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Editoriale de IL SANTO – Il Vice Sindaco risponde a IL SANTO ma si arrampica sugli specchi!!!

12 ottobre 2015

Dopo una mia domanda al Vice Sindaco  Mancuso è venuto fuori il carattere mediterraneo del nostro professore.

La domanda mia domanda era questa: 

Bisognerebbe chiedere al vice sindaco se ha chiesto alla moglie quello che è accaduto in Fondazione. E cosa ne pensa e anche come ha votato in certe situazioni. Così per sapere la verità!!!

Ecco la risposta del VICE-DON BRUNETTO un  attimino minacciosa:

Cosa vuole sapere, dica pure Signor Muzzi. Ma attenzione a parlare a casaccio, quello può servirle soltanto per cinque minuti di notorietà in TV.

O se preferisce le scriva pure, magari le risponde e avrà maggiore soddisfazione.

Questa la mia risposta:

Guardi sig. mancuso queste minacce velate se le tenga per se e per suoi amici a me non fate più paura… Saluti e buon lavoro

Dopo il Professor Mancuso ha specificato:

Le mie sono richieste puntuali di domande alle basse allusioni sue e dei suoi pari. I quali dovrebbero ricordare che se oggi il bavaglio non c’è più è anche perché quattro o cinque sciagurati come me si sono presi la briga di liberare la città dalla cappa che partiva dalla politica (di tutti i colori) e arrivava ai mezzi di comunicazione. Non dico riconoscenza ma magari rispetto si. Grazie. Poi continua e risponde per la moglie: Allora sig Muzzi cominci a darsi alcune risposte note e arcinote, poi le dico perché si tratta di basse insinuazioni:
1) intanto conoscere la distinzione tra organi di indirizzo (DG) e organi di gestione (DA)
2) che l’organo di indirizzo ha sempre dato indicato all’organo gestionale di operare nell’ambito dei limiti di legge e di statuto (mi riferisco al 2011)
3) che, se anche volessimo andare sulle decisioni gestionali (che riguardano DA e non DG), mi pare di rammentare (e sono notizie arcinote) che esse avevano avuto avalli di Advisor internazionali e, ATTENZIONE, l’autorizzazione del MINISTERO oltre ad essere basate su bilanci della Banca sui quali dire qualsiasi cosa è ormai come sparare sulla croce rossa.
Dunque, se si vuole fare un ragionamento davvero serio, al quale non mi sottraggo, basta mettere insieme due o tre cose vale a dire almeno due centri di imputazione di responsabilità: ministero e banca di Italia che hanno, la prima, autorizzato nel 2011 l’aucap e la seconda (teoricamente) controllato e dato il via libera all’operazione del 2007. Ovviamente partendo dalle responsabilità di chi guidava BMPS che ha prodotto i bilanci ante 2012 che tutti conoscono.
Spero di essermi spiegato seppur sinteticamente.
P.s.: le allusioni sono basse perché si vuole fare oggetto di attacco politico al sottoscritto,
non avendo altri argomenti, il riferimento al fatto che mia moglie è stata membro della DG della fondazione dal 2009 al 2011. In ogni caso vi invito a leggere nomi, cognomi e appartenenze politiche di tutti i membri degli organi suddetti dal 2007 in poi…sono certo che avrete materiale per riflettere. Spero di averla soddisfatta.

Al Vice Sindaco rispondo qui, perché i miei lettori sono curiosi. Quello che Lei scrive in difesa di sua moglie, sono solamente dei tecnicismi che costituiscono l’alibi per chi non vuole assumersi le proprie responsabilità. Votando fidandosi del Mussari.

Il quale lo ha nominato nel consiglio di amministrazione di MPS leasing & factoring. Poi sua moglie  la signora Rosignoli è stata nominata assessore dal Sindaco Ceccuzzi evidentemente sulla base dell’ottimo lavoro svolto in Fondazione.

Parliamo del presente la FONDAZIONE MPS sta sparendo in primo luogo per la nomina di CLARICH di cui Lei e questa amministrazione siete responsabili. In secondo luogo per le indicazioni che stare dando alla FONDAZIONE stessa, proprio mentre sto scrivendo è uscita la notizia che la Fondazione non si costituirà parte civile contro MUSSARI GIUSEPPE. (leggi qui). Che mi dice signor Mancuso è anche questa un’indicazione vostra?

