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Libero Contributo – Urge trovare soluzioni per Siena Biotech di Emanuele Montomoli

22 dicembre 2014

Ringrazio il Professor Emanuele Montomoli per il suo intervento riguardo il mio post su Siena Biotech (clicca e leggi), mi auguro che si trovi una soluzione al più presto, perché ci sono di mezzo molte famiglie che stanno pagandoper l’incapacità di troppi…

Caro Federico (Amico mio),
prima di tutto ti ringrazio, non è usuale per me essere citato specialmente dai blogger come te. Sono comunque chiamato in causa e quindi metto un commento, che ovviamente (molto modestamente) riflette solo la mia opinione, più che altro tecnica sulla questione. Il SienaBiotech ormai è fallito, come tante altre cose nella nostra città, per presunzione della classe politica (ascoltare solo chi per loro è solo affidabile è stata una prerogativa di sempre) e per incapacità della classe dirigente che è stata messa a capo della struttura …… questo purtroppo è un dato di fatto.

Emanuele Montomoli

Quello che i politici ora dovrebbero fare è cercare di trovare soluzioni prima di tutto per le famiglie rimaste senza lavoro e poi (magari) prendere lezione da quanto accaduto e cercare di non far fallire le altre strutture che a Siena operano nelle settore delle scienze della vita e delle biotecnologie. Io sono proprietario di una di queste strutture, si chiama VisMederi srl, per ora facendo i debiti scongiuri sta andando bene, siamo riusciti ad assumere quasi 30 ricercatori in 5 anni, di cui 19 a tempo indeterminato. Fino ad oggi abbiamo aiutato per quanto nelle nostre possibilità il territorio, in questa stagione abbiamo sponsorizzato la Mens Sana basket ed abbiamo aiutato l’Università attraverso il finanziamento di alcune borse di dottorato di ricerca. VisMederi si trova presso il parco TLS, a cui paga un affitto mensile “importante”, se le istituzioni ci mettono a disposizione degli spazi presso l’immobile di SienaBiotech siamo disposti a riservare completamente la quota dedicata all’attuale affitto per il personale, e credo che sia sufficiente per prenderci in carico altre 3 o 4 dipendenti di SienaBiotech, …… purtroppo sono quasi certo che questo non avverrà, se andrà bene ci verrà chiesto di fare uno sforzo ed assumere qualcuno continuando a pagare un affitto di 65 Euro a mq, invece se va male ….. a questo non voglio pensarci.
Ciao a presto Emanuele Montomoli

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  1. #thinkdifferent
    22 dicembre 2014 alle 2:36 pm

    Mi chiedo caro “Santo” ma come mai nessuno parla del principale e vero motivo della chiusura della Sienabiotech? Che ci siano state evidenti problematiche dirigenziali questo è ovvio, ma il principale problema che è emerso in tutta la sua gravità non è la qualità dei progetti nel medio lungo periodo, ma come “si fa” a continuare a coprire i costi della sede nuova.
    Si perchè il problema sta proprio lì, SB nasce all’interno della Sclavo occupando gli edifici 9 e 36 in affitto, e in parallelo parte la corsa alla sede nuova (quali necessità pratiche c’erano!?) che occupa nel budget stanziato sul progetto originario più del 60% del totale…. Ovviamente finita la Fondazione, finiti i soldi finito il progetto… la cosa che mi da più noia (io ci sono stato per alcuni mesi in ruolo marginale) è che la gente associ la Sienabiotech al solito carrozzone senese (nel periodo di tempo a cui faccio riferimento i senesi presenti come dipendenti non arrivavano a 20 su una base di 100 ed erano tutti soggetti validi, sia autoctoni che non, con provenienze da ogni parte del mondo, dalle migliori aziende) e mi da profondamente fastidio il fatto che si voglia far passare l’idea che tutto è andato a picco per “l’inutilità” pratica del progetto per la parte di ricerca. Questa ridda di accademici che si eleva al giudizio sul progetto, sui tempi, sui modi declassando il tutto a “vedrai era normale, non c’era dietro nulla”… ma almeno siate onesti con voi stessi (in tutti i campi lavorativi ci si sta sulle balle, è chiaro che probabilmente chi lì non ci ha messo il sedere c’abbia sformato a suo tempo e ora nascondendosi dietro al dito ipocrita della solidarietà finta goda nel vedere un filone di ricerca andato a quel paese). “siamo disposti a rilevare 3 contratti se ci date gratis l’uso dell’immobile”…. ma guarda il caso… il problema sta nel mantenerlo quell’immobile, nei costi per la manutenzione e nel pagarlo, dare gratis l’uso dell’immobile in cambio di 3/4 assunzioni vorrebbe dire far prendere in carico alla comunità costi per 50000 euro al mese a fronte di 10000 euro di costi per stipendi.
    Ma un pochina di onestà intellettuale soprattutto tra voi che avete studiato no eh!? proprio mai….
    Mi sembra di rivedere il fallimento della Mens Sana (e io certo non ero un passionista di minucci and co.)… tutti al capezzale a cercare di staccare l’ultimi pezzettini di carne rimasta, nascondendosi dietro la scusa della passione ma guardando bene di rimediare qualche briciola….

