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Editoriale de Il Santo – I tifosi senesi… Il Rettore che mette Magrini contro Bastardo Senza Gloria…

23 marzo 2016

Con tutto quello che succede in Europa, ma anche dalle nostre parti, arrabbiarsi per una squadra di calcio che perde tre a zero a me pare ridicolo. So che già con questa frase la metà dei lettori sarà incazzata con me, perché ho espresso un pensiero che coltivo da domenica quando ho visto le prime immagini del pullman della ROBUR assaltato da qualche tifoso, che inveiva contro la squadra che aveva perso la partita in trasferta contro la LUPA ROMA. Quello che mi ha fatto più sorridere è quel tifoso che bestemmiando si lamentava che aveva fatto un sacco di chilometri per vedere perdere la sua squadra del cuore tre a zero senza onore. Un po’ mi ci sono rivisto, sai quanti sacrifici fai per portare i ragazzi in giro per l’Italia macinando chilometri e poi in trenta secondi escono dalla gara e si ritorna a casa scornati? Certo la reazione non è come quella dei tifosi della ROBUR, in fondo gli sport da combattimento di forgiano e dalla sconfitta ritorni più forte, più determinato. Ma non è questo che volevo sottolineare, la protesta dei tifosi è legittima, ma risulta quanto meno paradossale in una situazione come quella senese, che in questi hanno ha visto fallire tutto.

I senesi come gli italiani si incazzano per il basket per il calcio, ma non per una banca che bene o male sorreggeva il sistema economico senese.

I senesi non si indignano per una morte sospetta e ci vuole tutto il coraggio di una giovane ragazza per chiamarli a raccolta.

I senesi non  si indignano che nessuno sia andato in galera per i disastri combinati al Monte dei Paschi e non  si ricordano quanti leccavano il posteriore al potente di turno che si presentava alla Mens Sana o al Rastrello perché era il benefattore che dava quattrini a pioggia alle loro squadre.

Sono certo che questo editoriale susciterà polemiche a non finire, perché è tabù parlare di queste cose, come è tabù parlare delle contrade che ormai non sono più quelle di una volta. Credo anche e lo voglio dire che se i senesi si incazzano così per lo sport e lasciano correre cose molto più importanti, che andranno a modificare il loro stile di vita e quello dei loro figli, si meritano quello che sta accadendo a Siena, del resto la classe politica è espressione diretta di un popolo…

Nell’ultima parte di questo editoriale, vorrei parlare dell’intervista al Rettore dell’Università di Siena di cui non ricordo il nome. Egli dice che chi dissente abbaia. Su questa frase si è scatenata una bagarre tra Daniele Magrini e Bastardo senza Gloria (su facebook). Devo essere sincero, li ho sentiti entrambi al telefono e ora devo fare un po’ da arbitro, perché tirato da una parte da Carlo che in questi anni è diventato un amico e dal direttore Magrini che con me ha sempre avuto un comportamento corretto.

Come i miei lettori sanno a me le zone grigie non piacciono, quindi mi esprimo così: Ho visto la trasmissione in cui il Rettore dell’Università di Siena di cui non ricordo il nome, ad essere sinceri il Magrini ha detto che anche il dissentire è utile e le voci contro devono essere rispettate, certo non si può pretendere dal Direttore di una testata televisiva senese di essere aggressivo come lo siamo noi bloggers. Non mi aspetto nemmeno che qualcuno ci difenda anche se devo dire che certamente il Magrini ha avuto molte noie per averci portato a Siena TV. A me le parole del RETTORE non mi hanno nemmeno sfiorato, suggerisco quindi al mio amico Carlo di lasciare perdere, se non si è sentito difeso dal Magrini, se ne faccia una ragione, noi sappiamo che in questa città siamo spesso soli a fare le nostre battaglie…

