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Libero Contributo – Ci accusano di non aver portato risultati… senza nemmeno avere idea di cosa sia davvero il processo di scoperta di un nuovo farmaco.

23 febbraio 2015

Ho deciso di pubblicare questo commento come un post, perché prima di tutto è lo sfogo di una persona che sta perdendo il lavoro. Un lavoro che perderà per colpa della politica senese, che da più di 50 anni è sempre la stessa, una politica che non guarda alle persone ma ai numeri e agli utili. Gli stessi che hanno fatto il danno ora sono quelli che vorrebbero risolvere i problemi. Sono vicino ai ricercatori della Siena Biotech, perché ho sposato una ricercatrice senese e so bene quali sono i sacrifici che fanno i nostri studiosi: pochi soldi per la ricerca, mal pagati e costretti a dei compromessi per compiacere il Barone di turno…

Per quanto vale vorrei dare un consiglio ai giovani ricercatori, andatevene dall’Italia qui per voi non c’è futuro… PORA SIENA

P.s. Nel video le chiacchiere della politica

Gentile Santo, sono un ricercatore di quella Siena Biotech che negli ultimi tempi tristemente è salita alla ribalta nella stampa locale.
La politica adesso fa mostra di interessarsi ai dipendenti, anzi ai quasi ex dipendenti. Ovviamente le opposizioni cavalcano l’ onda per avere visibilità. La maggioranza invece fa il “compitino”, viene a trovarci, promette fantomatici aiuti alla ricollocazione.
Ma chi vogliono prendere in giro? Il colore politico della gente che finge di prendersi a cuore la sorte dei 50 ricercatori è lo stesso di chi ha mosso le fila del nostro azionista. Per loro, è tutto già deciso: la Fondazione recupera i costi di quel mausoleo di vetro del Centro Ricerche (ah, Sansedoni…), TLS tramite la Regione si prende tutta la baracca, e a noi addio e buona fortuna.
Ciò nonostante, il cittadino medio non si rende conto che le parole spese per i ricercatori non sono né più né meno che una farsa, e c’è chi si indigna di tutto l’ interesse a noi rivolto, ha da dire sul nostro operato e ci consiglia (giuro che è vero) di “trovarci un lavoro vero”…
Negli anni passati, l’ errore tattico della nostra dirigenza e del nostro azionista è stato quello di tenerci separati dalla realtà locale non dandoci visibilità durante i tempi buoni, quando stipulavamo accordi con multinazionali come Wyeth e Roche e con atenei di fama internazionale, non facendo capire ai senesi che quel che facevamo non era “giocare allo scienziato” ma lavorare sodo per perseguire un obiettivo ben preciso, generare nuovi farmaci per le persone affette da malattie rare. Grazie a questo errore, fino a pochi anni fa il cittadino medio neanche sapeva della nostra esistenza: tante volte mi sono sentito dire “Siena Biotech? Ah ma non è la stessa cosa di Novartis?”
Adesso invece magicamente tutti conoscono Siena Biotech e si sentono autorizzati a dire la loro, di solito prendendosela con l’ anello più debole della catena, ossia i dipendenti. L’ acredine che si percepisce è davvero sconcertante.
Ci accusano di aver sperperato i soldi della Fondazione, come se i soldi della Fondazione fossero un diritto acquisito di qualcuno (il famigerato “territorio”, quanto sarei curioso di vedere i risultati raggiunti da tutti coloro che hanno elemosinato soldi della Fondazione, che fossero tanti o pochi), e come se quei soldi fossero finiti nelle nostre saccocce e non fossero invece volati in quell’ enorme buco che è il Centro Ricerche, che tuttora resterà in piedi, e che verrà acquistato da TLS coi soldi pubblici, questi davvero soldi “della gente”, dopo essere stato svuotato di noi dipendenti.
Ci accusano di non aver portato risultati… senza nemmeno avere idea di cosa sia davvero il processo di scoperta di un nuovo farmaco.
Ci accusano di essere incompetenti, raccomandati e fannulloni…senza aver letto mai un nostro curriculum o una nostra pubblicazione scientifica.
Nelle condizioni critiche in cui versa Siena la gente, invece di prendersela con il Partito che ha distrutto una città, si mette a fare la guerra dei poveri, e se la prende con gente che dopo 10-15 anni di lavoro vede vanificati tutti i propri sforzi e in più ha una procedura di licenziamento pendente sulla testa. Traditi dal nostro azionista (che ci ha ordito un vero e proprio tranello) e vituperati dalla gente che fino a ieri non sapeva nemmeno che esistevamo. Insomma come dire…becchi e bastonati.
Forse questo commento è un po’ troppo lungo ma è uno sfogo che viene davvero dal cuore. Grazie dell’ attenzione.

