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La Rubrica di Daniele Magrini – Ampugnano, il nuovo bando tra vergogna e silenzi

18 gennaio 2015

Daniele Magrini

ampugnano_c.jpgAlle ore 13 del 9 marzo scadono i termini della gara indetta da Enac, per l’affidamento della concessione dell’aeroporto di Siena Ampugnano. Il 26 marzo è convocata una nuova udienza del processo relativo alle procedure di gara per la precedente privatizzazione dello scalo senese. Vinse il Fondo Galaxy. Ci sono 9 persone imputate – tra cui l’ex presidente del Monte, Giuseppe Mussari – per turbativa d’asta e falso ideologico. Il processo è stato caratterizzato da una interminabile serie di errori di citazione delle parti – in particolare è stato spesso impossibile consegnare gli atti ai rappresentanti del Fondo Galaxy – con conseguenti rinvii delle udienze. Lo spettro della prescrizione è ormai decisamente incombente.
L’inchiesta su quella gara risale al 2008, la società “Aeroporto di Ampugnano Spa”, fu messa in liquidazione il 26 ottobre 2012. Di quella società erano soci, il Monte con il 21%, i comuni di Siena e Sovicille, la Camera di Commercio, la Provincia di Siena e l’Aeroporto di Firenze. E ovviamente il Fondo Galaxy, unico socio privato. Erano stati fatti proclami di traffico addirittura da 490mila passeggeri all’anno, ipotesi poi abbassata a 250mila e infine a 100mila. Solo l’attivismo e il coraggio di un comitato civico consentì di far emergere un quadro desolante di relazioni. L’inchiesta è caratterizzata da una valanga di intercettazioni telefoniche che, al di là di quello che sarà l’esito del processo, aiutano a contestualizzare anche i successivi disastri senesi. Ma il processo non decolla per niente. E allora, che si vada ad una nuova gara per Ampugnano, senza che si sia fatta giustizia su quell’altra gara al centro di un processo irrisolto, è semplicemente una vergogna. Perché si riapre – forse – un capitolo, senza che si siano messe in fila le responsabilità di uno dei tanti fallimenti del recente passato senese. E il rischio è che questo sia un andazzo generalizzato per tutti i disastri cittadini. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. In cosa, è tutto da vedere e le incognite abbondano.
Vediamo nel merito. Dice il sindaco Valentini: «L’emissione del bando permetterà di verificare se ci sono le condizioni per riaprire  lo scalo a scopo di protezione civile, trasporto organi, turismo e viaggi d’affari. Niente gigantismo e niente sovvenzioni pubbliche – continua Valentini – ma un’importante opportunità per collegare meglio Siena al mondo, senza stravolgere la nostra identità ambientale e paesaggistica».  Andando a leggere il bando, lo schema di convenzione, al punto 1 dell’articolo 2, parla genericamente di un affidamento per “lo svolgimento delle attività di aviazione generale”. Non circoscrive o limita l’attività. Al punto k dell’articolo 4, fra gli obblighi della società affidataria, c’è quello di “comunicare ad Enac i proventi”. Ecco: quale è il modello possibile per far derivare “proventi” dallo scalo di Ampugnano?
Che cosa è cambiato oggi da quel 26 ottobre 2012, quando la Provincia di Siena, con un comunicato affermò, nel momento della liquidazione della società, che non c’erano “le condizioni di bilancio per dare continuità alla società”? Visto che al punto IV delle procedere di gara, il bando Enac afferma che sarà vincitrice l’offerta “economicamente più vantaggiosa” e che fra i requisiti, al punto 3, si chiede, ovviamente sia il “Piano economico finanziario”, che le “strategie e politiche tariffarie”, ciò presuppone l’esistenza di un modello operativo e di business. Visto che mancano 50 giorni alla presentazione dell’offerta, esiste una interlocuzione tra chi rappresenta la comunità dei cittadini e l’eventuale società privata proponente?
