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Editoriale de Il Santo – Il Palio, le Contrade, il cambiamento irreversibile…

23 maggio 2016

Ho letto molti commenti su FACEBOOK e sui blog sugli avvisi di garanzia inviati a molti contradaioli per i fatti dello scorso anno. E’ indubbio che i tempi sono cambiati e che le tradizioni paliesche hanno subito delle profonde trasformazioni, ma è una realtà che inizia da lontano.

In venti anni sono state apportate molte novità alla festa. Le novità sono state radicali. E’ stata anche cambiata la conformazione della curva di San Martino, sono stati introdotti i cap per i fantini, è stato eretto il parapetto al Casato, ultimamente il doppio steccato, non entro nella questione cavalli perché non ne sono in grado. Per carità tutte iniziative fatte per la prevenzione, per la sicurezza, ma a discapito della tradizione, senza che purtroppo nessuno abbia contestato queste imposizioni.

Il Palio è cambiato anche dal punto di vista mediatico, mi ricordo che anni fa la discussione per avere o no le telecamere della RAI si faceva in assemblea ascoltando il parere del popolo, oggi invece fanno tutto i Priori e il Comune di Siena. Priori che il più delle volte hanno percentuali bassissime di elezione. Le assemblee di Contrada sono diventate negli anni solo un’occasione per dare informazioni ai contradaioli su quello che è stato deciso nelle segrete stanze.

Tutto questo i contradaioli lo hanno accettato e posso certificare che chi lo contestava è stato escluso emarginato, perché non allineato.

Le contrade hanno subito un profondo cambiamento e con esse il Palio. Mi soffermo a guardare i giovani monturati (da ex vice economo di contrada), non posso notare la differenza con cui si indossano le monture oggigiorno, qualcuno non sa nemmeno mettersi la calzamaglia. Quanti scapaccioni ho preso dal poro FOSCO CARLONI perché la calzamaglia faceva qualche piega! Manca come è mancato per altre cose l’onore di vestire i colori della contrada, l’onore di essere stato scelto per rappresentarla.

Il giro ai protettori, che in città sono sempre meno è diventato il giro per le consorelle, prima il rinfresco si faceva con le alleate, ora in ogni contrada trovi il banchino delle bibite e i maggiorenti vengono ricevuti come gli alleati. Prima c’era una differenza, ma i tempi cambiano.

Si potrebbe continuare all’infinito, trovanti i piccoli e i grandi cambiamenti degli ultimi anni. Torniamo a quello che è l’argomento del momento: “I CAZZOTTI IN PIAZZA”.

Credo che ci sia poco da stupirsi se arrivano gli avvisi di garanzia. Purtroppo non siamo più nella REPUBBLICA di SIENA (anche a quei tempi c’erano le regole). Siamo parte della REPUBBLICA ITALIANA mi fa sorridere l’articolo di Pierluigi Piccini dal titolo La giustizia ordinaria non può sostituirsi ai comportamenti legati al Palio.

Cosa dovrebbe fare un Questore, un Prefetto quando in Piazza decine di persone si fronteggiano, partecipando ad una rissa? Quando nei filmati che purtroppo girano sulla rete si vedono persone fronteggiarsi con bottiglie, persone con paradenti e guantini da sacco? Forse il paradenti è un presidio di sicurezza come il CAP per i fantini? A parte gli scherzi, qui c’è da scherzare poco. Se osservate con occhio attento i fronteggianti, molti, non tutti, sono inquadrati, hanno movenze da pugilato o arti marziali. Ripeto ancora una volta la domanda, cosa dovrebbero fare le autorità di fronte a tutto questo? Chiudere un’occhio, far passare il tutto per tradizione? Quando il tutto è sotto gli occhi del mondo e la legge è ben precisa?