Quindi non ci prendiamo in giro, qualcuno vuole rifarsi una verginità, infatti Lei scrive:

Chiedete a “Libertà e Giustizia” cosa dicevo pubblicamente già tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 sugli omessi controlli in merito all’acquisto di Antonveneta. Rispetto a tutto questo c’è qualcuno (non i blogger in questo caso) che si è svegliato tardi su MPS

Lei ed altri del suo Partito avete preso le distante dal MUSSARI e dagli altri solo dopo che sono caduti in disgrazia, fuori tempo massimo. Rispondo ad una sua considerazione, io personalmente non faccio attacchi politici a Lei o a qualche altro, non voglio notorietà ne faccio a meno. Vorrei che questa città ripartisse e crescesse cosa che temo non farà mai perché il passato ritorna sempre e voi non avete il coraggio di fare ammenda… SALUTI IL SANTO

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Categorie:libero contributo
  1. Fulvio Mancuso
    12 ottobre 2015 alle 3:09 pm

    Interessante questo stile. Ho risposto a tutte le sue curiosità e insinuazioni (e le ho anche perché si tratta di basse insinuazioni) pubblicamente e sui social, non con tecnicismi ma con parole e cose comprensibili per tutti (e a maggior ragione per lei che vuole ‘fare opinione’) e peraltro condivise da chi cerca di individuare le reali responsabilità per la vicenda MPS. Vedo che lei ritorna sul rassicurante terreno dei suoi followers invece di continuare il confronto lì dove si è sviluppato. Bene, sono contento. I tempi sono cambiati. Una svolta svicolavano i politici ora lo fanno i blogger (è una battuta non si offenda). Così almeno ha un po’ di materiale in più per I suoi prossimi 3 minuti in tv! P.s.: come ho scritto anche a Eugenio Neri posso vantarmi di essere stato uno dei pochi a dare un po’ di lustro rispetto ad una serie di persone che hanno ricevuto incarichi (ed erano di quasi tutti i colori politici) senza competenza. Se ha tempo da perdere legga cosa ho fatto nella mia vita senza né parenti importanti né santi in paradiso e poi ne riparliamo. Saluti

    • 12 ottobre 2015 alle 3:16 pm

      Veramente non svicolo, ho solo riportato dei fatti che mi pare siano inconfutabili. Non può negare di essersi svegliato tardi oppure di aver “rinnegato” il PORO MUSSARI dopo la caduta. Non ritorno in nessun terreno, qui non si tratta di terreno, ma di capire come dice Lei quali sono le responsabilità di quello che è stato, grandi e piccine. Mi renderà atto che non ho mai parlato dei suoi trascorsi in TV e alla Radio e mai lo farò. Per quanto riguarda le scuse se così le vogliamo chiamare sono plausibili, ma la domanda mi sorge spontanea, che ci stavano a fare in deputazione , se votavano senza sapere cosa votavano? Sa perché le chiedo questo, in un incontro pubblico, la Signora BUSCALFERRI da me incalzata mi rispose: “Ma che vuole che le dica, io capisco di medicina mica di banche!” Tutto qua… Saluti

  2. fulvio mancuso
    12 ottobre 2015 alle 3:23 pm

    Allora su questo punto credo di averle risposto: quello che dice la Sig.ra Buscalferri è il suo pensiero. Io le ho scritto cose diverse che qui riporto a beneficio dei suoi lettori.

