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La Rubrica del Professore – OPPOSIZIONI STRANE A SIENA? Dal Neri al Tucci: quante novità!

10 settembre 2015
Mi deve essere sfuggito qualcosa perché l’intervista di Enrico Tucci a David Busato, che ho colpevolmente letto solo poco fa, ha dei passi che mi hanno aperto nuove prospettive. (clicca e leggi)
Scopro che le opposizioni hanno in questi due anni e oltre di Giunta Valentini fatto un lavoro coerente e unitario (forse si poteva allora vedere qualcosa di più della isolata marcia dei 500) e che corrono stima e ottimi rapporti tra Eugenio Neri e chi gli ha fatto perdere il ballottaggio non più tardi di due anni fa!
Svolta notevole, non vi pare?
Come notevole che solo 5 stelle e Lega si salvino nel loro rapporto critico in passato con il ‘sistema Siena’. E un Marco Falorni, ad esempio, caro Enrico, non si salva? Il rapporto elettorale con l’ex-sindaco Cenni lo ha avuto Falorni e non Neri?
C’è qualcosa che non torna in questo appello, caro amico, come l’idea che si possa partire solo dai consiglieri comunali…non solo i partiti sono cattivi a tuo avviso!
Come partire assieme con una rottura di questo genere dopo quella recente di Neri?
A me sembra giusto piuttosto muoversi come anche accenni: dai programmi. Da che cosa si vuole: cosa non va oggi e che cosa bisogna tutti assieme fare per far ripartire la città in depressione profonda, nonostante i simpatici uccelli variopinti che appaiono qua e là.
Il giudizio sul passato, a parte la condivisa responsabilità PD per la sciagura MPS, porta a divisioni, come ben sai: basta ricordare il giudizio lacerante sulla caduta Ceccuzzi…
Il vulnus non si è ricucito e non a caso il Laboratorio civico lo avete promosso partendo solo da una parte delle opposizioni; ora si sono invece riunite le altre e l’osservatore benevolo (e tendenziale Vostro elettore SE non continuate così) ha difficoltà serie a seguirvi, credimi!
Nessuno può lasciare ad altri la rincorsa per non apparire al rimorchio, incapace d’intendere e di volere?
Si riparte, temo francamente, SOLO se si riparte dalle cose, e non dalle persone coinvolte in diatribe personali che siano in consiglio o meno; la ricomposizione ci sarà – come c’è stata tra voi e il Neri – SE ci sarà accordo sulle cose e in conseguenza di esso.
Non partite con il piede sbagliato dall’una e dall’altra parte con questioni nominalistiche, da sesso degli angeli. Come mi sembra stiate facendo.
Con tutta la simpatia di sempre.
Mario Ascheri
p.s. Ancora e sempre ZTL: ho ritrovato l’entusiastico comunicato sulle nuove modalità di pagamento on line, “con un solo tasto”! Mah, devo confessarvi che invece ho tentato più volte nei giorni passati invano, essendo fuori, con notevole perdita di tempo (e ho sistema operativo normalissimo: Microsoft, Chrome). Tornato, ho tentato di pagare al parcheggio il Campo come tradizionale e comodo (prima), ma là non si può più pagare! Ora bisogna recarsi dai Vigili nel caso come il mio. Insomma, era meglio prima…SMART CONTINUA?

 

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Categorie:libero contributo
  1. Enrico Tucci
    10 settembre 2015 alle 5:56 pm

    Chiedo ospitalità per la mia risposta alle osservazioni del Prof. Ascheri.
    Caro Mario se leggi con attenzione vedrai che il distinguo tra Movimento 5 Stelle e Lega (oppositori credibili) e “gli altri” si riferiva unicamente ai partiti che comunque non sono rappresentati in consiglio. Falorni, come del resto TUTTI i consiglieri eletti nelle liste civiche presentatesi contro il Pd (con l’ovvia eccezione di Marzucchi) ha svolto sicuramente una azione coerente e costante di contrasto alla maggioranza. L’opposizione in consiglio, incluso il 5Stelle, ha votato compatta il 99% delle volte. Il “dopo-marcia” è stato travagliato, oltre che per i risentimenti degli sconfitti al ballottaggio, anche perché i partiti hanno cercato di metterci sopra il cappello (significativa l’immagine di Eugenio che arringa la folla parlando in un megafono tenuto da un segretario di partito, con il portavoce di un altro partito dall’altra parte) esattamente come stanno tentando di fare col tavolo dell’opposizione. La stima reciproca ed il rapporto personale tra me ed Eugenio non sono mai venuti meno al di là delle contingenze politiche ed oggi ci troviamo in grande sintonia nel valorizzare il civismo contro l’ingerenza dei partiti e nel ricercare un completo rinnovamento (che da parte mia favorirò anche evitando di ricandidarmi ). I programmi, indispensabili ma non sufficienti, sono come la statistica ed il bikini: mostrano molto ma nascondono l’essenziale, ovvero la possibilità/capacità di metterli davvero in pratica che dipende esclusivamente dalle persone e dai loro eventuali condizionamenti. Se non fosse così potresti anche votare il Pd che sicuramente presenterà come sempre (Valentini docet) un bellissimo programma. E se permetti Eugenio ed io, come tanti altri, abbiamo le carte in regola per mettere in pratica quello che proponiamo. Ma altrettanti altri no.

  2. Mario Ascheri
    10 settembre 2015 alle 9:56 pm

    posto il commento inserito in ilcittadinoonline che ha ugualmente caricato l’articolo, dopo aver replicato a Tucci in FB (cui rinvio; nel suo profilo sono intervenuto proponendo di attivare il referendum popolare sulla questione rifiuti che mi sembra grossa e…’popolare’! partire dalle ‘cose’, che poi sono idee…: chi ci sta?):
    “Grazie, caro Investor! Qualcuno che legge e ricorda c’è, grazie a Dio (e al più prosaico ma terreno ilcittadinoonline!)…Sì, la cosa più scocciante del libro recente che Brucia invano, è proprio la voluta, dolosa obliterazione delle Liste civiche (pur avendo lui ricevuto documenti parlanti…). Giovane in gamba, ma se si mette nelle mani di Barzanti certo pour cause, qualche rischio può non correrlo? E non sarà un caso che il libro lo presentano alla bibl. com. e alle riunioni del PD! Nelle ultime 20 pagine della mia ‘Storia di Siena’ credo di aver detto meno di lui ma ‘spiegato’ di più…
    A Stavrogin sempre attento e puntuale, ricordo che oltre a Giovanni Grasso e a lui di università non scrive in modo articolato nessuno (la Valdesi un tempo…): si pubblicano i comunicati stampa sempre vittoriosi come ai tempi di Berlinguer e di Tosi. Mi consenta però, caro Collega, che la prima responsabilità non è delle forze politiche (salvo il sempre in fallo PD), ma delle unviersità stesse che non hanno saputo esprimere uno straccio di associazione in tutti questi anni che colloquiasse entro l’istituzione e con la città chiarendo i problemi. Io son fuggito nel 2001 proprio per questo: c’era evidente puzzo di bruciato (e quando potevano mi emarginavano) ma tutti ‘celebravano’ e poi sbigottiti pour cause non han saputo riaversi. Ha più visto un dibattito dopo quello a palazzo pubblico con Barni, Grasso e Grossi?(c’ero anch’io e perciò non se ne sono più fatti).

  1. 11 settembre 2015 alle 12:08 pm
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