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Libero Contributo – Paolo Piochi risponde: In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno

25 novembre 2017

Prima di intervenire di nuovo, mi è sembrato opportuno attendere la pubblicazione di altri eventuali commenti in modo da raggruppare, per quanto possibile, in una unica replica le mie ulteriori precisazioni.
Vorrei innanzi tutto ringraziare IL SANTO per lo spazio riservato al mio modesto contributo e per le conseguenti sue prese di posizione che ritengo dovrebbero essere proprie di ogni verace contradaiolo.
Per il resto che dire?
Il tema del Palio e delle Contrade è sempre molto sentito e forse, proprio per questo, non sarebbe male, atteso anche l’importante ruolo sociale da queste svolto nella nostra città, che ogni tanto venissero organizzate delle tavole rotonde/conferenze/dibattiti su questioni di cui molto spesso nei vari rioni non si riesce mai più a parlare o approfondire, ma dove non abbiamo rivali in termini di ammirabili volontari che si sacrificano non poco nell’arte culinaria ed in quella complessa area più vicina al mondo dei fantini e dei cavalli.
Forse le tavole rotonde, le conferenze, i dibattiti non porteranno a niente, ma intanto la gente è portata a riflettere e meditare anche per il bene delle Contrade, del Palio e della intera Città.
Il Signor Giangastone Brogi e tale Signor Cecco Sanese hanno colpito nel segno.
Mi permetto solo di aggiungere, ma penso di manifestare un pensiero del tutto utopico, che quando vengono assunti incarichi di vertice di qualsiasi natura essi siano, dovrebbe innanzi tutto prevalere l’esclusivo interesse del bene comune e non quello specifico per scopi strettamente personali.
Il Signor Giovanni Gigli (ex “Amico del Palio” di questo inizio secolo?) esprime, invece, un proprio parere sul delicato problema inerente la preannunciata protesta di quattro Contrade (forse un po’ tardiva?) per la prossima festività di Sant’Ansano, facendo poi osservare al sottoscritto la genericità contenutistica del documento che non consente – ed ha pienamente ragione – di poter esprimere una propria opinione.
Fermo restando che quanti hanno orecchi per intendere credo abbiano già ben compreso cosa volevo dire, provo ad esaudire in modo più sintetico possibile la curiosità del Signor Giovanni Gigli, fornendo un elenco di una serie di “smagliature” in cui le Contrade – ma non solo – dimostrano scarso buon senso e non rispetto delle regole scritte e non scritte.
Peraltro, sull’argomento mi sono ampiamente intrattenuto da oltre quattro anni con note inviate all’Amministrazione Comunale, al Magistrato delle Contrade, al Comitato Amici del Palio, al Consorzio per la tutela del Palio ed alla Sovrintendenza.
Tali Istituzioni si sono guardate bene di comunicare, però, una loro precisa posizione, salvo qualcuna che ha risposto in modo molto evasivo come di solito accade per imitare un certo e più famoso Ponzio Pilato.
Seppur sia ben consapevole che il Magistrato delle Contrade non svolga la funzione di organo di polizia o sanzionatorio, mi chiedo allora che valenza possa avere la promulgazione di una qualsiasi normativa – nel caso di specie il Rituale Contradaiolo – se di fronte ad uno scarso buon senso e non rispetto delle regole scritte e non scritte non esiste, a tutti gli effetti, un organismo di controllo che sia in grado di far rispettare tali principi.
Non voglio apparire un saccente, ma tanto per meditazione vorrei qui riportare un passo di Platone, “La Repubblica” (IV sec. A.C.) il quale scriveva, tra l’altro, che “…… omisis …… In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. ……… omissis…….”.
Dopo questa non breve introduzione, di cui mi scuso con i lettori, provo ad elencare di seguito le più macroscopiche “disattenzioni” che, salvo se altre, fanno parte del vigente Rituale Contradaiolo e che tutte le Contrade, sottolineo tutte, hanno a suo tempo condiviso e sottoscritto:

a) in occasione di determinate circostanze le Contrade non si limitano ad esporre le proprie bandiere – come invece dovrebbero – ai punti di confine del proprio rione e presso la sede storica;
b) impropria affissione di bacheche in Piazza del Campo;
c) scorretta esposizione delle bandiere che non dovrebbero affacciarsi su Piazza del Campo.

