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Libero Contributo – Le foglie di carciofo del processo a MUSSARI GIUSEPPE

15 ottobre 2014

Strana storia quella del processo nei confronti di Mussari e Vigni, assomiglia a quella delle foglie di carciofo che si sfogliano una ad una. Ora affrontiamo la strana vicenda della lettera firmata dall’ex presidente Mussari che scagionerebbe il direttore Vigni. Lettera riportata dal Fatto ed esibita dagli avvocati della difesa dell’ex direttore generale del Monte durante il processo.

Pierluigi Piccini

Pierluigi Piccini

A fronte di tutto ciò non è impossibile non porsi delle domande: Mussari ha firmato per conto proprio, o ne era a conoscenza il consiglio di amministrazione della Banca? Se avesse firmato in conto proprio allora dovremmo ritenere che l’atto è decisamente irrituale, per di più firmato su un foglio in bianco. Quindi, il presidente ha firmato una obbligazione in proprio perché Mussari non ha, anche nella sua qualità di presidente, questi poteri. Se viceversa, ne era a conoscenza il consiglio di amministrazione, allora dovrebbe esistere una deliberazione presa dal cda e la Banca ne sarebbe effettivamente impegnata. Ma analizzando il bilancio non risulterebbe che il Monte abbia preso un impegno del genere. E poi, come ha potuto la banca fare un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi vertici quando avrebbe assunto un impegno del genere a favore del Vigni? Strano! Se fosse vero allora l’azione di responsabilità del Monte contro l’ex direttore generale sarebbe inutile e resterebbe in piedi, viceversa, quella della Fondazione, che chiede di essere rimborsata, nei confronti del consiglio di amministrazione e dell’ex presidente Mussari della banca. Ora aspettiamo la prossima foglia di carciofo sperando che il gambo non resti in mano ai senesi.

Pierluigi Piccini

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Categorie:libero contributo
  1. Dantès
    15 ottobre 2014 alle 6:11 pm

    qui siamo all’abc del diritto, un presidente come può senza delibera CdA firmare un foglio del genere? e un direttore come può pensare di essere sollevato? lui invece deve essere condannato e poi si rifarà sul presidente che a titolo personale lo ha garantitto…banale, Watson! Vediamo cosa ritrova alla fine…

  2. 16 ottobre 2014 alle 10:46 am

    Questi due squallidi personaggi “il gatto e la volpe” (Mussari e Vigni) , come possono sperare che i senesi dotati di un minimo di intelletto, possano credere ad una storia simile? Ci hanno presi tutti per emeriti babbei? Evidentemente, consapevoli che molti fino ad ora, hanno dimostrato forse di esserlo, ci hanno furbescamente provato. Vista la banalità, nonchè la palese inconsistenza della trovata, tale fatto la dice lunga sulle capacità di questi due strateghi.

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