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Libero Contributo – Un quartiere che cambia, in peggio!!!

1 febbraio 2016

Ricevo e pubblico questo sfogo di un lettore. Rispondo alla domanda finale. E’ la stessa che mi faccio io tutti i giorni quando mi metto di fronte al computer per scrivere nel blog. Non so proprio come risponderti, in tutti questi anni non ho trovato una risposta plausibile!!! Grazie

In questa domenica mattina mi è presa la voglia di scriverti rispetto alla zona di Siena nella quale abbiamo scelto di vivere. Nel 1995 abbiamo acquistato, dopo il girovagare che è canonico nello scegliere l’abitazione, la nostra prima casa, nel quartiere di Uncinello. All’epoca, vent’anni fa, lo scegliemmo per quello che offriva. Era in pratica un quartiere autonomo che, volendo ti permetteva di trovare tutto o comunque quasi tutto quello di cui si può necessitare quotidianamente. La banca, la farmacia, una pasticceria, due tabacchi, due edicole ( considerando quella del Petriccio), l’erboristeria, un negozio di scarpe, la macelleria, vari bar, l’orafo, il negozio di frutta, il panificio vicino al supermercato, un negozio di fiori l’ufficio postale, il distretto sanitario e una gastronomia. Credo che non si potesse desiderare di più.160201-0001
A distanza di tutto questo tempo, vent’anni appunto, siamo diventati alfine proprietari dell’immobile avendo estinto il mutuo con la banca ma il quartiere, almeno ai nostri occhi non è più quello di un tempo. Il centro Diagnostico che sopra non ho elencato, si è trasferito in Viale Toselli, molti luoghi di socializzazione, il Bar le Terrazze, ma anche il Circolo Allende con i suoi ampi locali sono chiusi. Al posto del negozio di scarpe c’è un mercatino dell’usato. La merceria si è trasferita in zona Acquacalda e una tabaccheria, un’edicola e il fioraio non ci sono più. Ricordo che in questa zona insisteva anche la Direzione della Siena Biotech.
Le dinamiche sono certamente molteplici e certamente la crisi ha obbligato molti a cercare di vendere o chiudere. Ma vi sono certamente altre motivazioni che hanno contribuito al cambiamento come il ricambio generazionale che non c’è stato sostituito dall’arrivo di gruppo di ragazzi cinesi che allietano le vie del quartiere solo per pochi mesi all’anno e che comunque non contribuiscono se non alla crescita al mantenimento delle attività esistenti.
Il risparmio energetico attivato dall’Amministrazione rende in questi mesi alla sera il quartiere buio quasi al limite dell’abbandonato. Certamente le luci color giallo ocra dei lampioni mal contribuiscono anche solo a ricordare quella che era l’illuminazione di altri tempi. Sento e leggo di disagi nel centro della città ma se Atene piange Sparta di certo non ride. L’amministrazione di un territorio non è politica caro Santo. Anche perchè l’Amministrazione di una città importante come la nostra, con tutto quello che capitato, non ha tempo e non può permettersi di disperdere energie in diatribe squisitamente politiche. A ottobre/novembre sono stati qui a raccontare quello che stanno facendo per la riduzione del bilancio ma sembravano scesi da Marte. Dopotutto come fa un Sindaco come Valentini a poter sapere come fosse questo quartiere venti anni fa. Cosa significasse scegliere di vivere qui. E la sparuta platea dei presenti tutti avanti con l’età non ha osato raccontare agli astanti cosa stia diventando il quartiere sempre più abbandonato a se stesso. Oltremodo salvo i servizi scolastici al mattino sulla zona non insistono servizi di pattugliamento continui da parte della Polizia Municipale e il carabiniere di quartiere è solamente un lontano caro ricordo.
Possibile Santo che in un quartiere che, lo dicono i dati, pare abbia contribuito in maniera fattiva all’elezione dell’attuale Amministrazione, solo io riesca a vedere tutto quello che ti ho raccontato?

Magico Vento

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Categorie:libero contributo
  1. Giovanna Angeli
    1 febbraio 2016 alle 12:39 pm

    Anch’io vivo in tale zona, circoscrizione 1, e non mi sposterei per nessuna ragione al mondo. Non credo che quello che sta succedendo, ben descritto nell’articolo, sia colpa dell’amministrazione comunale, ma di altre ragioni personali dei gestori dei negozi che hanno chiuso, ragioni che non conosco. L’edicola alle Terrazze, per esempio, aveva molto lavoro, nonostante la concorrenza fatta dalla Coop nella vendita dei quotidiani. Credo che i sacrifici legati all’orario fossero parecchi.
    Segnalo tra le cose positive facilmente raggiungibili anche a piedi, il centro sportivo dell’Acquacalda, il CUS, altri impianti sportivi, due supermercati, un ottimo servizio bus che rende superfluo in tanti casi l’uso della macchina, ambulatori medici in abbondanza, compreso il Centro Arca e quello “Curami”, il centro AUGES per gli anziani, chiese, scuole elementari e medie, asili, un mercatino settimanale dove si trova ad ottimo prezzo di tutto, negozi di vario genere, etc.
    Quello che è un grosso problema generale è, invece, l’aumento della criminalità, i furti sono frequentissimi e sembra che non ci sia difesa. Di questo, e di altre cose perfettibili, sarebbe stato opportuno parlare al Sindaco ed assessori in occasione dell’incontro con la popolazione, davvero poco pubblicizzato. Inviterei ad organizzarne più spesso, dandone più risonanza.
    Di negativo, secondo me, è l’impressione, qualche volta la constatazione, che certe logiche e opportune richieste cadano nel vuoto.

  2. Multipass
    1 febbraio 2016 alle 1:35 pm

    ……E la sparuta platea dei presenti tutti avanti con l’età non ha osato raccontare agli astanti cosa stia diventando il quartiere sempre più abbandonato a se stesso…….E se qualcuno avesse osato contrapporsi ? Sembrano frasi del ” Ventennio” non del 2016…..ma forse esagero come sempre.

    • 1 febbraio 2016 alle 1:38 pm

      Hai ragione

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