    • 22 dicembre 2014 alle 2:39 pm

      65 euro al mq nemmeno a new york. Allora che di fa so butta giu’ tutto?

      • Multipass
        22 dicembre 2014 alle 5:00 pm

        Potrebbe essere convertito a edificio produttore di energia per Novartis-GSK e case limitrofe…..così almeno il costo al mq sarà….normale!!!

    • Emanuele Montomoli
      22 dicembre 2014 alle 2:57 pm

      Salve, immaginavo di essere frainteso, io non ho chiesto niente (me ne guarderei), meno che mai l’uso di tutto l’immobile, molto modestamente a TLS occupiamo (a 65 E/mq) tre laboratori, quindi al limite potrei richiederne altrettanti. Magari se questa politica venisse perseguita per l’intero immobile, una cinquantina di dipendenti potrebbero essere salvati. Ripeto, è solo un mio personalissimo “piano di salvataggio”, che sono abbastanza certo non verrà considerato, come sa bene chi mi conosce, non mi fermo ….. vado avanti comunque, stiamo strutturando una società simile a Londra (al BioScience park si paga 22 Pounds/mq), vorrà dire svilupperemo delle attività in UK.
      A presto Emanuele Montomoli

      • 22 dicembre 2014 alle 3:00 pm

        22 pounds/mq sono 28€ al mq mica poca la differenza scusa ma io da commerciante ci andrei di corsa

  2. agesilao
    22 dicembre 2014 alle 4:08 pm

    Facendo 2 conti, il BS deve pagare un mutuo di 18 mln per l’immobile a MPS, a spanne fanno quasi 150 mila euro al mese che la fondazione non ha intenzione di scucire piu’. Quindi chi paga? La regione con 3 mln ammesso che li tiri fuori allunga solo l’agonia. Poi ci sono da pagare gli stipendi. Mi spiace per i dipendenti, ma forse lo dovevano sapere che il progetto era fallimentare. Anche all’universita’ tanti hanno perso il posto per scelte assurde degli amministratori, pero’ nessuno ha fatto titoloni sui giornali e tantomeno nessun sindacalista se ne e’ preoccupato, tanto erano precari…
    Peccato che molti di questi precari avessero titoli e curricula superiori a quei ricercatori del SB che perderanno il posto.
    Intanto fuori la lista dei nomi di chi ha amministrato e ha dilapidato un patrimonio.

    • 22 dicembre 2014 alle 4:27 pm

      Questo blog ne ha parlato e anche spesso

  3. tecsuiller
    22 dicembre 2014 alle 4:52 pm

    Bene, allora caro Santo ricorda a tutti lista nomi di esperti scientifici e non che si sono avvicendati nelle poltrone che contano del SB megli anni di vacche grasse. Non mi risulta che qualcuno sia andato loro a richiedere un resoconto della loro malsana amministrazione.

