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Editoriale de IL SANTO – Siamo sicuri di essere proprio SMART?

3 agosto 2015
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Punto accoglienza disabili

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Posacenere “SMART” da spiaggia…

Ritornato dalle ferie due parole su una città che ho visitato e che mi è sembrata veramente SMART (parola che odio, ma che ormai i senesi sono costretti ad ingozzare!). Valencia città spagnola è SMART, almeno secondo il mio giudizio. Prima di tutto, ho notato una cura che a Siena ci sognamo. I giardini sono tutti curati e attrezzati sia per i bambini, che per gli adulti. Si trovano i classici scivoli, ma anche gli attrezzi per fare ginnastica funzionale, che tanto va di moda in questo momento. Nei parchi e nelle strade non ho trovato una cacca di cane nemmeno a volerla pestare!! Ogni angolo e ogni piazza hanno i secchi per la raccolta differenziata e non c’è un sacco della spazzatura per terra (viene diviso anche il vetro dalla plastica). La città vecchia è un dedalo di stradine, ma sono riusciti a organizzare una pista ciclabile con la quale puoi girare tutta la città ed arrivare fino al mare senza pericoli. Anche qui hanno il bike sharing, le bici sono simili a quelle senesi, alcune hanno la pedalata assistita altre no. Ogni pochino c’è un noleggio di biciclette. Altra cosa molto SMART è l’assistenza al turista. Ho contato sulla mappa di Valencia almeno sei punti di informazione turistica dislocati nelle varie parti del centro, oltre a quello dell’Aeroporto e della Stazione (noi lo abbiamo tolto!). Il personale (almeno in quello che abbiamo visitato) parlava italiano e inglese in maniera corretta e ci hanno veramente agevolato nel nostro soggiorno. Altra cosa molto SMART che ci ha colpito è l’attenzione verso i disabili. Valencia è una città a misura di diversamente abile, ogni luogo pubblico ha un acceso per le carrozzelle, non quegli orrendi montascale che non funzionano mai, ma degli accessi a loro riservati in cui il disabile può accedere e sbrigare le proprie faccende, ogni pullman ha la pedana per far salire le carrozzelle e al conducente basta pigiare un tasto ed il gioco è fatto. Anche i luoghi privati (ristoranti, bar, etc.) sono dotati di questi accessi. Sono rimasto stupito da un ristorante posto sotto il livello stradale che aveva l’ascensore per le carrozzelle. Non parliamo poi delle spiagge del litorale, sono tutte attrezzate per i disabili. Ogni spiaggia ha un punto di accoglienza per queste persone da 0 a 100 anni, totalmente a carico del Comune, hanno degli operatori che si prendono cura di loro e delle sedie speciali che gli permettono di fare il bagno. Ogni spiaggia ha i bagni gratuiti e tutte hanno il bagno attrezzato. Direte è il bengodi! Non è così, ho notato anche cose che non mi sono piaciute, si vedono molte persone disagiate, specialmente anziani che chiedono l’elemosina, ma non disturbano. Bisogna stare attenti a girare in certe zone, perché chiaramente è la terza città della Spagna e non sempre tutto è tranquillo, però la polizia è presente sul territorio e anche nelle spiaggia puoi trovare poliziotti che svolgono servizio di vigilanza. Una cosa che non mi è assolutamente piaciuta è la mania di dipingere le saracinesche dei locali e dei negozi, per fortuna i WRITERS non imbrattano i muri. Credo che per essere SMART ci voglia veramente poco e Siena ha il potenziale per esserlo (questa amministrazione ci prova, ma secondo me non ha i numeri). Non sono contrario al bike sharing, ma prima si deve attrezzare la città a questa nuova mobilità, con un progetto serio e una rete di piste ciclabili e poi far partire il servizio. Per quanto riguarda l’attenzione ai disabili stendo un velo pietoso, mi ricordo che quando ero in Circoscrizione 5 presentai una mozione per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel territorio, la maggioranza votò contro fra questi anche un disabile su sedia a rotelle, per non parlare delle battaglie fatte per l’edificio lineare della stazione che ad oggi è inibito alle persone diversamente abili. PORA SMART SIENA!!!

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  1. Marco Falorni
    3 agosto 2015 alle 11:53 am

    Da Valencia ci sono passato, in auto, tantissimi anni fa. In mezzo al traffico, abbassai il finestrino per chiedere a un giovane motociclista fermo accanto a me la direzione per l’autostrada (autopista, in spagnolo). Il ragazzo disse di andare dietro a lui. Un percorso lunghissimo e complicato, ma alla fine quel giovane mi portò addirittura a 100 metri dal casello di ingresso della “autopista”. Misi mano alle pesetas per dargli una meritata mancia. Rifiutò decisamente, e con un gran sorriso non accettò altro che un grazie. Fede, c’entra poco con il discorso che hai fatto, ma forse questo episodio può rendere un’idea di che cosa vuol dire accoglienza. Io non riesco a dimenticarmene.

  2. raffaele ascheri
    3 agosto 2015 alle 7:46 pm

    Bentornato, carissimo Santo: ferie lunghe, poi si dice di noi professorini…

    Intanto io domani mi butto sulle Dolomiti, a Dio piacendo: ma scriverò anche da lì!

    Buon lavoro, l’eretico

    • 3 agosto 2015 alle 7:48 pm

      15 giorni non sono niente!!!

  3. Mario Ascheri
    3 agosto 2015 alle 11:13 pm

    potevo mancare, caro Fede? Sei mancato tu piuttosto, e ora dovrai andarti a leggere il mio intervento sulla Divina bellezza (che fu poi molto ‘umana’ sia chiaro, solo che ora non la si saprebbe rifare e allora la si attribuisce a benevolenza divina?) in sienanews. Invece sul profilo FB ho fatto un lungo commentino sulla situazione: mala tempora, a giudicare da quanto è avvenuto sul profilo fb di Eugenio Neri non se ne esce di sicuro. Qualcuno deve fare un passo indietro…ma ne sarà capace?
    Intanto bentornato e buonanotte!

  4. 4 agosto 2015 alle 1:56 pm

    Credo a ragione che la colpa sei dei Senesi e mi ci metto anche io…

  1. 4 agosto 2015 alle 1:18 pm
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