha il dovere di pungolare un ente di quella importanza se non riprendere il suo ruolo storico per Siena e il suo territorio. Accademia Chigiana, Siena Jazz e Istituto Franci hanno problemi diversi, ma anche del loro futuro si deve parlare per il benessere culturale (ed economico) della città nel nuovo quadro di sostenibilità economiche con cui abbiamo a che fare. Ma avendo presenti le diverse scale dei problemi.
​Basti questo per richiamare sommessamente a fare ordine. Chiarite le premesse, si potrà fare un discorso sul ruolo del Comune in campo culturale a Siena. Ma senza confondere il quadro con le cornici. Il rischio si corre eccome, perché la crisi della politica ha da tempo investito anche la cultura (e ne è un aspetto). Nel Paese, ma ancor più a Siena per la diffusa corruzione (morale, quando non criminale) dilagata per anni: anch’essa un problema enorme tutto culturale (anche) che non si ha la forza di affrontare.
Non sarà che si sia deviata volutamente l’attenzione con le varie chimere delle Capitali (perché i rapporti internazionali della CEC vanno persi?) e ora degli spropositati e onnivori orizzonti del SMS (sul quale un approccio in http://www.sienatv.it/web/podcast.html?task=videodirectlink&id=633)?
Mario Ascheri
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Categorie:libero contributo
  1. Maria Lupi
    19 gennaio 2015 alle 3:30 pm

    Montepaschino, non fare il furbo, lo sai che questo blog lo seguo anche dall’estero!
    Per me è punto di riferimento fisso, ormai. Bene, professore, come al solito. Non tutto avevo letto: la questione del Palazzo pubblico mi sembra geniale. Possibile non ci abbiano pensato altri? Giusto però perch questi fanno grandi discorsi su due tre titoli come CEC, SMS e Francigena in modo che non ci si occupi di altro.
    Bravo a riportare il discorso al concreto.
    Ma Valentini non Le risponderà, è su tutt’altro orizzonte. L’amica Mara Morini mi ha indirizzato al sito del Comune dove ho trovato APPALTI decisivi per la Cultura, Voi chiacchierate e Valentini si sta svendendo i pochi fondi che si sono in appalti per promozione di iniziative di vario genere. Vedovelli non conta niente, stia tranquillo, lo fanno parlare come Lei poi buttano via soldi in PROMOZIONE TURISTICA: andate al sito.
    Sabato se posso vado alla Francigena …a ridere? Professore, venga per favore, è pubblico di sicuro e non si immaginano contestazione.
    E’ un sacrificio lo so bene, ma varrà la pena glielo assicuro. Io ci vengo direttamente dalla Padania.

  2. Mario Ascheri
    19 gennaio 2015 alle 8:23 pm

    Cara,
    aiuto! non mi pare o non mi ricordo di aver visto niente: può darmi i dettagli per la Francigena? Calma, però, vediamo il programma prima di sparare ad alzo zero!
    Alle 10,30 io ho segnato per sabato inaugurazione del restauro Lions del portale della Biblioteca degli Intronati. Non son cose che succedono tutti i giorni ora.
    A presto, m.a.

  3. Gabriella Picchiotti
    19 gennaio 2015 alle 11:21 pm

    Professore Lei ha detto “Banale ma forse non inutile precisare che la cultura è cosa diversa dal turismo”. Ma crede che l’Assessora al Turismo le sappia queste cose? A mio avviso non ha la minima idea di cosa sia né l’una né l’altra. Ad oggi oltre ad organizzare passeggiate con merende o corsettine in campagna, si è dimostrata capace soltanto di dissipare risorse pubbliche.

  4. Giorgio Finucci
    19 gennaio 2015 alle 11:55 pm

    Condivido quanto ben esposto dal Professore. E’ indispensabile predisporre da subito un elenco delle priorità e delle disponibilità per iniziare concretamente a fare qualcosa. In effetti se abbiamo capito che la ripartenza della città, non possa prescindere da cultura e turismo, credo sia arrivato il momento di provare a passare dalle chiacchiere ai fatti.

  5. Maria Lupi
    20 gennaio 2015 alle 1:00 am

    da qui a sabato quanti comunicati stampa faranno? Professore, lo sa che lì i soldi ci sono e quindi anche la comunicazione. A Rai 3 parlarono tempo fa di 16 milioni, una delle solite veline per la Francigena. Chi la sente tutti i giorni all’ora di pranzo mi dice che non ha mai parlato del Rossi inquisito di Massa! E la chiamano informazione pubblica, cioè di partito, o sbaglio?

  6. Antonio
    21 gennaio 2015 alle 11:31 am

    vorrei segnalare che Istituto Franci e Siena Jazz si configurano a tutti gli effetti come Universita’, entrambi hanno attivato triennio di studi e Istituto Franci anche Biennio formazione 3+2 di tipo universitaria, Accademia Chigiana offre formazione di altissimo livello, ma al di fuori “circuito universitario”.

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