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Categorie:libero contributo
  1. Mario Ascheri
    23 marzo 2016 alle 10:37 am

    ok, caro santo! Il problema è che naturalmente il solo Magrini non può bastare: è il contesto complessivo che deve cambiare, ed è questo che non cambia!
    Il trionfalismo attuale dell’Univ. pare non abbia niente di solido: sembra piuttosto in linea con il berlinguer-tosismo, fare molto fumo per acquisire crediti ai fini di carriera politica: parla alla città e al partito anziché al mondo, per così dire. Il declino dell’offerta didattica e del reclutamento per anni ha creato vuoti importanti.
    Ora è la fama della città che aiuta l’università, non viceversa…ma i dati ufficiali sulle iscrizioni degli ultimi 5 anni tu li hai visti? E’ quella che ha perso più studenti in Toscana in pochi anni e io vedo cartelli affittasi per studenti da tutte le parti in città (in questo periodo è brutto segno!), ci diceva “Repubblica”, mi pare…ho caricato un post in FB non smentito da chicchessia pochi giorni fa…ma tu non mi leggi mai, sciagurato!

  2. stefano
    23 marzo 2016 alle 1:36 pm

    caro santo, posso condividere ma non accettare (almeno personalmente) la critiche ai tifosi. ero li domenica, anche io ad urlare la rabbia contro un branco di privilegiati che campano GIOCANDO a pallone, e che negli ultimi due mesi hanno dimostrato quanto meno poco ardore e rispetto vero coloro che li vanno ha sostenere: non è forse anche lo sport professionistico uno spettacolo? ergo se fai cacare e non ti impegni io ti fischio, come i loggionisti della scala.
    Ma il punto è un’altro: molte persone lì presenti quella sera sono stufe del sistema Siena, lo hanno prima subito ed ora ne pagano il declino e lo sfascio che ha creato, ma non hanno il coraggio di essere “violentemente” (avviso: Esagero un po’ , per chi non ha sens of umor….) contestatori perché la possibile repressione (politica, sociale, economica: molti sono imprenditori…) dei furbetti, dei manovratori del vapore è sempre lì in agguato, strisciante, anche se loro sono oramai agonizzanti.
    Il sistema generato è indubbiamente mafioso, non dobbiamo negarcelo, e la paura fa ancora da padrona. Chi ha da perdere soppesa tutto, poi magari partecipa volentieri a marce, raduni e dibattiti, ma sempre tenendo un profilo pubblico troppo basso rispetto ai suoi pensieri per non incorrere in rischi troppo grossi per se ed i suoi cari.
    Certo che quando si parla di contestare le gestioni attuali e passate di banca, fondazione ed università sarebbe opportuno che il coagulo partisse dai partiti e liste civiche di opposizione (assieme, però), non dai singoli cittadini (come voi onesti e stimabili bloggers). In fin dei conti le contestazioni sportive vengono organizzate da club di tifosi ed ultras, ergo…. ognuno si prenda le proprie responsabilità per mobilitare il popolo.
    con stima
    un tuo lettore
    vecchio tifoso della robur ma anche appasionato allenatore (a gratisse) di giovani e giovanissimi ciclisti. uno sportivo a tutto tondo, direi… 😉

  3. Mario Ascheri
    23 marzo 2016 alle 4:09 pm

    dato che ai partiti e dalle liste civiche di unitario si vede poco, partite voi! bastano poche persone, nonc’è bisogno di esporsi tutti! Ma fate un comitato e presentatevi, ad es. ai Mutilati, forza!

  4. Daniele
    23 marzo 2016 alle 6:21 pm

    Caro Santo… a quello che mi risulta, i tifosi del siena sono gli unici che hanno protestato ,in questa citta’ di amebe. E lo dico con certezza…

    contestazione davanti al mps in piazza del monte, contestazione a viola a profumo, contestazione ai media (gran maestro in primis…) … non ci siamo fatti mancare niente, credimi.
    prendendo difffide e denunce.
    La faccia, questi contestatori… ce l’hanno sempre messa. Casomai , dovresti cercare chi non si e’ mai fatto vivo a contestare, nessuno di qualsiasi tipo, quindi circa il 90% della popolazione.
    Se qualcuno combatte il sistema (o almeno prova a dar parvenza di vitalita’…) , quelli sono i tifosi del siena… da sempre contro (anche se non tutti, ovviamente. In una citta’ ridotta cosi, impossibile essere tutti ”puri”)
    Voi blogger scrivete ,provate a far ragionare la gente (meno male qualche volta ci riuscite) ma fin quando non ci sara’ una lista civica con i controca..i , (e non e’ detto che anche questo non parta dai tifosi del siena!)… non cambiera’ mai niente.