C’è qualcuno che ne sta parlando, che sta approfondendo? Il modello possibile, e quindi il contenuto dell’ipotetica offerta per il bando dell’Enac – se c’è – è al centro di un dibattito reale, che veda i cittadini partecipi e informati? Oppure l’eventuale offerta calerà dall’alto, “atterrando” sulla realtà senese come un Ufo? I soci pubblici, vista la spending review in atto e l’assenza di risorse del Monte, possono più o meno mettere il bercio. Ma l’interesse pubblico e comune rispetto ad una infrastruttura aeroportuale – in un senso o nell’altro – va comunque affermato, proprio nell’individuazione di un eventuale modello sia di business che di compatibilità ambientale. Perché non si ripercorrano le strade del fallimento. La trasparenza su questo punto è fondamentale, anche perché non esistono più dominus su piazza in grado di dire, “lascia stare, ci pensiamo noi”. Per fortuna.
Oppure, si intendono ricalcare le previsione del Fondo Galaxy, ancora rintracciabili sul web, dove in “dieci assunti semplici”, si eleggeva a modello l’aeroporto di Baden Baden, e si affermava, tra l’altro: «L’Aeroporto che vogliamo dovrà vedere una netta prevalenza del trasporto passeggeri rispetto al trasporto merci, con un traffico iniziale di 100mila passeggeri. Il numero di passeggeri previsti dal piano Galaxy dovrà essere mantenuto e incrementato nel tempo, senza scostamenti significativi, né in eccesso né in difetto. L’Aeroporto che vogliamo dovrà vedere una netta prevalenza del trasporto passeggeri rispetto al trasporto merci».
La pubblicazione di un bando di gara – né per Ampugnano nè per altro – non può essere un fatto positivo di per sé. E’ il contenuto che sta al centro di una proposta progettuale che può essere positivo e trasformarsi in opportunità, o meno. Ma se tutto avviene nel silenzio, se si riparla di decollo di Ampugnano senza aver fatto giustizia sul passato, non è ripartenza, è solo una finzione.
Perché se davvero si dovesse parlare di una nuova ipotesi di aeroporto di Siena, prima di tutto bisognerebbe dire chiaro e tondo quale è l’idea di Siena che si ha in mente. E magari iniziare a capire come realizzarla, questa idea di città nuova, del tutto destrutturata dalle caratteristiche del passato.
E poi bisognerebbe proiettare questa idea su scala quantomeno regionale. In concreto: la Regione ci metterebbe soldi o no, su un aeroporto di Siena. Quanti? Mancano 50 giorni alla scadenza del Bando Enac, c’è qualcuno che si sta occupando di questo? Si pensa ad uno scalo slow? A basso costo e piena sostenibilità sia economica che ambientale, in grado di intercettare flussi turistici precisi? Ci sono aeroporti, come Trapani, per esempio, in cui il fascino delle Egadi dirimpettaie, consente di sopravvivere. Ma bisognerebbe affrontare il tema a tutto tondo, con i cittadini partecipi, non trovarsi magari di fronte ad un nuovo progetto chiavi in mano, a scadenza.
Ultime considerazioni, come fossero note aggiuntive, che vanno oltre alle mura senesi:
1) è in corso una guerra a suon di ricorsi al Tar e alla Presidenza della Repubblica, per via di 400 metri in più o in meno per l’ampliamento della pista dell’aeroporto di Firenze.
2) Dal 1 gennaio, formalmente, scatta il primo anno di bilancio per la nuova società unica in cui Corporacion America, nuova padrona degli aeroporti di Pisa e Firenze, fonderà Sat e Adf, le due società che hanno gestito Pisa e Firenze. La Regione Toscana è stata al centro della difficile mediazione.
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  1. Montepaschino Tranquillo
    18 gennaio 2015 alle 12:22 pm