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  1. Amico Mio
    23 febbraio 2015 alle 1:59 pm

  2. Francesco Aldo Tucci
    23 febbraio 2015 alle 3:18 pm

    Nel 2013 il bilancio della Fondazione MPS (http://www.fondazionemps.it/Bilancio2013/) non mi sembrava spendersi troppo in dettagli in merito a prospettive concrete sulla Siena Biotech. Le ultime informazioni che ho sono appunto quelle riportate nel suddetto bilancio: 4,3 milioni di euro di debiti pregressi della Siena Biotech nei confronti della controllante Fondazione furono depennati (“[la Fondazione] ha rinunciato”) e trasferimenti a fondo perduto per un ammontare di 5,2 milioni di euro, quindi riportando (dal punto di vista della Fondazione) una svalutazione integrale dei conferimenti. Come commentare questo dato? Era già un campanello d’allarme o semplice “business as usual” nel rapporto Fondazione-SB? Non sono domande retoriche: non avendo il tempo per controllare e ricostruire la storia chiedo a chi ne sa più di me. Quello che ho capito dal suddetto bilancio è che l’obiettivo di fondo era e sarebbe tuttora quello di rendere Siena Biotech sostanzialmente in grado di camminare sulle proprie gambe (ossia tendere il più possibile all’autofinanziamento e simmetricamente a ridurre il più possibile la dipendenza dalle erogazioni della controllante, data l’incertezza sulle future capacità di erogazione della Fondazione), cosa che già allora veniva spiegato o lasciato intendere come necessitasse di una ristrutturazione-riorganizzazione e dunque di interventi come, de facto, licenziamenti, nuove partnership, magari simil-cessioni di rami d’azienda/attività.

    Sfrutto dunque l’occasione e lo spazio de Il Santo per chiedere a chi ha a disposizione informazioni e documentazione più dettagliata, soprattutto su Piano Industriale e Bilanci di Siena Biotech, di farsi avanti: nonostante la lodevole attenzione de IlCittadinoOnline e le domande sollevate dai vari blogger non mi sembra che la situazione sia ancora stata spiegata con la dovuta cura (ma potrei essermi perso qualche articolo ben argomentato: sarei grato per una segnalazione!), spiegando l’evoluzione economico-finanziaria (oltre ai progressi scientifici, comunque necessari per una valutazione) della suddetta Siena Biotech, per capire realmente quanto sia (stata) eventualmente insostenibile e per capire più concretamente quali prospettive potrebbero avere i vari progetti da essa sviluppati e dunque i suoi dipendenti.