    “Allora sig Muzzi cominci a darsi alcune risposte note e arcinote, poi le dico perché si tratta di basse insinuazioni:
    1) intanto conoscere la distinzione tra organi di indirizzo (DG) e organi di gestione (DA)
    2) che l’organo di indirizzo ha sempre dato indicato all’organo gestionale di operare nell’ambito dei limiti di legge e di statuto (mi riferisco al 2011)
    3) che, se anche volessimo andare sulle decisioni gestionali (che riguardano DA e non DG), mi pare di rammentare (e sono notizie arcinote) che esse avevano avuto avalli di Advisor internazionali e, ATTENZIONE, l’autorizzazione del MINISTERO oltre ad essere basate su bilanci della Banca sui quali dire qualsiasi cosa è ormai come sparare sulla croce rossa.
    Dunque, se si vuole fare un ragionamento davvero serio, al quale non mi sottraggo, basta mettere insieme due o tre cose vale a dire almeno due centri di imputazione di responsabilità: ministero e banca di Italia che hanno, la prima, autorizzato nel 2011 l’aucap e la seconda (teoricamente) controllato e dato il via libera all’operazione del 2007. Ovviamente partendo dalle responsabilità di chi guidava BMPS che ha prodotto i bilanci ante 2012 che tutti conoscono.
    Spero di essermi spiegato seppur sinteticamente.
    P.s.: le allusioni sono basse perché si vuole fare oggetto di attacco politico al sottoscritto,
    non avendo altri argomenti, il riferimento al fatto che mia moglie è stata membro della DG della fondazione dal 2009 al 2011. In ogni caso vi invito a leggere nomi, cognomi e appartenenze politiche di tutti i membri degli organi suddetti dal 2007 in poi…sono certo che avrete materiale per riflettere.
    Spero di averla soddisfatta”.

    • 12 ottobre 2015 alle 3:25 pm

      Chiaramente non mi ha soddisfatto, ma va bene lo stesso

  3. fulvio mancuso
    12 ottobre 2015 alle 3:31 pm

    Non l’ho soddisfatta ma soddisfazione gliene ho data, spero. Saluti

    • 12 ottobre 2015 alle 6:30 pm

      Vero

  4. Mario Ascheri
    12 ottobre 2015 alle 6:06 pm

    io invece in FB ho replicato sulla maggior libertà di stampa dehli ultimi tre anni così:
    “Io non sono particolarmente perspicace, per cui vorrei capire: che l’informazione sia un po’ più libera negli ultimi tempi a che cosa e a chi si deve? Vuole forse il vicesindaco far pensare che sia un portato della Giunta Valentini? Io constato piuttosto che amministratori sedicenti democratici non rispondono a precise domande degli amministrati non dico su discussioni teologiche, ma su questioni strettamente di loro (amministratori) competenza. Devo esemplificare? Per cui questi progressi democratici mi sembrano piuttosto crollo o incrinamento di una struttura solidissima (un tempo) di potere, cui è seguito un indebolimento che non ha però cambiato la qualità della vita pubblica senese. I dibattiti quanto spesso arrivano a chiarire i termini delle questioni in modo che il cittadino capisca la questione e le responsabilità? Non dico solo sul crollo Fondazione-MPS, ma su SMS ecc. Mi sembra cioè che si faccia fumo (tanto) in vario modo, ma che i problemi seri rimangano tali. Posso sbagliare, ma non è solo la mia impressione. E la cosa mi conforta (per quello che può servire a sorridere…). A proposito, lo smile del Clet doveva essere sanamente arricchito dalla cultura senese, ad esempio aggiungendo una bella scritta SENA VETUS CIVITAS VIRGINIS, solo perché è l’anno della Maestà, beninteso, non perché siamo di cultura cristiana!

  5. investor
    12 ottobre 2015 alle 6:49 pm

    Banca d’Italia e Ministero del Tesoro non c’entrano niente

    Mps ha comprato Antonveneta nel 2007, l’autorizzazione preventiva di Banca d’Italia era stata eliminata a fine 2005. Mps, per il via libera, doveva solo presentare un piano industriale capace di riportare il patrimonio ai livelli richiesti. Il piano, anche per la crisi, si è rivelato irrealizzabile nonostante le sollecitazioni di Bankitalia che, talvolta, è intervenuta per correggere la sostanza del piano:tipo quando Mps stava provando a vendere i suoi immobili a se stesso.

    Il Tesoro ha autorizzato la Fondazione ad indebitarsi fino a 1 miliardo nel 2011 sulla base dei numeri scritti nel bilancio della Fondazione. Nel bilancio 2010, quello sui si basava l’iter autorizzativo, la Fondazione dichiarava un patrimonio netto di 5,5 miliardi, dunque 1 miliardo di debito complessivo non superava il limite massimo del 20% del patrimonio. E’ vero che il valore di mercato del patrimonio netto era invece di 4 miliardi. ma la Fondazione aveva deciso di non svalutare di 1,5 miliardi le azioni Mps. Le regole contabili lo consentono nel caso la perdita possa essere considerata non durevole. Dunque una cosa passeggera. Se la Fondazione avesse svalutato, il patrimonio sarebbe sceso a 4 miliardi e non si sarebbe potuta indebitare fino a 1 miliardo perchè questo debito sarebbe sopra il limite del 20%.

    Mps ha fallito il piano, la Fondazione ha mancato di realismo…Roma c’entra poco…

  6. fulvio mancuso
    12 ottobre 2015 alle 10:16 pm

    Certo, tutto fatto in casa, caro Investor. Da Roma nessuna responsabilità, anzi grandi aiuti a non sbagliare. E vissero tutti felici e contenti.

  7. fulvio mancuso
    12 ottobre 2015 alle 10:35 pm

    Posto anche qui la risposta al gentile commento su FB del Prof. Ascheri:Lei è anche troppo perspicace per capire che senza il “2013” oggi saremmo sempre alle prese con la caccia alle streghe (alias libera comunicazione). Quanto alle mancate risposte non mi pare proprio così : non ricordo amministrazioni così continuamente alle prese con il confronto quotidiano anche attraverso i social. Anche sul fumo mi permetta di dire che senza soldi e con i debiti di cose se ne fanno e non poche. Ma tant’è. Tra qualche anno saremo tutti più lucidi e distaccati per dare un giudizio complessivo che comunque daranno in primo luogo i cittadini alla successiva tornata elettorale. Ovviamente si può sempre far meglio e di più. Io stesso lo penso del nostro operato. Saluti

  8. fulvio mancuso
    12 ottobre 2015 alle 11:34 pm

    Egregio Sig. Investor (se magari svela la sua misteriosa identità non sarebbe male),
    devo purtroppo smentirla pubblicamente. Ecco il testo dell’art. 19 del Testo Unico Bancario (DLT 385/1993) vigente dal 2005 al 2008 che inequivocabilmente imponeva l’autorizzazione di Banca d’Italia che poteva essere rilasciata soltanto quando “ricorrono condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente della banca…”. Insomma non diffondiamo informazioni giuridicamente errate:
    Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.
    DLT 01/09/1993, n. 385
    In vigore dal 14 gennaio 2005 al 28 novembre 2008
    Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 29 novembre 2008, n. 185.
    Art. 19 Autorizzazioni (69) (71)
    1. La Banca d’Italia autorizza preventivamente l’acquisizione a qualsiasi titolo di partecipazioni rilevanti in una banca e in ogni caso l’acquisizione di azioni o quote di banche da chiunque effettuata quando comporta, tenuto conto delle azioni o quote già possedute, una partecipazione superiore al 5 per cento del capitale della banca rappresentato da azioni o quote con diritto di voto.
    2. La Banca d’Italia autorizza preventivamente le variazioni delle partecipazioni rilevanti quando comportano il superamento dei limiti dalla medesima stabiliti e, indipendentemente da tali limiti, quando le variazioni comportano il controllo della banca stessa.
    3. L’autorizzazione prevista dal comma 1 è necessaria anche per l’acquisizione del controllo di una società che detiene le partecipazioni di cui al medesimo comma.
    4. La Banca d’Italia individua i soggetti tenuti a richiedere l’autorizzazione quando i diritti derivanti dalle partecipazioni rilevanti spettano o sono attribuiti ad un soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse.
    5. La Banca d’Italia rilascia l’autorizzazione quando ricorrono condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente della banca; l’autorizzazione può essere sospesa o revocata.

  9. fulvio mancuso
    12 ottobre 2015 alle 11:40 pm

    Che il Ministero abbia dato l’autorizzazione all’indebitamento per l’aumento di capitale è cosa altrettanto nota e ufficiale e il Ministero aveva tutti gli strumenti per valutare (e evidentemente l’ha fatto) se la soglia limite del 20% dell’indebitamento rispetto al valore del patrimonio fosse o meno superata. Il resto sono parole. Questo non toglie, tutt’atro, la responsabilità della Banca in merito alla veridicità o meno dei dati di bilancio sulla base dei quali la Fondazione è stata indotta a deliberare e sulla base dei quali sono state anche formulati i pareri degli advisor.