    ottimo, Magrini! Il Sindaco ha dimenticato di dire che la prescrizione è una vergogna? temo proprio di sì.
    ma in questo discorso degli aeroporti che posto ha PERUGIA? Perché la si dimentica sempre tenuto conto che ci opera Ryanair? E se poi andasse in porto la Regione grande comprensiva di Umbria noi non ci avremmo qualche interesse?
    Andatevi a leggere il Corfiorentino di oggi per vedere che situazione abbiamo in Toscana (e provincia Siena in particolare): siamo nel caos o sbaglio? Fortunatamente il 24 abbiamo il convegno sulla Francigena e ci saranno abbondanti libagioni per noi e i tanti ospiti stranieri (venuti in aereo non sulla Francigena). Magrini, Lei da Firenze non può prendere un po’ in mano questo scandalo diseducativo? Chi mai lo approfondirà? Il Fatto quotidiano forse? O Report? La mia sempre critica Maria Lupi ha parlato di 16 milioni: confermato?

  2. Marco Falorni
    18 gennaio 2015 alle 12:41 pm

    Caro Daniele, per la verità, nei primi tempi dell’annuncio del mega-Ampugnano (mi pare luglio 2007) si parlava di 4 milioni di passeggeri all’anno, all’epoca di più del totale di Pisa e Firenze messi insieme. Una cosa fuori della realtà, ma chi si opponeva era un “luddista”, ricordi? Per anni, in consiglio comunale, insieme ai colleghi delle liste civiche, ho detto che ciò che mancava era un piano industriale, o economico-finanziario, credibile. Siamo sempre allo stesso punto. E intanto si avvicina la prescrizione. Purtroppo ci sono stati reiterati errori di notifica. Tu dici, in sostanza, che bisognerebbe accertare il passato, per impostare bene il futuro, e hai ragione. E’ un peccato che a Siena non si riesca mai a farlo. Ciao. m.f.

  3. Montepaschino Tranquillo
    18 gennaio 2015 alle 2:20 pm

    bravo Falorni! Chi ha pazienza ricerchi un famoso articolo del famoso storico Flores d’Arcais sul Corriere di Siena sempre ospitale contro le liste civiche! Martedì pontificherà su Charlie con quell’altro personaggio centrale della crisi senese che è stato Maurizio Boldrini. Il massimo delle consapevolezze critiche nella Siena della decadenza, non c’è che dire. Mai detta unaparola della crisi del MPS, dell’Università ecc. ecc.
    COMPLIMENTI, CERVELLONI! Questi purtroppo neppure Renzi riesce ad estirparli dalla tribuna pubblica! Ci vuol bel altro

  4. Giuseppe
    18 gennaio 2015 alle 2:34 pm

    Una domanda: chi sono gli altri a processo per lo scandalo Ampugnano e soprattutto cosa fanno nella vita? Ovvio non intendo quella privata ma pubblica?