    • 22 dicembre 2014 alle 5:01 pm

      Vero

  4. Multipass
    22 dicembre 2014 alle 5:04 pm

    Ma il Sindaco ha detto che i 3 milioni sono per TLS (che significa sempre regione Toscana-Fondazione-MPS), insomma si prova ad eliminare una spesa per riciclarla in un’altra……insomma la regola delle 3 carte!!! Meglio forse lavorare in UK!! forse dopo che le mafie albanesi-romene-russe-cinesi e così via avranno tolto i giocatori delle 3 carte chissà i cittadini potrebbero svegliarsi !?!?

  5. investor
    22 dicembre 2014 alle 5:18 pm

    La cosa più cara a Siena, leggendo le agenzie, è certamente la sede della Biotech, gliela ha venduta la Sansedoni a 25 milioni con 18 milioni di mutuo nel 2010 in piena crisi immobiliare, prezzi d’affezione oppure offerta a cui non si doveva dire di no, magari per salvare qualcun’altro? Ah saperlo…

  6. agesilao
    22 dicembre 2014 alle 8:00 pm

    Ed il TLS chi lo finanzia? Forse cammina con le sue gambe? Non e’ che dopo SB pure quello va in crisi. Intanto i membre del CDA intascano 400 eurini a seduta. Tra i nomi c’e’ anche una ben nota per aver amministrato molto bene il Santa Maria della Scala.

  7. Augusto Codogno
    23 dicembre 2014 alle 10:03 am

    Se non si fosse in Italia alla domanda “chi paga?” la risposta sarebbe naturale: chi ha sbagliato! Ma Siamo in Italia e siamo anche a Siena (la capitale europea del groviglio). Quindi intanto bisognerebbe far riportare un pò di soldi a chi sedeva nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione (e non solo per la Biotech) e poi a chi ha amministrato la stessa Azienda.
    Possibile che tutti questi unti dal signore non caccino nemmeno un euro?
    I CDA sono pieni di incompetenti messi dalla politica e dalla massoneria che passano indistintamente dal gestire servizi come acqua, gas, rifiuti a decidere su cultura, musei, accademie, università, banche, fondazioni.
    Praticamente questo gruppo dirigente (a Siena sono circa 250 i miracolati e sempre i soliti), si intende contemporaneamente di tutto, dall’ago alla bomba atomica. Che fortuna! Che eccellenze! Così si può indifferentemente dirigere un’ Enoteca o un’Accademia Musicale ed essere nello stesso tempo intenditori di discariche o insegnare il termalismo e spiegare le strategie turistiche o all’occorrenza fare l’assessore di qualsiasi cosa ed essere consulenti di qualsiasi settore e magari risentirsi (con che coraggio) alle domande di Report che evidenzia come una partecipata da diversi anni faccia bilanci negativi e non ne indovini una.
    In altri paesi “normali”, i gettoni ed i guadagni di chi amministra sono sempre legati ai risultati ottenuti ed i premi si danno sulla ripartizione degli utili.
    Belle forze a guadagnare tanto, sempre e comunque, qualsiasi sia il risultato, anche quando si combinano disastri. Loro cambiano CDA, mentre i dipendenti vanno a casina o se fortunati in cassa integrazione!
    In questo modo, si dice a Siena, “tutti gli strulli so’ boni”! Ma la cosa triste è che non ne chiediamo mai conto

  8. agesilao
    23 dicembre 2014 alle 2:29 pm

    Augusto Codogno sintesi efficacissima, come descrivere in poche parole il groviglio disastroso e l’inedia dei senesi. Allora fuori i nomi dei 250 e magari dei loro curricula. Forse ci vuole un blog ad hoc.

  9. agesilao
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