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Editoriale de Il Santo – Don Brunetto si toglie qualche sassolino e delle famiglie in disagio SE NE FREGA!!!

15 novembre 2016

Ormai è storia, Don Brunetto è innocente dalle accuse che lo riguardavano per i famosi fatti di Monteriggioni. C’è però una responsabilità che comunque ogni amministratore ha: quella politica, che Lui non riesce a fare propria. Nella sua pagina FACEBOOK si toglie un po’ di sassolini e questo è lecito. Quello che continuo ad osservare e  non comprendere è l’assoluto silenzio per quelle famiglie che a UOPINI hanno acquistato la casa e ad oggi l’hanno sotto sequestro. Famiglie che hanno investito i soldi di una vita per avere quattro mura, ora  Lui da ex Sindaco di quel territorio pensa solo a togliersi i sassolini ma non pensa alle famiglie che non sanno quale sarà il proprio futuro. Anche tutti quelli che gli mettono mi piace e commentano  i post mai fanno cenno ai disagi di queste famiglie. C’è da divertirsi a leggere i commenti di certi personaggi che hanno sempre galleggiato dentro o ai margini del groviglio armonioso. Per finire, credo che il buon DON BRUNETTO non avrà problemi a ricandidarsi, credo che Siena se lo cuccherà ben oltre il 2018, d’altra parte uno bello e onesto come Lui dove lo ritroviamo? Pora Siena

Sotto i sassolini di DON BRUNETTO direttamente dal suo profilo FACEBOOK

Ecce Bruno

Ecce Bruno

Da domani, inzia una nuova fase dell’attività amministrativa del Comune di Siena. Sgombrato il terreno dal tentativo di “golpe”, mancano circa 18 mesi per finire al meglio un mandato che aveva come compito salvare i servizi ai cittadini senza più i soldi della Fondazione e senza aumentare le tasse, gestire il passaggio da una città “assistita” ad una città “competitiva”, liberare Siena dal condizionamento del potere e del denaro che girava intorno al Monte dei Paschi. Saranno gli elettori a giudicare come abbiamo governato, ma il principio fondamentale che un sindaco direttamente eletto deve disporre di 5 anni per provarci è stato rispettato. E questo grazie ai consiglieri di maggioranza (che ringrazio uno ad uno) che non hanno barcollato nel momento più difficile, quando il sospetto e l’accusa che io fossi un disonesto e loro i miei complici ebbero il massimo clamore, rilanciati da tutti i media locali e nazionali (ovviamente con enorme maggior risalto rispetto alle successive assoluzioni). Per capire il clima cito letteralmente l’intervento di un consigliere del Mov. 5 Stelle durante il dibattito sulla sfiducia: “Io vorrei chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché Segretario del Partito Democratico, se una mattina si sente bussare altra porta e il vicino gli dice “stamani la porto io la bambina a scuola, vuoi?”, e il vicino non è indagato per pedofilia, ma è solamente sospettato, vox populi, di avere certe tendenze, e io mi domando a quel punto cosa farebbe il Renzi. Gliela dà la bambina? Perché “siccome non sei indagato, e siccome non sei neanche condannato, accompagnala a scuola”. Vorrei chiederlo a tutti quanti. Ossia: in questa situazione va stabilito – e per questo io mi considero un garantista – se deve essere garantita la dignità dell’indagato, che ancora non è condannato, o deve essere garantita la bambina, o se deve essere garantito il Sindaco di Siena indagato, o deve essere garantita la città che questo Sindaco deve amministrare”. Certo da sindaco ho dovuto subire di tutto: minacce di morte (“c’è una freccia per te!” mi scrisse uno a cui avevo negato una licenza edilizia), aggressioni fisiche, due processi (vinti, con spese a carico del ricorrente) per illegittimità di elezione, accuse di aver sgommato sul tufo di piazza del Campo e di parcheggiare per il corso con la connivenza dei vigili urbani, ecc. Ma oggi è un altro giorno e rinnovo la mia disponibilità a dialogare con le forze politiche e sociali della nostra città per riannodare il filo del rispetto reciproco e delle politiche di rilancio economico e culturale. Fra le cose che mi hanno fatto più male, però, è stato aver sentito con le mie orecchie l’avvocato che rappresentava il Comune di Monteriggioni, costituitosi parte civile nel processo contro di me, per sostenere la richiesta di pena del P.M. ed un risarcimento per danno d’immagine. Il “giusto” premio dopo quello che ho fatto per quella comunità, dove l’occupazione è salita del 20%, i debiti azzerati ed il bilancio riconosciuto virtuoso, le case popolari decuplicate, il boom del turismo, le innumerevoli opere pubbliche fra cui le nuove scuole, ecc. Non era un atto dovuto ma discrezionale, e fa parte di quel disegno politico che ha fatto “risvegliare” le accuse contro di me solo dopo che ero diventato sindaco di Siena e soprattutto dopo che ho detto di no alla riesumazione di quel perverso “sistema Siena” (compresi un pò di permessi a costruire e sanatorie rifiutate ) da cui invece non tutti sanno prendere le distanze e che anch’io ho imparato a comprendere dopo essermi scottato.

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