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La rubrica di Daniele Magrini – Mps, 15 inutili miliardi in più

16 novembre 2014

sede-mps-sienaDal 2008 – all’indomani dell’acquisto di Antonveneta – il Monte dei Paschi ha effettuato aumenti di capitale per 15 miliardi e 100 milioni. Una cifra enorme, che assomiglia al costo reale sborsato per il “pacco” bancario del secolo. Eppure la banca è ancora lì, protagonista di una dozzina di trimestrali sempre in rosso. E con i primi nove mesi dell’anno che segnano meno 1150 milioni. Nel contempo, i dipendenti che sono stati estromessi dalla banca, a partire dal 2011 (ultimo bilancio di Mussari) sono stati 3166 (ma come annuncia Viola saliranno a 5000), scendendo da 30424 a 27258. Le cifre le ha snocciolate a “Siena Diretta sera” su Siena Tv, l’ex sindaco Pierluigi Piccini.
E la politica non commenta con il vigore dovuto quello che dovrebbe commentare. Che non rientra nel quadro delle ponderate analisi tecniche. Aumento di capitale, fusione, spezzatino: le dichiarazioni sulle migliori ricette possibili, avanzate dai politici per arginare un disastro evidente, e che fanno parte di una classe politica che non si è rinnovata per davvero, fanno ridere. Ma su tre obiettivi di interesse generale, almeno un argine andrebbe posto: giù le mani dai dipendenti, mantenimento della direzione a Siena e poi ci sarebbe anche il tema dei piccoli azionisti gabbati e dei dipendenti della banca depauperati delle loro liquidazioni che i loro superiori invitavano a investire nella banca.
Per esempio il Pd, che dovrebbe difendere il lavoro e i diritti – a meno che non abbiano cambiato copione – dopo essere stato il perno politico dello sfascio, su tutto questo non ha nulla da urlare? Perchè le frasi articolate e ponderate nei comunicati stampa che alla fine mantengono il Pd nella scia di Profumo, come quello dopo l’aumento di capitale da 5 miliardi, non bastano davvero più.
Anche perché negli stessi anni in cui il Mps aumentava il suo capitale per 15 miliardi e passa, senza rimettere in rotta la nave, l’economia senese andava picco. La comparazione fra la discesa agli inferi della banca e il crollo del sistema economico senese è evidente anche nelle statistiche ufficiali della Camera di Commercio, che il presidente Massimo Guasconi ha riportato giovedì a “Siena Diretta sera”: dal 2008 ad oggi il manifatturiero senese ha perso il 35%, il commercio poco di meno.
E dietro i numeri ci sono posti di lavoro che se ne vanno, famiglie che ridimensionano i propri progetti di vita, negozi che tirano giù la saracinesca, pezzi del centro storico che appaiono desertificati, cantieri che chiudono. In una realtà quale quella senese, tante attività erano basate sulla circolazione di ricchezza che dalla banca derivava in modo diretto o indiretto. Solo nell’edilizia 500 imprese hanno chiuso i battenti. Il crollo della banca è stata come la deflagrazione di una bomba. Con effetti così devastanti che solo la politica collusa con lo scempio, non riesce ad affrontare con l’energia “rivoluzionaria” dovuta, nell’inutile tentativo di stemperare le proprie storiche responsabilità.
“Panorama” scrive “Siena decadence”; L’Espresso parla invece de “I fantasmi del Monte”. E si scrivono cose condivisibili e altre parecchio meno: si legge che a Siena “o si lavora al Monte o si vuole entrarci o si è pensionati del Monte”. Ecco su questi luoghi comuni bisognerebbe farla finita. C’è gente – ne conosco tanta – che dal Monte si è tenuta sempre alla larga, magari si è fatta il mazzo fuori Siena e avrebbe pensato di poter tornare, senza tante ambasce, a fare il pensionato nella città più bella del mondo. Che è stata invece, sporcata dal potere, e le ambasce ci sono per tutti.
Dovrebbe riflettere chi fa parte della nuova (?) classe dirigente della città, sulle due contemporanee uscite dei massimi settimanali nazionali, che bocciano non la “Siena da bere” degli anni mussariani. Ma la Siena attuale, che non riparte, che non ha cambiato marcia, che non ha chiuso i conti con i politici che si riunivano in una stanza, decidendo le strategie del Monte in base alle esigenze del Pd e al bilancino delle seggiole per le proprie correnti interne e gli sgabelli ai finti oppositori.
Purtroppo la politica che non cambia, finisce per produrre veri e propri danni di immagine alla città e ai cittadini. Prima asserviti, oggi addormentati. La marcia dei 500 della scorsa settimana, almeno consente di dire: non tutti addormentati. Ma per risvegliare le coscienze, il senso di appartenenza, l’amore per la propria città che si tramuta in orgoglio del fare, la strada è ancora lunghissima da fare. E non se ne vede la fine. Né chi possa indicare la rotta.
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Categorie:libero contributo
  1. Silvia (quell'altra)
    16 novembre 2014 alle 10:34 am

