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La Rubrica di Jonathan Livingstone con Video – Una diversa visione dell’attuale vicenda BMPS. Cui prodest?

7 luglio 2016

Una diversa visione dell’attuale vicenda BMPS.

Cui prodest? Poniamoci questa domanda nel leggere le diverse notizie su Bmps.

La banca senese è la più debole, sotto certi aspetti, del sistema bancario italiano in fatto di crediti deteriorati; la stampa specializzata e non, report di società di analisi confermano questa situazione.

Situazione peraltro non nuova essendo conosciuta da mesi se non da anni. Eppure periodicamente la banca è oggetto di attacchi speculativi e si accendono fari più o meno accecanti sul suo destino.

In merito all’ultimo episodio: la pubblicazione dellea lettera indirizzata dalla Bce a Banca Mps da parte di un quotidiano di Roma non pare ad orologeria? Va tutto bene e la Consob cosa ne dice vista la turbolenza sui mercati?

Perchè proprio ora è stata pubblicata e da chi l’ha avuta il quotidiano? La lettera sarebbe arrivata a Bmps il 23 giugno scorso alla vigilia del referendum nel Regno Unito e il giornale ne dà notizia il 4 luglio, vale a dire 11 giorni dopo.

Durante questo lasso di tempo che cosa è accaduto? Come si sono mossi i diversi attori?

Sempre il 4 luglio Bmps ha diffuso un comunicato che confermava la ricezione della missiva della Bce che, fra l’altro, pone degli obiettivi di riduzione dei crediti deteriorati riepilogati in questa tabella (importi in € miliardi)

variabili 2015 2016 2017 2018

crediti det. lordi 46,9 max 43,4 max 38,9 max 32,6

crediti det. netti 24,2 max 21,8 max 18,4 max 14,6

Nello stesso comunicato la banca afferma che tali target sono in linea con gli obiettivi di un programma di specifiche azioni recentemente approvati dagli organi della banca e sottoposti alla valutazione della Bce.

Sul sito della banca non si trova traccia di questo nuovo programma, mentre si riscontra, fra l’altro, il comunicato stampa del 23 giugno scorso con il quale si comunica che è stato ceduto un portafoglio di npl (non performing loans) per circa 290 milioni di euro, “operazione in linea con il Piano Industriale 2015-2018 di cessione per complessivi 5,5 miliardi di euro di crediti in sofferenza di cui 2 nel 2015 e 1 da effettuarsi nel 2016”.

In sostanza, pertanto, la Bce ha richiesto a Bmps di ridurre il portafoglio di npl per un importo di circa il doppio di quello ipotizzato nel PI 2015-2018 segnalato anch’esso alla BCE.

In data 11 maggio 2015 ci fu in effetti un aggiornamento del PI 2015-2018 che fu presentato agli analisti; a pagina 30 di tale presentazione è esposto quanto riportato dalla Banca nel suo comunicato del 4 luglio scorso.

In data 18 gennaio 2016,poi, Bmps su richiesta della Consob comunicava che BCE aveva avviato una seconda attività di assessment sempre sui npl; di tale ulteriore analisi non si trova traccia fra i successivi comunicati della Banca fino al già citato comunicato del 4 luglio; c’è un nesso fra i due eventi? Non è dato sapere.

Se sul fronte interno Bmps l’unica novità conosciuta, rispetto al maggio 2015, periodo dell’aggiornamento del PI 2015-2018, è il cambio del CFO (chief financial officer), nel contesto esterno i cambiamenti sono stati più rilevanti, in primis il referendum nel Regno Unito e le conseguenti fibrillazioni dell’UE e dei “leaders” dei maggiori paesi europei con il nostro primo ministro che torna a fare la voce grossa a Bruxelles e guarda caso rispunta il problema Bmps.

Che la banca senese sia solamente una involontaria pedina di un gioco molto più grande? La banca come già scritto è l’anello debole della catena e coinvolgendola è gioco facile mettere nell’angolo chi alza la voce.

Qui mi fermo chi ha voglia può riflettere sulle strane coincidenze che si sono incontrate e si incontrano in questa vicenda.

La conclusione, purtroppo amara, di tutto ciò è che Siena può solo stare a guardare, al di là delle solite parole in libertà che si stanno ascoltando e leggendo in questi giorni.

the best is yet to come
jl

Un video interessante (clicca e guarda)

 

 

 

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