    Saluti.

  5. paolo
    24 marzo 2016 alle 3:29 pm

    Caro Santo, l’articolo è giusto, non fosse altro che ha un senso. mettere in relazione una reazione esagerata a una non reazione. Lasciamo da parte per il momento l’ovvietà giornalistica di attaccare i tifosi, talmente banale che in Italia è diventato sport più praticato dello sport stesso. Si pensa ad analizzare il fenomeno senza analizzare poi il perché questo ha sedimentato tra la cultura, sia pure sottocultura, giovanile e non. ma a parte questo: cosa si è fatto, di politico, strutturale, sociale per raggruppare il malumore a Siena? NIENTE!
    Si passa da alcune esternazioni politiche facebookiane a dichiarazioni stampa a comunicati messi su twitter ma di fatto NIENTE è stato fatto per strada. Con quella che una volta si chiamava ‘base’.
    La politica, quella con cui ci si confronta e ci si sporca le mani, non viene più fatta da nessuno e un blog per quanto ammirevole (non è ironia la mia, non mi permetterei) non raggruppa schiere di soldati ma solo di lettori.
    Quindi: perchè (la tua non è la prima volta) fare la morale a chi le mani di fatto se le è sporcate? Gli episodi con Viola e Profumo dovevano essere DA ESEMPIO al resto della popolazione un ‘si può fare’ alla mel brooks sarebbe stato accodarsi al malcontento.
    Invece si è invocata la sacralità del Pallo mentre l’ANSA batteva la notizia che, finally, i senesi si erano incazzati.
    Però fai bene a scrivere cosa pensi, sempre che questo sia passibile di essere definito una baggianata…
    Contestare una squadra di calcio è ben poca cosa ma se si pretende che il popolo si muova da solo si sta freschi…. Il popolo va pungolato, aiutato nello scevrare il bene e il male.
    Ovvio che una organizzazione già in atto come una curva o un club di tifosi si muove leggera e immediata, capace come è di raggruppare in maniera eterogenea le persone.
    Un consiglio: per organizzare una cambio di marci in questa città, io ti seguo sia chiaro, ci vogliono organizzazione e idee chiare.
    Poi arriva il consenso e immediata l’adesione. Organizzare è differente dallo scrivere, per me.
    E chi fa, anche se è una boiatella, una bella fogata a una squadra di calcio è comunque meglio di chi la giudica seduto da casa.
    Detto questo ti ringrazio per l’ospitalità. E, aggiungo, la penso come te e per questo credo che la difesa di quello che resta (che se ci pensi bene è la cosa più grande che abbiamo: IL FUTURO) vada organizzata.
    Anche da quelli come te, che da solo rimani uno e vali per uno. Purtroppo.

    • 24 marzo 2016 alle 7:17 pm

      Grazie per questo commento. Mi piace quello che dici. Purtroppo secondo me e può essere tacciata come boiata. I tifosi si sono fogati ai due personaggi solo perché tagliarono le sponsorizzazioni alla Robur e alla mens sana. Magari mi sbaglio

      • paolo
        24 marzo 2016 alle 8:07 pm

        non eri lì e non puoi sapere e quindi giudicare. Non sai cosa fu detto a questi signori. Credimi che il Siena fu una parentesi ‘parlammo’ di città e di istituzioni e di tanto altro. Credo che tu, sia qui come su facebook, stia facendo un clamoroso autogol ad attaccare i tifosi del Siena, così come ogniqualvolta paventi la tua antipatia verso la Robur. Ora scriverai che non è vero… ma è impossibile, non difficile, da credere. Quello che sbagli è che tracci una linea tra bene e male, tra chi pensa al Siena e chi alla città, ai diversi amori. Segmenti, dividi, invece di unire. E come chi dovrebbe unire il malcontento, non riesci a farlo diventare univoco credendo che le tue idee siano migliori delle altre.