    i geniali Lions che incontrano quel genio di Viola se lo studino bene

  2. Dantès
    16 novembre 2014 alle 11:15 am

    TUTTO GIUSTO SALVO LA FINE: CI SONO, CI SONO QUELLI CHE POSSONO INDICARE LA ROTTA, MA SONO SCOMODI E GLI FANNO GLI SBAMBETTI A OGNI OCCASIONE
    NON SAREBBE BUON GIORNALISTA SE NON LI CONOSCESSE, CARO MAGRINI!

  3. #thinkdifferent
    16 novembre 2014 alle 12:35 pm

    Analisi dettagliata,c’è solo un problemino,avrebbe dovuto farla almeno 3 anni addietro e non ora. Continuate a parlare di trimestrali e macro economica…. Il monte non è più di Siena ammesso che il monte esisterà ancora come banca. Certo problema non da poco visto che generazioni su generazioni hanno preferito la via facile di 15esime e fancazzismo… È ora si ritrovano col culo per terra… Insomma suvvia si parla di una realtà sociale dove l’80% dei lavoratori e dipendente e di questo 80 il 70 e impiegato nelle grandi parrocchie cittadine (monte,comune,università ecc) e il rimanente 30 e comunque dipendente pubblico. Le manca una cosa basilare nella sua analisi,il fatto che a Siena per 50 anni non è stato necessario allenare la mente per creare attività e imprenditoria perché tanto non c’era “bisogno”, e chi lo ha fatto nella maggior parte dei casi ha creato aziende ,meramente legate al territorio e al sistema.
    Insomma si parla di una città dove andare a chiedere un anticipo in banca per fatture da incassare è pressoché impossibile o almeno possibile con garanzie assurde e al tempo stesso una delle banche cittadine dichiarava qualche giorno prima del palio di agosto che avrebbe concesso la copertura economica alla contrada vincitrice a con un’operazione a TASSO ZERO…A TASSO ZERO!!!!
    Ci fosse stato qualcuno dell’informazione che si è indignato sulla cosa…nulla, tutti muti e tutti zitti…quindi prima di prendersela con le alte sfere (peraltro cosa giustissima è da fare assolutamente) prendetevela con voi stessi e fate autocritica.qui non è un problema dei politici qui è un problema di popolo perché ogni popolo ha i capi che si merita…in soldoni la crisi c’era anche prima del crollo della banca,ma ritornando al discorso iniziale, non avendo da guadagnarsi realmente il pane ma campando di parassitismo,la quasi totalità dei cittadini ignorava (volutamente o meno) il problema che, come tutti i nodi prima o poi è arrivato al pettine,ma state tranquilli c’è sempre palio,Siena e mens sana ad allietare il pane (poco) e il circo (tanto)

  4. Dantès
    16 novembre 2014 alle 7:20 pm

    in facebook di Eugenio Neri si parla di accordo Magistrato-Laboratori fiorentini per far visitare musei di contrada con trattenuta in gran parte del prezzo dall’organizzatore, vi pare mai possibile che i nostri priori abbiano accondisceso a una cose del genere? questo è un bene concreto che c’era ancora, non come il MPS!

