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Rassegna Stampa – Topi all’asilo nido, ma che ce frega noi siamo smart!!! San Miniato è in degrado, ma che c’importa andiamo in bici…

26 marzo 2015

Parliamoci chiaro, non sono assolutamente contrario alla mobilità elettrica. Detto questo però non voglio farmi condizionare la vita dai TALEBANI del vivere verde. Da quello che mi risulta utilizzare l’auto o il motorino per ora non è reato. Navingando sul sito del Comune di Siena ho trovato il bando di gara per l’assegnazione del bike sharing (clicca e leggi). Il costo complessivo dell’operazione è di 319.000,00 euro circa. Parte di questi soldi sono un finanziamento della Regione Toscana, parte sono soldi propri del Bilancio Comunale. Va benissimo la SMART CITY che il VICE-DON BRUNETTO MANCUSO FULVIO ci propina in ogni momento, va bene stare al passo coi tempi, ma essendo padre di famiglia mi domando: “Non era meglio sistemare le cosucce che a Siena non vanno, prima di procedere con la tecnologia avanzata?”

Magari prima si potevano sistemare gli asili comunali, si poteva studiare come recuperare i posteggi di auto e moto per far posto alle colonnette! Procedendo così il buon SMART VICE SINDACO si tira addosso diverse antipatie. Credo che si possa fare tutto, ma se si facesse con più GRANO SALIS tutti saremo meno polemici… PORA SMART SIENA!!!

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  1. Bea
    26 marzo 2015 alle 8:14 pm

    spesa del tutto inutile, bravo Santo! L’Europa e la Regione con questa storia degli incentivi ci costringono a fare cose del tutto fuori luogo in certi centri. Che senso ha andare in bicicletta a Siena dove bisogna tirarsela dietro per la maggior parte degli itinerari come fosse un mulo?
    Hai letto del dormitorio al SMS? Ma se non siamo stati capaci di gestire un ostello fuori città potremo mai farlo in città in un posto così delicato? E con 20 euro? La differenza chi la paga? I cittadini con le tasse già alte? Consiglieri di tutti i colori, solo che abbiate un po’ di buon senso, sbranateli questi arditi che si fan belli con i nostri soldi. FORZA, forza.

  2. Multipass
    27 marzo 2015 alle 2:42 pm

    Continuare a parlare di Sienabiotech è utile se si inizia a determinare le responsabilità di chi ha MALGESTITO un’ attività utile quanto complessa e dispendiosa quale è la ricerca farmaceutica,anche per il fatto che non vende “caramelle” ma controlla che quello che accade dopo aver mangiato le “caramelle” si possa star bene senza avere clienti come avviene per chi vende !! Farla significa avere :CORAGGIO; SERIETA’; COSCIENZA………
    Il sindacato continua ad identificare anche nell’ ultimo comunicato, come già nella prima fase di presenza politica e mai operativa ,gli edifici o società ma mai le persone ed eventualmente i conti a cui fare riferimento…..cosa che mi sarei aspettato dal curatore fallimentare, che almeno per una questione di onestà intellettuale avrebbe potuto identificare e quantificare non solo gli oggetti da vendere ma anche le persone a cui addebitare le responsabilità del disastro ……ma forse sono andato come al solito oltre.
    Il signor Valentini ha fatto delle dichiarazioni che se le avesse dette a Al capone , che non amava farsi prendere in giro, avrebbe forse fatto la fine che negli “intoccabili fa vedere Robert De Niro……..Invece per sua fortuna aveva di fronte il Dottor Neri che lo ha rispettato e solo leggermente strapazzato.
    Io mi auguro che si esca dal Tunnel Renziano del “adesso pensiamo alle riforme” (nel nostro caso a TLS e GSK), per poi lasciare tutto come prima (MPS,Fondazione,PD/Istituzioni). Anche perché la domanda che mi faccio è : ma per quanto ancora ci si può prendere per il culo con numeri che non corrispondono a valori reali ?????

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