A queste auspicabili correzioni, qualcuna delle Istituzioni che ha a che fare con la nostra Festa dovrebbe assumere inoltre una decisione sull’utilizzo delle tre colonne lapidee ubicate in altrettanti diversi punti della città, ovvero Piazza Postierla, Piazza Tolomei e Ponte di Romana, colonne che, peraltro, non risultano punti di confine territoriale (cfr. precedente punto a)) per le rispettive Contrade di appartenenza.
Sul tema mi permetto ancora una volta di richiamare l’attenzione sulla disomogenea fruibilità delle tre colonne come di seguito riportato:

1) Piazza Postierla: qui è presente un unico portainsegna e, di conseguenza, viene esposto solo ed esclusivamente il gonfalone del Terzo di Città;
2) Piazza Tolomei: qui sono presenti due contrapposti porta-insegne in cui vengono esposti, talvolta in contemporanea, sia il gonfalone del Terzo di Camollia che la bandiera della Contrada Priora della Civetta, rione questo appartenente al Terzo di San Martino;
3) Ponte di Romana: anche qui sono presenti due contrapposti porta-insegne in cui vengono esposti sia il gonfalone del Terzo di San Martino che la bandiera della Nobile Contrada del Nicchio.

Esistono, poi, alcune dimenticate raccomandazioni emerse all’interno del Magistrato delle Contrade, tra le quali quella di un mancato rispetto temporale riservato alle feste rionali in cui, se non ricordo male, era stato stabilito che ogni Contrada dovesse contenere il proprio programma entro un ben preciso numero di giorni.

E veniamo, infine al ruolo fondamentale e determinante che a mio sommesso modo di vedere dovrebbe invece svolgere l’Amministrazione Comunale, evitando di non cedere alla tentazione di ricercare facile consenso e plauso:

i. autorizzazione per la chiusura della strade nella ZTL solo alle Contrade che partecipano al Palio;
ii. qualsiasi intervento urbanistico che dovesse interessare in modo più o meno significativo un determinato territorio riconducibile ad una Contrada, dovrebbe essere preventivamente concordato coinvolgendo quella stessa Contrada e/o le eventuali Contrade confinanti. Più grave diventerebbe il caso in cui l’Amministrazione Comunale fosse direttamente coinvolta alla sottoscrizione di un determinato contratto che preveda, peraltro, l’acquisto di particelle territoriali che insistono nell’area di una determinata Contrada alla quale sia stata nascosta la volontà di concludere l’affare;
iii. ogni acquisizione di particelle territoriali che insistono in una determinata Contrada, ancorché negoziate tra privati, dovrebbe sottostare ad un diritto di prelazione a favore di quella stessa Contrada in cui si trova il territorio oggetto di compravendita.

Ci sarebbero tanti altri argomenti su cui occorrerebbe svolgere un pacato approfondimento, ma forse per il momento è preferibile fermarsi qui per non tediare oltremodo i lettori.
Appare, però, di tutta evidenza che se si vogliono raggiungere o salvaguardare certi comuni obiettivi, non può essere trascurata in alcun modo la cura e l’attenzione da riservare alle questioni che possono apparire di secondaria importanza e marginalità.
Nella speranza di essere stato sufficientemente esaustivo, quanto meno per rimuovere le curiosità sollevate – in particolare – dal Signor Giovanni Gigli, ringrazio ancora Il Santo per questa sua ulteriore ospitalità ed auguro a tutti una buona giornata.

Paolo Piochi

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  1. 26 novembre 2017 alle 2:45 pm

    Consiglio di andare su “Phastidio.net” di Mario Seminerio e Altri.
    Seminerio si esprime sempre in libertà

  2. Costantino
    26 novembre 2017 alle 10:13 pm

    Bravo Paolo,come al solito hai fatto centro

  3. 28 novembre 2017 alle 1:50 am

    Ringrazio il sig. Paolo Piochi per l’esaustivo approfondimento. Adesso credo che sia molto più chiaro il concetto che voleva esprimere. Da parte mia, credo che su alcuni punti (bacheche e bandiere) all’interno del Magistrato nel passato se ne è discusso. Ma come dicevo, il Magistrato non ha potere di polizia (meno male…) per cui, come dicevo nel precedente post, dovrebbero essere le Contrade a recepire gli input ed i richiami che all’interno di quel consesso sono discussi, se non lo fa, c’è poco da fare. Circa altri punti, come quello del diritto di prelazione delle Contrade sull’acquisto di immobili tra privati è una ipotesi che non mi trova d’accordo, e che comunque va contro il diritto civile italiano, per cui, anche se per assurdo il Comune decidesse in tal senso, basterebbe un ricorso qualsiasi per far decadere tale decisione.
    Comunque, ringrazio ancora il sig. Piochi per la sua attenzione nei riguardi del mio commento e al contempo lo ammiro per la passione per le Contrade ed il Palio.

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