  10. investor
    13 ottobre 2015 alle 2:45 am

    Banca d’Italia. Sana e prudente gestione si riferisce al rispetto dei requisiti patrimoniali e il piano industriale Mps prevedeva questo, dunque nulla ostava al rilascio dell’autorizzazione successiva al contratto firmato tra Mps e Santander su Antonveneta che, invece, non prevedeva in alcuna autorizzazione. E il piano industriale redatto a Siena che è fallito

    Il Tesoro ha valutato secondo le norme..semmai era la Fondazione che non sapeva nemmeno quanto valesse il suo patrimonio.,e che lo doveva sapere il Tesoro? Il Tesoro ha preso il numero scritto da Siena a bilancio, l’unico numero che poteva prendere secondo le norme, mica se ne poteva inventare uno all’occorrenza..

    Questa storia è tutta “made in Siena”……nessuna invasione di cavallette…

    l

  11. fulvio mancuso
    13 ottobre 2015 alle 7:48 am

    Ci si arrampica sugli specchi, come direbbe il nostro blogger. La normativa prevedeva autorizzazione preventiva: Banca d’Italia aveva appunto rilasciato un giudizio molto pesante su Antonveneta dopo l’ultima ispezione e dunque sapeva bene a cosa si andava incontro con l’acquisizione mettendo insieme i due istituti.
    Un organismo di controllo come il Tesoro non poteva limitarsi a mettere un timbro sulle carte…Non scherziamo.

  12. investor
    13 ottobre 2015 alle 9:42 am

    Anche Draghi allora si arrampica sugli specchi.
    https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/circolari/c229/progetti_acquisizione_280806.pdf.
    Come faceva Banca d’ Italia ad autorizzare preventivamente se non doveva nemmeno essere più informata preventivamente?

  13. fulvio mancuso
    13 ottobre 2015 alle 6:17 pm

    Sta facendo confusione: quella è una mera circolare che dispone un obbligo di informativa verso Bankit in vista della convocazione degli organi aziendali. Ma non c’entra nulla con l’obbligo di legge di ottenere una autorizzazione preventiva da Bankit per l’acquisizione (e una legge non può essere certo modificata da una circolare, qui siamo all’ABC del diritto).

  14. investor
    13 ottobre 2015 alle 10:30 pm

    Sì ma non si discute se una circolare è preminente sulla legge. Il punto sono i rapporti tra vigilante e vigilato che cambiano con la circolare, mica scompare l’obbligo di una autorizzazione.Prima il vigilato doveva informare preventivamente il vigilante, cioè Bankitalia, che voleva comprare una banca, ancora prima di chiedere di essere autorizzato. E dunque Bankitalia poteva stoppare qualsiasi progetto ma questo non si poteva più fare. Con la nuova circolare il vigilato prima compra un altra banca e nel farlo, al contrario di prima, non deve avvertire preventivamente
    la Banca d Italia e poi chiede l’autorizzazione. Si chiama preventiva perchè il contratto di compravendita non può essere perfezionato senza autorizzazione Banca d’Italia ma è una prassi standard non previene alcunché. Tutto, al contrario di prima, è giustamente lasciato al libero arbitrio delle parti, Mussari e Botin erano maggiorenni. Banca d Italia vigila non fa la chioccia. Come vigilante era interessata solo a sapere se Mps era in grado di riportare il capitale ai livelli richiesti. Questo è il cuore della autorizzazione preventiva, Mps ha detto che c’è la faceva e Bankitalia ha autorizzato. Non poteva mica prevedere che Mps si sarebbe dimostrato incapace di attuare il piano. Non mi sembra difficile da capire. Banca d’Italia se, per assurdo, avesse detto a Mps che Antonveneta era una “sola” allora si che avrebbe violato la legge perché entrava nel merito, questo lo fanno i consulenti mica il vigilante. Al vigilante interessava solo se Mps avesse un piano che rafforzasse, nel tempo, il suo capitale e che la sua nuova dimensione non metesse in pericolo la stabilitá del sistema bancario.E Mps aveva il piano. Peraltro questa impostazione è risultata corretta. La crisi di Mps non ha messo in pericolo il sistema bancario italiano, molte banche hanno continuato a fare utili e non mi sembra che Mps sia fallito. Non è più di Siena, ma non credo c’entri Bankitalia.

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