Gli avvisi di garanzia hanno suscitato indignazione in città. Vi ricordo invece un fatto che nel 2002 fece felici molte contrade e contradaioli. Nell’agosto di quell’anno la Contrada dell’Istrice volle difendere il proprio onore in Piazza, non entro nel merito se sia stato giusto o meno. Per quelli episodi 15 contradaioli, nei giorni successivi furono arrestati. Qualcuno di loro fu arrestato alle 4 del mattino di fronte ai figli, come  un camorrista o un mafioso, così non sono stati nemmeno trattati i personaggi che hanno distrutto Siena!

Allora come oggi era tutto nel solco della tradizione? Dove erano i puristi che si scagliano on line contro gli avvisi di garanzia? Altre domande a cui rispondere.

Cari senesi, il Palio che conoscevamo è cambiato, mutato e non potrà essere più come prima.

Non diamo però la colpa agli altri, non facciamo come l’affare del Monte dei Paschi, la colpa non è del calabrese Mussari, ma di noi senesi che abbiamo lasciato fare, che abbiamo mutato per mera convenienza le nostre tradizioni.

La colpa è di quelli che non hanno fischiato il Sindaco quando alla presentazione del Palio ha gridato “FORZA MENS SANA!”

Eppure il rettore del Magistrato era accanto a Lui poteva dargli una gomitata!

Chi ha il comando in Contrada lascia fare per paura di non essere rieletto.

Credo che il giochino sia definitivamente rotto, credo che indietro non si potrà più tornare. Non siamo stati in grado di trasmettere ai nostri figli quello che era l’onore di appartenere alla contrada, che a Siena non ci sono nemiche, ma avversarie, che tutte le contrade sono consorelle figlie di un’unica madre Siena, oppure dovrei dire la PORA SIENA!!!

Sotto il Palio moderno… Molto HAPPY23

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Categorie:libero contributo
  1. Cecilia
    23 maggio 2016 alle 9:05 am

    Sarei un po’ più ottimista sulle dirigenze e per il futuro, ma è indubbio che questo è quello che è accaduto, non c’è molto altro da dire. Sveglia.

  2. marco falorni
    23 maggio 2016 alle 9:38 am

    Sono d’accordo all’80 per cento. Comunque grande Santo. Aggiungo che è in ogni caso inammissibile il silenzio del sindaco. Dica quello che vuole, ma lo dica. Ha la responsabilità di guidare una comunità, di orientarla. Può anche sbagliare, ma almeno sbagli. Il silenzio è l’errore peggiore.

  3. Vareno C.
    23 maggio 2016 alle 10:16 am

    Sono tristemente (per la veridicità dei contenuti) d’accordo con il Santo.

  4. Federico Marconi
    23 maggio 2016 alle 10:21 am

    Applaudo ad ogni riga di questo post!

    • 23 maggio 2016 alle 10:21 am

      Troppo buono

  5. MARIO
    23 maggio 2016 alle 10:24 am

    tutto giusto, Santo! Chiaro che ci son eccessi che le contrade per prime non dovrebbero tollerare!
    Bello il filmato, e ci rifletterei molto, dato che quello che il linguaggio di oggi ma anche, perché? Parla al mondo, perché il palio è divenuto mondiale! Perciò anche, giustamente, non si è andati per pochi minuti dalla Regina a fare uno show. E’ realtà ormai troppo grande, lo si è voluto così perché sappiamo che è unico, ma di qui lo si è anche commercializzato molto, sia chiaro, e ideologizzato: Siena non può vivere chiusa entro le mura, è unica ecc. ecc. la retorica e la voglia di incassare hanno fatto tanto.
    Indietro non si torna: bisogna giocare sapendo che siamo sono gli occhi di tutti e INVIDIATI…fortemente….se non si prende atto di questo, non ci si chiappa niente.
    Conseguenze? Il minimo errore ci frega. Siamo come un Presidente, l’Hollande che non può andare in moto dall’amante di nascosto o la Boschi, para-presidente, che non può dividere partigiani buoni e cattivi o Berlusca con le sue corna scherzose ecc. Ogni cosa pubblica o riservata che sia è rilevante: ogni senese può sputtanare la città perché c’è chi lo vorrebbe.
    Ergo? Si deve migliorare prendendo atto della realtà (aumento violenza, immediata globalizzazione di ogni sciocchezza ecc.) come il palio ha sempre fatto nella sua storia SIA CHIARO, anche con severità. Ma ciò richiede PRIMA riflessione, prudenza, intelligenza, direzione politico-culturale e poi CONDIVISIONE. E’ come per il SMS: la direzione ‘vera’ manca. Ora Marco invoca giustamente il sindaco ma in questa situazione io lascerei fare; non rischiamo oltre…aspettiamo prima autocoscienza e chiarimenti interni a chi capisce la gravità della svolta cui siamo di fronte.