  5. PippoSanese
    17 novembre 2014 alle 11:17 am

    Caro Magrini la Sua analisi e’ quasi perfetta,il problema e’ che tutti i sindaci da Piccini a Valentini dovrebbero chiedere scusa ed andarsene ,naturalmente tirandosi appresso i signori
    Profumo e Viola. Per quanto riguarda la banda Mussari & c. Tutti compresi le condanne dovevano essere per lo meno quelle richieste dal pm cioè sette anni ( tanto poi non sconteranno niente con qualche escamotage.) Caro Magrini certe cose almeno come ipotesi
    doveva averle scritte ai tempi dell’Antoveneta visto che a Siena alcune voci dissenzienti per lo meno a livello di piazza c’erano fra i vecchi impiegati del Monte.

  6. ginocacino
    17 novembre 2014 alle 10:43 pm

    … e vai giù tutti a dare addosso a questo MPS e ai Senesi che sono suoi “figli” … eppure fino a qualche anno fa si sperticavano giornalisti italiani ed esteri a citare la stessa Mps come una delle banche più capitalizzate d’Europa e ancora, di fatto è diventata, fino all’operazione Antonveneta, il 3° gruppo bancario Italiano e forse, come numero di clienti e di raccolta e impieghi o sportelli, lo è ancora …quindi? fino ad allora andava tutto bene? Siena sempre fra i primi posti come citta in cui si viveva meglio? …. io non sono senese anche se ci lavoro e ci “gravito” da ormai 30 anni e nemmeno “montepaschino”, ma conosco la “storia” di Mps almeno dal 93, 94 in poi direttamente e ancor prima per aver letto sui libri di storia e la citta da sempre si è identificata con la banca no, diciamo almeno dal 1472; la constatazione che Siena, la citta la provincia fino al grossetano siano cresciute grazie alla banca non è altro che un pregio, un vanto, una constatazione appunto che una banca, di “proprietà” dei cittadini ha fatto realmente il suo dovere … e, rispondendo a #thinkdifferent, ti posso assicurare che ne hanno beneficiato anche molti, moltissimi non senesi che dici, è stato un grave errore avere come motore economico e anima della citta una banca? magari ce ne fossero state di realtà come questa almeno per come la vedo io; il problema semmai è venuto dopo, quando la “nuova politica” che è cominciata col ventennio berlusconiano e di cui stiamo amaramente pagando le conseguenze ha dimostrato che l’avere grosse somme a disposizione poteva fare la differenza fra vincere o perdere elezioni e di conseguenza potere politico e amministrativo a grandi livelli e quindi disposizione e gestione di ingenti e infinite quantità di risorse e denaro per cui molti si sono persuasi che avere accesso ad una banca, metterci le mani sopra e poter manovrare la sua potenza economica poteva pareggiare il conto e… ed eccoci qua! chi vuole intendere intenda dico solo, da non senese, lo ripeto, dopo poco che mi interessavo alle vicende di mps già girava la voce che non meglio precisati individui o enti o chissà cosa, tramava per trasferire la DG da Siena a Roma … ora si parla di Milano; comunque una cosa mi sento di condividere con #thinkdifferent è “prendetevela con voi stessi e fate autocritica qui non è un problema dei politici qui è un problema di popolo perché ogni popolo ha i capi che si merita ” e perché a torto o ragione ingannati o accalappiati comunque i politici li hanno votati cosi come, attraverso la fondazione e i suoi membri preponderanti nel cda della banca anche tutti i provvedimenti che la banca ha preso ultimo purtroppo quello relativo ad Antonveneta, a mio parere vera ed unica causa della salassata

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