Annunci
Home > libero contributo, rassegna video > La Rubrica del Professore – Siamo solo per una BUONA RIFORMA

La Rubrica del Professore – Siamo solo per una BUONA RIFORMA

14 novembre 2016
Devo un ringraziamento ai 5 stelle per la registrazione della lezione del prof. Paolo Caretti dell’Università di Firenze e a sienatv che ha intervistato per l’occasione, oltreché agli amici promotori per avermi fatto dirigere l’incontro.
Paolo, un collega e amico da tanti anni, è stato all’altezza delle previsioni, dopo l’introduzione appassionata di Laura Sabatini, che credo sia stata decisiva per organizzare l’incontro “di cittadini impegnati in politica” anziché di consiglieri comunali…
La lezione Caretti è stata importante perché priva di polemiche e mirante al sodo, cioè al merito delle contraddizioni della riforma, che ha ammesso astrattamente mirante a buoni fini, ma realizzata in modo del tutto insufficiente, con una riscrittura sostanziale della Costituzione anche nella parte prima, perché riportare moltissimo allo Stato centrale è contrario a tutto il sistema costituzionale, basato sullo sviluppo e NON la contrazione delle autonomie.
Le Regioni dovevano essere se mai riformate, soprattutto quelle a statuto speciale che invece ora sono imbalsamate nel loro privilegio e neppure il governo centrale può scalfirle.
Ora ci sono più di prima cittadini di serie A e di serie B, come noi poveretti di una Regione ‘normale’ che siamo impotenti di fronte al governo centrale che pare acquisire molti poteri peraltro alla burocrazia romana, quella che fin qui ha ostacolo le riforme – dice Renzi.
Come può pensare che faciliterà questo aumento enorme di lavoro se e quando saranno fatte le leggi nuove richieste dalla riforma?
E nel frattempo? Le leggi regionali divengono intoccabili! Non è assurdo? Com’è assurdo che non sia chiaro come il Senato (che non si sa come sarà eletto!) parteciperà alle regole europee oppure darà valutazione delle politiche pubbliche ma senza esprimere fiducia. E se si troverà in disaccordo con il governo? Si blocca tutto.
Non se ne esce: il Sì è solo voto politico e fideistico: si spera con un salto nel buio. Il NO è buon senso: evitare avventure. E’ ovvio che il fronte del NO non ha idee comuni, ma perché dovrebbe averle oltre ai giudizi negativi (anche diversi ovviamente) sulla riforma? Non deve mica fare un governo domani? Il Sì ha fatto una proposta e liberamente la si è giudicata: a molti, compreso Cacciari, sembra una ‘schifezza’, perché dovremmo essere uomini e donne contro? Siamo solo per una BUONA RIFORMA, TUTTO QUI.
Qui di parla di Costituzione, che con il governo non dovrebbe avere a che fare. E’ Renzi che con una leggerezza irresponsabile ha coinvolto il governo e il Paese in questa riformicchia, che doveva essere invece ben diversa e a larga maggioranza.
Così nasce morta, anche se avrà la maggioranza dei Sì. Non ci sarà neppure il tempo di fare le leggi applicative per la confusione amministrativa che ne nascerà.
Un  Paese in queste condizioni poteva permettersi di sprecare risorse e bloccarsi per mesi su una riforma così insufficiente e pericolosa?

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: