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La Rubrica del FUORIUSCITO – Non di soli pernottamenti vive il turismo

9 luglio 2015

Da operatore del settore non posso che essere d’accordissimo con Roberto Guiggiani… Inutile parlare di pernottamenti, il turismo e gli operatori hanno bisogno di altro!!! Buona lettura

Roberto Guiggiani

Hotel-Reception-Imc«Non trovo giusto che il mio lavoro di assessore al turismo venga misurato, ogni anno, soltanto sulla percentuale di aumento o di diminuzione degli arrivi e dei pernottamenti». Queste parole di un dinamico e brillante amministratore comunale, mi sono tornate in mente leggendo il rapporto sul Turismo in Toscana redatto da Irpet con la consueta chiarezza e ricchezza di dati (leggi) presentato ieri a Firenze.

Siccome dal 2000 ad oggi i dati sono sostanzialmente tutti positivi, e la Toscana dimostra anzi una particolare capacità di resistenza alla crisi economica dal 2008 ad oggi, ci sono tutti i motivi per essere soddisfatti del lavoro fatto, sia a livello di promozione, sia a livello di accoglienza. E se guardiamo al 2014 e alle prospettive per il 2015, dimostriamo di essere in grado i aver agganciato meglio di altri la ripresa (cito testualmente dal Rapporto: «In Italia nel 2014 i pernottamenti calano dell’1,5%, riflesso per lo più della contrazione del turismo interno. In Toscana le presenze aumentano invece, sempre nel 2014, dell’1,2% e gli arrivi del 2,9: vacanze più brevi, ma più turisti» (…) «La stagione estiva porterà , secondo le stime di Toscana Promozione e il Centro studi turistici di Firenze, un +1,8% nelle presenze: +2,1% tra gli stranieri e +1,5% tra gli italiani. Nei primi cinque mesi, rispetto allo stesso periodo del 2014, la crescita è stata del 3,2%)».

E sono naturalmente il primo ad esserne contento.

Ma, riprendendo la citazione iniziale, non possiamo permetterci di avere uno sguardo così parziale su un fenomeno complesso come è il turismo. Arrivi e pernottamenti – dati peraltro sempre meno attendibili, come lo stesso Irpet rileva, perché non esiste un sistema scientifico di rilevamento – sono importanti, ma non sono tutto. Aumentano gli stranieri, è vero, ma poi basta andare su Booking.com per vedere tanti, troppi hotel a 3 stelle che vendono la camera doppia con colazione a 59 euro, prezzo che sale ad appena 70 euro per gli hotel 4 stelle, che ormai sempre più spesso risultano più economici rispetto ai bed&breakfast ed agli agriturismi. Oppure, basta parlare con guide turistiche e guide ambientali per capire in quali difficoltà si trovano quotidianamente a lavorare.

Non sarebbe male che Irpet affrontasse anche questi argomenti.

La prima dichiarazione del nuovo super-assessore all’economia Stefano Ciuoffo, cui è stata affidata anche la delega al turismo (scelta che condivido), mi sembra incoraggiante: «I numeri ci segnalano anche come ci siano spazi per ulteriori miglioramenti. Dall’analisi emergono due punti deboli: le terme e la montagna. Dobbiamo rivitalizzare l’offerta di quei territori. L’effetto di trascinamento dei grandi numeri toscani possono permetterci di invertire la tendenza: senza fare assistenzialismo a settori senza futuro, ma semplicemente puntando a distribuire in modo più diffuso i turisti che scelgono di venire in Toscana».

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  1. Mario ascheri
    10 luglio 2015 alle 12:18 am

    ok, d’accordo naturalmente!
    Delle terme ho sottolineato l’importanza all’incontro con Regione di San Quirico x sito e di Monteriggioni x Francigena, il cui punto debole è proprio la monotematicità, anche perché interpretata in modo molto tradizionale. Per le terme abbiamo il grande esempio di PETRIOLO, un luogo storico di singolare importanza abbandonato ai conflitti di competenza per valoirzzazione (e terme moderne abbandonate dalla Regione, pare!) e mancato coordinamento dei due Comuni (PD both) di Chiusdino e Monticiano!
    E l’Acqua Borra? Già terme di S. Ansano, che dovrebbero essere sacre per i Senesi?
    E il grande sistema idrico di Colle? Ci sono due ristoranti (almeno) che sono dei musei viventi, con le acque che scorrono sotto il pavimento e le antiche attrezzature…

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