  5. Magico Vento
    18 gennaio 2015 alle 3:48 pm

    Il 26 Marzo se non altro l’udienza sarà utile per stralciare le posizioni di alcuni tra i 14 essendo intervenuti i termini per la prescrizione.
    Venendo al bando innanzitutto va precisato che è già stata già indetta una prima gara per l’assegnazione del hangar dove faceva attività l’Aeroclub. la società che si è aggiudicata la gara opera nei servizi a terra già in diversi scali italiani tra cui Capodichino. Ma perché si è arrivati al bando, quando, come scrive Magrini, non esistevano le condizioni economiche per tenere aperto il piccolo scalo senese? Tornando un po’ indietro occorre ricordare che è stato stilato un piano aeroportuale nazionale nel quale vengono indicati vari livelli d’importanza per gli scali esistenti sul territorio. Siena che non ne fa parte può vivere solamente grazie a capitali privati perché rispetto al passato non saranno permessi sostegni pubblici. E’ altrettanto vero che quelle aree demaniali che non rivestono importanza strategica per lo stato possono essere avocate in gestione dalle stesse Regioni, che possono prevedere per quei territori o il mantenimento dell’attuale attività o una ristrutturazione dell’area prevedendo il coinvolgimento della cittadinanza interessata. Nel caso di Ampugnano, volendo l’intera provincia senese. Si è scelto di non procedere in questa direzione ma di ascoltare le verosimili richieste provenienti dal territorio per l’indizione di una nuova gara. E così è stato indetto un bando che la momento parla di aviazione generale: che può voler dire tante cose.
    I principali aeroporti toscani, Pisa e Firenze, rappresentano assieme allo scalo dell’Elba, il vero movimento, che si prevede in crescita ( da qualche parte si legge che dagli attuali 6mln si potrebbe giungere a 10 mln di passeggeri annui) di passeggeri nella nostra regione.
    In queste aree sono tuttavia ospiti realtà più piccole che, per permettere la crescita di cui si parlava sopra devono per forza di cose essere spostate altrove. Siena sembra fare al caso per dirottarci alcuni voli del sistema low-cost, qualche compagnia privata, l’atterraggio di elicotteri ecc. Siena potrebbe inoltre dar manforte a Pisa e Firenze fungendo da luogo per la manutenzione. Sarà per questo che nel bando non si prevede, rispetto ad altri che sono stati redatti la riassunzione di parte del personale a suo tempo mandato a casa. Poi magari a questo giro la cosa, certo memori del passato e non certo prigionieri della megalomania di alcuni figuri oggi interessati dal processo, potrebbe anche “decollare”. Dopotutto le società che da un po’ di tempo di tempo lavorano su Siena si sono dimostrate capaci di riempire il Duomo e i musei di contrada. Certo riusciranno anche a portare persone ad utilizzare l’aeroporto. Ma gli amministratori che oggi si sperticano in favore di un nuovo bando e non vedono l’ora che i cancelli siano riaperti come faranno un domani assieme alla Regione a garantire quanto previsto nel PIT del 2003 in materia di numeri di passeggeri? Come faranno a garantire bassi livelli di impatto ambientale?

  6. Maria Lupi
    18 gennaio 2015 alle 3:51 pm

    Io ricordo bene Viani, che si diceva tesoriere del GOI (non mi pare smentita questa notizia, ma ci rimettiamo al Gran Maestro in carica BISI) e la prof.ssa Torchia, di cui parla l’Eretico in uno dei suoi libri ricordando che era consulente milionaria (a euro) di Mussari: avvocatessa di successo a Roma, prof. a Roma 3 stagva per diventare ministro di Monti ma la voce dell’imputazione venne fuori, evidentemente. Non è però la stessa Università dell’Ascheri babbo? Ne ha mai parlato di lei? Non mi pare, perché mai? Professore, sia buono, intervenga! So che ci legge, suvvia non sia troppo ligure: in TV non lo è stato, non lasciava parlare nessuno!

  7. Maria Lupi
    18 gennaio 2015 alle 5:48 pm

    Caro Magico Vento,
    da dove trai i dati sull’ampia partecipazione a In Contrada? Grazie, io non posso seguire di solito la stampa locale.
    Quanto a gente interessata al territorio senese, non c’è dubbio. Valentini sda anche come eslcudere i locali. Mi dicono di un bando di cui ha parlato a Siena TV il Santo per PROMUOVERE gli eventi seenesi per 3 anni. I requisiti sono tali e tanti che solo ditte nazionali di comprovata esperienza potranno partecipare. Bene per la promozione (sembra) ma ESCLUSIONE DI FORZE LOCALI SICURA. La Mara Morini lo sa sicuramente meglio di me!.

    • Magico Vento
      18 gennaio 2015 alle 6:31 pm

      Gentile Sig.ra Lupi, non ho dati ma sensazioni. L’esclusione dei “locali” è solo conseguenza del nuovo modo di fare le cose a Siena. Prima era esaltata la “senesità” o presunta tale di chi muoveva le cose. Oggi i nuovi equilibri “renziani”, per forza di cose, obbligano a volgere l’occhio, per così dire, “fuori provincia”.

  8. Maria Lupi
    19 gennaio 2015 alle 6:27 pm

    mi conferma quindi! ma sui giornali locali di comunicati entusiasti come si prevedeva mi han detto che non ne hanno visto; o hanno pagato poco per la comunicazione o In Contrada è stato un flop. Partecipando il Comune all’impresa, grazie a Dio, il nostro valido Falorni e collaboratori potrà avere dati precisi con apposita interrogazione. Spero ci legga.

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