    Credo che sia necessario ricostruire la storia con la maggior precisione possibile perché leggo in giro tanti commenti che mi sembrano molto disinformati e faziosi da parte di persone che pretendono di valutare l’operato dei ricercatori sulla base di semplici pregiudizi. Personalmente ho la sensazione (ripeto: sensazione!) che in passato Siena Biotech NON sia stata gestita al meglio, bensì con una colpevole carenza di prospettiva (come potrebbe testimoniare la di fatto totale dipendenza dalle erogazioni della Fondazione) – e purtroppo gli errori strategici e manageriali si pagano… -. Prima di scagliarsi con la bava alla bocca contro i dipendenti come mi sembra faccia qualcuno, però, preferirei ci si assicurasse di parlare con cognizione di causa e non adottando un’equazione mentale dipendenteSB=soldiFondazione=servodelPD=mostro, anche perché ho la sensazione che la stragrande maggioranza dei dipendenti siano persone capaci che hanno semplicemente svolto il proprio lavoro (incidentalmente: trovare, sviluppare e sperimentare nuove molecole contro una qualche malattia è un processo estremamente lungo e dispendioso; nelle aziende “BigPharma” talvolta occorrono anche una dozzina d’anni e altrettanti miliardi di dollari prima di avere un nuovo farmaco, quindi pregherei tutti di calmarsi e di lasciare il commento tecnico sui progressi veri o presunti ottenuti da SB a chi lavora nel settore e conosce la letteratura. Per anticipare un eventuale dibattito, sono a conoscenza del parere espresso a suo tempo da Paolo Neri – nella versione che segue: http://www.ilcittadinoonline.it/lettere/paolo-neri-siena-biotech-e-il-classico-prodotto-del-groviglio-armonioso.html/ -, ma non mi è parsa essere una opinione sufficientemente argomentata, anzi).

    Scusate la lunghezza del commento, spero qualcuno voglia di approfondire l’argomento.

    • 23 febbraio 2015 alle 3:31 pm

      Tutto condivisibile, secondo me l’errore è alla fonte, infatti come tu hai detto la ricerca è lunga e dispendiosa e impegna normalmente sono grandi gruppi farmaceutici. Quando i nostri politici dicevano che in pochi anni la SB avrebbe vissuto con i brevetti mi è sempre venuto da ridere e sono certo che anche i dipendenti ne erano consapevoli…

  3. Alberto
    23 febbraio 2015 alle 6:47 pm

    La ricerca farmaceutica e’ qualcosa di altamente tecnologico e globale.
    SB sarebbe vissuta con i brevetti? Anche uno con minima esperienza nel campo sa che prima di decidere di imbarcarsi in un’avventura estremamente dispendiosa bisognava assicurarsi di avere buone molecole brevettabili e buone idee. Da questo (buone idee e brevetti) si parte piano piano, con cautela coagulando un piccolo numero di ricercatori, se la cosa ha successo poi magari si cresce. Mica si assume un sacco di persone (criteri di scelta?) e si costruisce un immobile faraonico. Ad oggi gli sforzi sembrano essere incentrati su una nuova molecola per l’Huntington (SEN0014196) che e’ arrivata ad un buono stadio di sviluppo (fase II clinica), con risultati a quanto sembra non esaltanti anche se per qualche aspetto promettenti.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25223836

    La ricerca e’ condotta in Germania o negli Stati Uniti pero’ e SB risulta solo come sponsor.

    https://www.clinicaltrials.gov/ct2/results?term=siena+biotech

    Oltretutto mi pare che SB abbia comprato la licenza di sfruttamento di questa molecola da altra ditta (Elixir Pharmaceuticals Inc USA) nel 2009 e che non sia un’idea nata in casa.

    http://www.sienabiotech.com/websitenewspdf/43-381.pdf

    Detto questo, se avessi avuto 10 anni fa 160 mln da spendere, avrei invitato i migliori ricercatori a livello italiano o mondiale a presentare progetti e finanziato le migliori 80 con 2 mln ciascuna su idee ben selezionate su basi meritocratiche, fondando 80 startup innovative . Sicuramente piu’ di una ad oggi sarebbe ancora in piedi e tra tutte avrebbero impiegato ben piu’ di cinquanta addetti. Certo questo pero’ non portava immediato consenso politico e nessuno nelle startup avrebbe accettato di assumere X o Y senza buoni motivi, o di spendere per immobili faraonici, quindi…

    • Francesco
      23 febbraio 2015 alle 8:35 pm

      Intervento del tutto condivisibile, specialmente la parte sulle start-up.