  6. Gigetto
    24 maggio 2016 alle 3:58 pm

    Una trentina di anni fa ho assistito ad un “fronteggiamento” in piazza, ero sui palchi ed esattamente sotto di me si fronteggiavano (ovvero se le davano di santa ragione) Nicchio e Montone. Una cosa mi impressiono’ particolarmente: nonostante la rissa fosse furibonda quando qualcuno finiva per terra malconcio i due schieramenti si separavano e facevano in modo che il malconcio venisse soccorso dai propri contradaioli per poi ricominciare di nuovo a pestarsi.
    Da qualche anno mi ritrovo spesso in situazioni simili, sempre come spettatore sui palchi, in fronteggiamenti tra varie contrade, e’ passata una generazione ed i senesi evidentemente sono cambiati, in peggio. Come ha scritto il Santo ci sono personaggi che vengono in piazza e dietro il cavallo “preparati per i cazzotti”, spesso con oggetti contundenti e materiale vario, sia di protezione passiva, che per offendere. Se qualcuno finisce per terra c’e’ quasi una gara a prenderlo (vilmente) a calci. Ci sono personaggi che frequentano le contrade che niente conoscono delle tradizioni contradaiole che andrebbero allontanati perche’ spesso alcolizzati e/o consumatori di sostanze non proprio benefiche alla propria ed altrui salute.
    Mi spiace dirlo ma le contrade come gran parte di Siena sta degenerando senza accorgersene.

  7. Mah!
    25 maggio 2016 alle 11:19 am

    Tranquilli, quello che avete votato e che continuate a sostenere malgrado tutto ha detto:
    “Il Palio è una festa che ha una tradizione secolare e una forte e sperimentata capacità di autoregolamentarsi. L’ho già ripetuto più volte: fino a quando rispettiamo le regole che ci siamo dati non dobbiamo temere niente”.

    Se lo dice Lui, tutto a posto.

    http://www.oksiena.it/news/cazzotti-in-piazza-valentini-palio-ha-sua-giurisdizione-ma-non-%C3%88-esclusiva-240516224333.html

  8. Cecilia
    25 maggio 2016 alle 12:58 pm

    il sindaco Valentini ha perfettamente ragione: fino a quando rispettiamo le regole che ci siamo dati non dobbiamo temere niente. Il problema è che molti tali regole non le conoscono o fanno finta di non conoscerle e altri tacciono. Il problema è grande e va risolto anche nelle sedi di Contrada, Dirigenze inflessibili, tolleranza zero, allontanamento dei facinorosi …

  9. Mah!
    25 maggio 2016 alle 4:03 pm

    Già perchè a Siena, anzi in quella che voi ancora credete la Repubblica di Siena vi fate le leggi ed i regolamenti come vi pare, salvo poi non rispettare manco quelli. Il problema, per voi, è che comunque siete in Italia e che vi piaccia o no, dovete rispettare le leggi italiane. Il tempo del “noi a Siena si fa come ci pare” è finito. D’altronde abbiamo visto i bei risultati di questa teoria: Banca, Ospedale, Università, Cultura, tutto finito. Bravi continuate così con il vostro paraocchi e continuate a difendere certi Signori, mi raccomando. Ma quando si sarà rotto anche l’ultimo giochino che vi è rimasto….

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