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Libero Contributo – La notte di Siena e il sermone di Barzanti

11 gennaio 2016

Ero piccolo quando EMGIA pubblicò una vignetta intitolata ” il torneo dei bar” , dove i due Bar , BARzanti e BARni, si disputavano la palla sotto canestro:

Se da una parte il secondo dei due BAR tace (sornione e politicamente efficacissimo), il primo continua con disarmante regolarità ad inondarci di sermoni che, talvolta hanno l’enfasi di una fatwā , ma sono del tutto innocui . Comunicativamente essi sono la versione meno fresca del blog di Elio Fanali, ma di fatto non dicono nulla , limitandosi a romanzare la realtà dei fatti per renderla più accettabile a chi non può ancora credere che sia tutto finito : partito, banca, soldi facili, sinistra…

Eugenio Neri

Eugenio Neri

Però Roberto non è mai intellettualmente disonesto e nelle sue parole si legge solo nostalgia.. tanta nostalgia, e per questo lo apprezzo.

Sono passati oltre 30 anni dalla vignetta e ancora il quadro politico cittadino vede in primo piano gli stessi highlanders politici , che comunque brillano rispetto ai nuovi venuti.

Badate io preferisco il noioso sermone di Roberto (cui voglio personalmente un gran bene) allo scaltro neo-groviglio, al gusto catanzarese, di cui si serve l’altro BAR.

Per entrare nello specifico, giorni fa , Roberto Barzanti interviene su un quotidiano fiorentino (titolo: La sindrome Senese ) ed analizza vari aspetti della politica senese, rapportandola anche al quadro nazionale. In un passaggio egli cataloga addirittura come “impazzimento generale” quanto sta avvenendo in seno al consiglio Comunale.

Nonostante le mie critiche, quello che Roberto non merita è che non si affronti il suo ragionamento ; dunque cosa dice Barzanti?

Pur rimanendo vago sulle vicende giudiziarie del Valentini, con rara durezza, egli certifica in maniera “notarile”   il fallimento dell’azione politica e amministrativa del Sindaco e della sua giunta. Infatti auspica un rilancio dell’azione politica, per un “cambio di passo” in cui non crede più nessuno, forse nemmeno lui.

Infine entra nel campo delle opposizioni ( gioco facile), e senza tanti sottintesi afferma che, per essere degni di opporsi all’attuale regime, bisogna dimostrare credibilità e guida.

E’ facile soffermarsi sulla paglia nell’altrui occhio! Ma quale credibilità e guida hanno gli attuali inquilini del potere senese? Quale curricula possono vantare? Se vogliamo possiamo scrivere assieme questo capitolo della storia senese recente e dibattere sulle macerie prodotte da questi campioni della politica e dell’amministrazione. Egli preconizza guide autorevoli e credibili : dove sono?

Quale autorevolezza ha prodotto un sistema che richiede così tanti e così alti crediti per essere all’altezza di una sfida?

E’ apprezzabile che nel silenzio generale almeno Barzanti si presenti in prima fila, lui emisfero sinistro di un sistema nervoso della sinistra senese, prova in qualche modo a difendere, giustificare , razionalizzare un caos e una vergogna immensi. Barzanti ci prova almeno!

In questi, ormai, 20 giorni dalle mie dimissioni dal consiglio comunale , ovvero dalla mia sfida politica al Sindaco e al Partito, ho registrato sintomi importanti nel sistema nervoso del PD ( l’altro emisfero) , al di là della consueta schizofrenia delle varie correnti , ora alle prese con bilancio e debiti.

La sfida non è stata raccolta ma nemmeno è avvenuto il contrario, grazie anche alle feste del santo Natale e agli impegni di presepe. Ciò è sintomo di agorafobia politica.

Politicamente afasico Scaramelli, l’astro nascente del rinnovamento del PD senese, che con il suo silenzio accetta di fatto la posizione di Valentini ed il relativo compromesso etico.

E’ un “late talker” il segretario Masi che tardivamente intervistato, non dice nulla: sempre morbido e spugnoso svicola dall’imbarazzante vicenda di Monteriggioni, legando così mani e piedi il PD ai destini del Valentini.

Quasi comiche, o altrimenti preoccupanti le risposte tangenziali di Dallai, il quale interrogato ( QNe 30/12) sugli avvisi di garanzia di Valentini e sul PD che continua a dire che si può andare avanti, risponde : “ io penso, e l’ho detto altre volte (!!) , che si fa buona politica in primo luogo ascoltando” . Accidenti dico io, roba da “oltre il giardino”!

Infine in pieno delirio il povero Valentini, che evidentemente in crisi di identità politica e preda di un evidente conflitto interiore, si dibatte, più che battersi, avventandosi piangendo, offeso, sul sottoscritto ( non gliene voglio) . Sogna futuri improbabili di fratellanza e concordia , che lo sollevano da un presente angoscioso. Anche in politica evidentemente l’isolamento modifica in maniera sostanziale il comportamento.

Dunque sono questi i campioni che mette in campo il PD e contro i quali l’opposizione dovrebbe opporre un rinato Giolitti o addirittura un novello Barzanti. E’ evidente che il ragionamento non sta in piedi ed è solamente uno stratagemma per una lettura meno pietosa di Siena. La notte di Siena, dove la pochezza, la vergogna, la furberia , il declino sono oscurati e dove personaggi che avremmo preferito altrove, a fare del bene ad altre città, si ricavano grovigli e reti.

Per questo Roberto Barzanti si sbaglia , ma soprattutto si sbaglia su una cosa,   che le mie dimissioni sono una resa.

In questa notte di Siena, senz’altro ci proveremo, con ogni nostra fibra, a tirare fuori il meglio che questa città può dare: qualità, energie, speranze , progetti di donne e di uomini che amano questo luogo e non accettano il suo fallimento . Stai tranquillo Roberto ci proveremo e vorremmo averti dalla nostra, se avrai il coraggio di mollare ogni remora e dire chiaramente : ora basta! Alla tua età te lo puoi permettere.

Eugenio Neri

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