  4. investor
    23 febbraio 2015 alle 8:11 pm

    Il Biotech è settore dove il tasso di mortalità delle aziende è elevatissimo, su 100 che partono solo pochissime raggiungono risultati, per questo si fanno le start up. Spessissimo, a parte qualche finanziamento da enti no profit, il grosso dei soldi arriva dai fondi di case farmaceutiche e sopratutto da fondi di venture capital, cioè specializzati in business ad alto rischio che raccolgono denaro tra investitori con alta propensione al rischio.Il progetto era dunque sbagliato in partenza, ma che una Fondazione si assume in proprio e da sola un rischio di un business così aleatorio? Non puoi considerarlo rischioso solo sei i soldi ti cadono dal cielo e non sai valutare i rischi. Ora se uno ha 12 miliardi di euro e ne perde 11 e mezzo in 10 anni, tipo Fondazione, non mi sembra uno in grado di valutare alcun rischio, figuriamoci quello del Biotech.

  5. Montepaschino Tranquillo
    23 febbraio 2015 alle 11:20 pm

    scusate, io sono molto terra terra: mi spiega l’Autore (cui va tutta la nostra solidarietà) in che senso lui non è ‘negativo’ e lo è il Centro ricerche, un dissipatore a quanto pare? Come fa un cittadino a capirci qualcosa come l’Alberto che ci è dentro fino al collo? E’ sicuro, per quel c he si capisce, che SB ha avuto una direzione scientifica ‘leggera’ che ha avuto progetti grandiosi senza basi concrete. Mancini diceva sui giornali (2007-8?)che dopo più di tre anni (!) la SB avrebbe campato con i brevetti realizzati. Ma non mi risulta che qualcuno lo abbia contraddetto. Santo cielo, i blog non c’erano già? E le liste civiche e ZOOM ve lo ricordate? Niente, nessuna denuncia se ben ricordo, tutto filava liscio.
    L’Autore dovrebbe anche spiegare un po’ che è questo TLS perché anche qui il cittadino comune non ne sa niente. Discrezione pelosa?
    Grazie e scusate.

  6. pH0
    24 febbraio 2015 alle 11:37 am

    Salve,mi permetto di dare qualche informazione e forse qualche risposta a questi commenti essendoci dentro fino al collo anche io!
    @Alberto: 1)i numeri di partenza dei dipendenti erano molto esigui, via via sono cresciuti negli anni a inizio 2012 eravamo 150, un farmaco in fase clinica 1 e collaborazioni con importanti realtà internazionali. Ora siamo rimasti in 50 dopo 3 anni di incertezze,giustamente chi poteva/voleva se ne è andato verso lidi migliori. 2) Criteri di scelta delle assunzioni? Beh, qua dentro siamo tutti tecnici diplomati, o ricercatori laureati (molti con esperienza all’ estero), quindi direi…il curriculum 2) l’ immobile faraonico…posso dirlo chiaro? l’ hanno voluto fare non perché volevano bene ai dipendenti ma per fare un favore a Sansedoni. beh, quel “bellissimo” palazzo è ora la nostra tomba. 3)A noi ricercatori appariva chiaro che per “vivere dei nostri brevetti” avremmo dovuto aspettare almeno il 2018 (così mi par di ricordare), se in giro sono state “sparate” altre date, soprattutto così vicine, sono sbagliate…
    @Montepaschi tranquillo 1)dal punto di vista di un dipendente il palazzone qui (il Centro ricerche) ha succhiato una marea di soldi diventando di fatto la causa principale della dichiarata “insostenibilità” di Siena Biotech e ora tutti ci volano sopra come avvoltoi,la Fondazione non vede l’ ora di sgombrarci per venderlo. Basta così? 2) TLS è una “creatura” della Regione che fitta spazi/attrezzature a piccole imprese del ramo delle scienze della vita. E che ora si prenderà il famigerato Centro ricerche. Nessuna discrezione pelosa,visto che di fatto TLS ci butta fuori a noi.
    @Francesco Aldo Tucci (e altri) io sono un “topo di laboratorio” e non sono un manager. Posso comunque dire che il progetto originale di SB era forse troppo ambizioso. Certo ha avuto alcuni intoppi ,crisi globale inclusa,ed è fallito.
    Sta di fatto che il nuovo piano industriale del 2014 prevedeva, oltre a una massiccia ristrutturazione (ecco anche perché siamo rimasti in soli 50) un totale cambio di rotta: avremmo dovuto sfruttare le nostre competenze e le nostre conoscenze a livello mondiale per fare progetti di ricerca per conto terzi. Il piano era ragionevole anche perché ormai tutte le grosse farmaceutiche non hanno una propria divisione ricerca ma “appaltano” a terzi. Ci eravamo buttati anima e corpo in questo progetto,avevamo già preso delle commesse, chi sa, forse avrebbe funzionato. Non lo sapremo mai perché siamo stati bloccati dopo soli 8 mesi.
    Caro Santo, grazie dello spazio dedicato a questo argomento. Ci ha dato un saggio consiglio, ma chi di noi non è ancora emigrato è perché ha i suoi buoni motivi: non siamo tutti così giovani e abbiamo famiglia, non sempre è facile prendere armi e bagagli e andare via.
    Cordiali saluti
    pH0