      • 24 marzo 2016 alle 8:16 pm

        Io credo alle mie idee. La robur non mi sta antipatica, qualche tifoso si. Io come detto Continuerò a scrivere quello che ritengo giusto.

  6. Gio
    24 marzo 2016 alle 6:58 pm

    Mi perdoni se intervengo, ma siccome lo sport dove il senese riesce di più sono l’oblio e il ricordo distorto dei fatti, mi preme raccontare una favoletta, c’era una volta in un bel paesone con “discrete possibilità economiche” una squadra di calcio che stava ritta coi fili, poi arrivò un signore che prelevò pagandola un tozzo di pane questa società di calcio e la portò anche con l’aiuto della “collettività” ai fasti della serie maggiore del campionato calcistico…nel contempo a questo signore, venivano garantite fior di lottizzazioni e speculazioni, mentre tutti si sollazzavano con la squadra del paese… e poi, essendo comunque non sport ma business, prima che andasse tutto a rotoli questo signore (a cui furono intitolati anche premi rilevanti al merito post mortem) rivendeva non più a un tozzo di pane ma a fior di quatrini, questa squadra alla “collettività economica” del paesone… ecco vede questa è la storia, nessun eroe ma bieco business economico e BASTA. Finita la favoletta, l’unica costante protesta che i tifosi del Siena Calcio (e chi le scrive può star qui a raccontare lo stesso della mens sana eh, perchè avrà già immaginato che dietro una tastiera ci sia il solito tifoso biancoverde represso) è stata quella di aver avuto sempre meno risorse della mens sana, una sorta di “fratello strullo” che doveva sempre rincorrere. Le proteste sono state fatte per questo motivo e non per altro, non per senso civico ma per tirare per la giacchetta al grido “ci siamo anche noi e valiamo quanto voi”. Quindi evitiamo di dire che i tifosi del siena hanno protestato con veemenza perchè con una città che iniziava ad andare a rotoli, alle ultime notti di pompei, qualcuno ha avuto il coraggio di andare sotto il comune non per la collettività sportiva, non perchè dovessero essere mantenute risorse al mondo sportivo di siena in generale, non per sincerarsi che gli impiegati e i fornitori della Società riscuotessero lo stipendio ma perchè non si faceva LO STADIO NUOVO!!!! e con questa chiudo dicendo che spero vivamente che la gente si renda conto che meglio fare una serie c di calcio e basket ma garantire al mondo sportivo in generale (che cresce figli educandoli alla vita) un minimo di risorse economiche piuttosto che riprovare le sbornie del passato, bruciando risorse con cui si sarebbe potuti campare decenni sportivamente parlando. Saluti.

    • paolo
      25 marzo 2016 alle 12:51 pm

      Caro Gio classificherei il tuo intervento come nazional popolare, mediocre e superficiale. Lo stadio, per me, serve a SIENA. La Robur sarebbe, per me tifoso del Siena, la minore beneficiaria di uno spazio del genere. Forse non conosci e non sai che nel mondo, ben dopo Monteriggioni, si parla di incoming, ossia di come deputare a un evento sportivo, musicale, o di altro genere l’affluenza in un una città. In pratica un espediente per dare vita a qualcosa di più grande. Al Siena servirebbe molto di più una cittadella sportiva, una foresteria, campi di allenamneto e sede. Lo stadio potrebbe ospitare (il rastrello in origine doveva essere più grande e avere una piscina poco lontano) cinema, un piccolo centro commerciale che diventerebbe una propaggine del centro calmierando gli affitti del centro storico in mano a poche persone, dare la possibilità di poter effettuare eventi come concerti e avere anche un auditorium. Pensa che potrebbe di nuovo ospitare in CENTRO l’università per straniere perché alla fine dagli USA o dall’oriente si viene a Siena a studiare, non a ravacciano. La mente corta e la mancanza di visione è una brutta bestia. Sul calcio come business niente da eccepire, come sullo sport come scuola di vita. ma a Siena non ci sono nemmeno i campi da calcio…. Ma di che parli?

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