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Libero Contributo – SIENA D.O.C.: Ulteriori precisazioni e controreplica al Sindaco di Monteriggioni Raffaella Senesi

11 gennaio 2016

Gent.le Sig.ra Senesi,

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Emanuele Paolini Presidente di Siena D.O.C.

non dimentichi la funzione che ricopre, la quale comporta il Dovere di Servizio nei confronti dei Cittadini, a cui deve rispetto, e l’osservanza dei principi scolpiti nella Carta su cui ha giurato al momento dell’investitura e che si è impegnata a rispettare.

Nessuno vuole toccarle lo scranno di Sindaco di Monteriggioni su cui è stata posta grazie ai voti dei Cittadini.

Noi non ambiamo a poltrone o posti di potere, bensì ci dobbiamo attivare, nostro malgrado ed in ragione del Suo annoso assordante silenzio istituzionale, sulla questione portata all’attenzione dai media, affinché vengano date le risposte a quei Cittadini residenti nel territorio da Lei amministrato.

Cittadini che hanno il diritto ad una Buona Amministrazione, così da risultare difesi dall’Ente pubblico che rappresenta.

Cittadini che non meritano di diventare vittime sacrificali, mediante tentativi di autotutela che la Sua Amministrazione tenta di mettere in atto, di un tentativo di salvataggio di quei Suoi compagni di Partito che l’hanno preceduta, i quali, alla luce dei fatti e degli atti giudiziari fin qui prodotti, sono colpevoli, se non altro per negligenza, nell’amministrazione della Cosa pubblica e dei Beni Comuni.

Vogliamo anche rivolgerci ancora una volta, semmai non fossimo stati chiari, a tutte quelle Famiglie che vedono materializzarsi all’orizzonte l’ingiusta privazione di un diritto costituzionale e fondamentale dell’uomo quale è quello di possedere una propria casa di abitazione, bene della vita, nonostante abbiano dato fondo ai risparmi di anni, di vite, di sacrifici e privazioni per scoprire oggi, con sommo stupore, ansia e disperazione, di non aver nulla di certo in cambio perché hanno commesso la “leggerezza” di aver confidato nella correttezza dell’azione di quell’Ente che Lei oggi rappresenta.

Questo, gentile Sig.ra Senesi, è ció che pensiamo.

Emanuele Paolini ( Presidente Siena D.O.C. ) Il Direttivo della Associazione Siena D.O.C.

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Categorie:libero contributo
  1. Geom. Massimo GRISANTI
    11 gennaio 2016 alle 1:40 pm

    COME LA SIG.RA SENESI (la quale si è dimenticata, con le estrenazioni in codice, che sta ricoprendo la carica di sindaco), IL SIG. FROSINI e IL DIRIGENTE DELL’UTC INg. GIULIANI, nonché il legale che li assiste, SI SIANO SCORDATI, visto che sono avvezzi a trattarci così da decenni, CHE I CITTADINI NON SONO STUPIDI come sembra che lo siano stati i precedenti amministratori pubblici di Monteriggioni.

    A miglior disamina della comunicazione di avvio del procedimento del 30/12/2015 per l’annullamento in autotutela dei titoli abilitativi, l’Ing. Giuliani riporta un passo dell’art. 3 delle norme di attuazione del Piano Attuativo che è oltremodo indicativo della MALAFEDE che ALBERGAVA nei tecnici comunali e negli ORGANI POLITICI.

    Il passo in questione è questo: “… le quote dei piani esterni di monte e di valle rispettano le norme di RU vigente AL MOMENTO DELLA REALIZZAZIONE DEI FABBRICATI. (…)”.

    Allora, calma e gesso!

    Il lottizzante propone il progetto di piano attuativo: per cui le norme di attuazione non acquisiscono rilevanza giuridica e non entrano a far parte dei regolamenti comunali sintanto che non vengono positivamente esaminate dall’UTC nell’istruttoria ed approvate dal Consiglio comunale.

    Ne consegue che attraverso l’approvazione, il progetto di piano attuativo diventa PIANO DI LOTTIZZAZIONE e FONTE REGOLAMENTARE DEL DIRITTO LOCALE.

    Non può, quindi, il Comune omettere di verificare la rispondenza delle norme proposte ai principi fondamentali e generali delle legislazione in materia.

    La norma di attuazione richiamata dall’Ing. Giuliani è EVIDENTEMENTE CONGEGNATA, con gravissimo intento elusivo manifestato ab origine, A RENDERE INEFFICACE la decisione della Conferenza dei Servizi resa nell’esame del progetto di piano attuativo.
    In particolare, la norma è evidentemente tesa a neutralizzare il parere contrario reso dalla Provincia in sede di conferenza dei servizi.
    Quando è stata congegnata, GLI INTERESSATI, inclusi gli organi comunali che dispongono dello ius variandi degli strumenti urbanistici generali e particolareggiati, SAPEVANO GIA’ CHE AVREBBERO FATTO UNA VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER EFFETTO DELA QUALE SAREBBERO STATI CONSENTIBILI ARTIFICIOSI RIPORTI DI TERRENO FINALIZZATI A MANTENERE IL PROGETTO COSI’ COME CONCEPITO E REALIZZARE EDIFICI PIU’ ALTI DI QUANTO CONSENTIBILE.

    Invero, DEL TUTTO INAMMISSIBILMENTE CON EFFETTO INTEGRATIVO IN PROGRESS e CON INSERZIONE AUTOMATICA NEL PIANO DI LOTTIZZAZIONE e COSI’ SCAVALCANDO SUCCESSIVI NECESSARI ACCERTAMENTI DA CONDURSI DA PARTE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUGLI EFFETTI CONCRETI CHE LA VARIANTE ALLE NORME DI RU AVREBBE APPORTATO AL PIANO DI LOTTIZZAZIONE, è stata pianificata l’idea-volontà di modificare la definizione di piano interrato all’interno delle norme del RU in guisa che avesse effetti diretti nel piano di lottizzazione, purché tale variante alle norme del RU avvenisse prima dell’inizio dei lavori assentiti con i permessi di costruire.
    Il tutto, si ribadisce, con il palese irragionevole intento di scavalcare la Conferenza dei Servizi.

    In sostanza, dalla lettura della norma appare che i responsabili degli abusi accertati dalla Procura della Repubblica e gli Organi comunali fossero tra loro D’ACCORDO sin dall’inizio nel piegare la volontà del Consiglio comunale al contenuto del progetto che, come dimostrano i fatti e gli atti, non è mai stato modificato a seguito dei rilievi ostativ della provincia e fatti propri, apparentemente, dalla Conferenza dei Servizi.

    Se la lettura è sbagliata, gli interessati sono vivamente convocati sul blog a dire la loro.

    La norma è di una GRAVITA’ INAUDITA e DIMOSTRA L’ASSERVIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA AD INTERESSI PRIVATI, in quanto il rispetto del piano originario di campagna avrebbe non solo obbligato la ditta costruttrice ad effettuare ingentissime escavazioni con aumento considerevole dei costi di costruzione, ma anche obbligato a modificare il progetto infossando di un piano gli edifici, così rendendoli meno appetibili sul mercato impedendo alla Proprietà di ricavare i prefigurati guadagni che rendevano sostenibile l’operazione e gli permettavano di realizzare gli auspicati profitti. Infatti, case più infossate avrebbero avuto prezzi di vendita minori perché aventi meno valore.

  2. Augusto Codogno
    11 gennaio 2016 alle 1:44 pm

    Articolo molto efficace e deduzioni sacrosante

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