    • Alberto
      24 febbraio 2015 alle 3:39 pm


      negli anni a inizio 2012 eravamo 150, un farmaco in fase clinica 1
      Ecco e’ questo il punto. Un farmaco in fase (precoce peraltro) di sperimentazione e niente altro. Farmaco che tra l’altro non e’ frutto di ricerca in house ma acquistato da altri. Dove sono altri brevetti spendibili? Come si fa a prevedere che tra pochi anni SB potrebbe essere indipendente?
      Sui criteri di assunzione meglio sorvolare. Il fatto che siano tutti laureati e magari con esperienza all’estero non significa niente e non basta andare all’estero per diventare un bravo ricercatore o tecnico, dipende cosa si fa, cosa si impara, quello che si produce intermini di pubblicazioni. Parlando francamente penso che gran parte degli assunti se non tutti siano amici degli amici. Guarda bene non penso che siano degli incapaci ma semplicemente dei raccomandati da parte di chi poi non si e’ fatto scrupolo a far comprare immobile faraonico o a scappare quando la barca ha cominciato ad affondare.
      D’accordo sul fatto che l’immobile e’ la tomba del SB.

  7. investor
    24 febbraio 2015 alle 12:27 pm

    PhD ha ragione da vendere..il Palazzone fu venduto da Sansedoni a Biotech caricato di un mutuo di 18 milioni e Sansedoni grazie al Palazzone chiuse il bilancio in utile..per Biotech il colpo di grazia..

  8. Multipass
    25 febbraio 2015 alle 1:02 am

    Voglio aggiungere un paio di cose su SB che sfuggono ai cittadini offesi e ad altri che ritengono la SB un posto per furbi e furbetti. La prima è che le decisioni sono sempre state prese non da “tecnici” come li definisce il mitico Valentini che ogni tanto sembra parlar chiaro (??),ma dai geni della Fondazione o eminenti scienziati (??) amici dei “furbetti del quartierino”. Potevano essere bloccati dai tecnici ? Se è per questo anche i cittadini senesi potevano fermare le operazioni del mitico Mussari !!! La seconda è che qualcuno ha fatto credere all’ unico azionista e quindi a tutta la dirigenza che per trovare una molecola e venderla erano sufficenti 5 anni(!?) per cui dopo 5 anni tutti avrebbero avuto gloria e successo……Ultima cosa sull’ edificio, il mitico Valentini parla di valore dell’immobile senza sapere che è costruito con concetti degli anni ’70 o giù di li come la maggior parte delle costruzioni nel senese e della Sansedoni in particolare……se scoppiasse la bolla immobiliare quell’ edificio può valere al massimo 50000 € ……Auguri a tutti!!!

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