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Editoriale de Il Santo – Cari lettori, Il Santo riprenderà le pubblicazioni ad Agosto, vi lascio con questo articolo paliesco…

3 luglio 2017

Mi sono veramente stancato di tutto e di tutti, ho bisogno di vacanze, di quelle vere, senza stress e senza pensare a voi che vi scannate sui social, scrivete fiumi di parole perché non vi torna qualcosa e poi vi fate scivolare tutto addosso come niente fosse.

Amare Siena, vuol dire anche rischiare il proprio futuro, mettere in gioco quello che ti sei conquistato con il lavoro o quello che ti hanno dato perché hai leccato il sederino a qualcuno di importante. Se uno vuole cambiare, se uno vuole proteggere quello che c’è rimasto a Siena DEVE avere coraggio.

Non parlo mai volentieri di Palio, perché ne ho troppo rispetto. Certo è che altri non hanno rispetto per il Palio, in primo luogo chiamandolo FESTA.

Ma come si fa a spiegare tutto questo ad un Sindaco, che non ha mai saputo quello che è la contrada e che le cose le sa per sentito dire?

Segnatevi questa 2 Luglio 2017, vince la GIRAFFA (ONORE A LORO), da ieri tutto è cambiato e noi tutti siamo i responsabili.

Partendo dalle Contrade:

Sono responsabili i Priori, che negli anni si sono sempre allineati al volere politico della Città, non ne possono fare a meno, ormai politica e contrada vanno a braccetto.

Sono responsabili i capitani, che ormai sono diventati i referenti esclusivamente dei fantini, prova ne è il livellamento in basso dei cavalli, oppure la scelta di un capitano perché ha ottimi rapporti con il big della Piazza, ma non sa niente di Contrada! Il pendere continuamente dalle labbra dei mercenari che assoldano con i soldi dei contradaioli, particolare non di poco conto.

Sono responsabili i contradaioli, che avallano tutto o quasi tutto di quello che gli viene proposto nelle assemblee, i contradaioli  hanno perso in quel luogo il loro spirito critico, che ritrovano subito dopo per le vie o sui social, oppure fanno i cazzotti in Piazza e corrono a farsi repertare per poi piangere se ci sono gli avvisi di garanzia.

In definitiva le contrade con tutte queste componenti hanno perso il loro ruolo e sono diventate pian piano solo delle comparse…

Per quanto riguarda l’amministrazione:

che dire è nettamente inadeguata a sostenere il peso di questa città figuriamoci per quanto riguarda il Palio…

Un Sindaco, che non riesce a far capire a Prefetto e Questore quali sono le esigenze di questa particolare città italiana è un Sindaco che non fa del bene a Siena. Certo non si può pretendere niente da uno che non sa, ma crede di sapere. Almeno gli altri sindaci venuti dal “contado” hanno avuto l’umiltà di farsi insegnare. Non starò a ripetere la storia delle capsule etc. Ma possibile che nessuno dei sopracitati Priori gli abbia mai detto: “Bruno la smetti di dire cazzate sul Palio?”

Vorrei darvi un’ultima notizia che forse metterà a tacere molte polemiche sul Palio passato, la Tartuca (Capitano, Mangini etc.) era d’accordo per non far correre il Palio al proprio barbero. La decisione è stata presa in accordo con il Comune. Diversa è invece la scelta di correre il Palio in scarse condizioni di luce, cosa che poteva nuocere a fantini e cavalli.

In ultima analisi, il comunicato prodotto dall’ufficio stampa del Comune non fa un cenno al popolo della Tartuca. Lo faccio io:

“Cari contradaioli, purtroppo lo sapete così è il palio, che come la vita riserva delle brutte sorprese, si cade per rialzarsi. Indirizzate e convogliate la vostra rabbia insieme alle altre consorelle (che ora magari gioiscono perché non avete potuto correre il Palio, perché il BRUSCHELLI è antipatico e gli sta bene! Ma un domani potrebbe accadere a loro) per cambiare quello che ci stanno proponendo in tutti questi anni. Siete parte di un popolo fiero, che ha saputo costruire una città bellissima, non lasciate che tutto vi scorra addosso, è difficile mettere insieme 17 popoli ma se non si farà il Palio diventerà una delle tante feste che ci sono in Italia, mentre il Palio Noè una festa ma  è passione, è sangue è carne”. PORA SIENA…

 

 

 

 

 

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  1. Mario Ascheri
    3 luglio 2017 alle 5:44 pm

    forse son proprio queste le cose che non vogliono leggere e far leggere…e sei addirittura sul web, vergognati, irrispettoso… ma di che?

  2. A. Giovannoni
    3 luglio 2017 alle 7:51 pm

    Volevo commentare da contradaiolo che non ha corso perché non mi toccava. Ma è meglio che non lo faccia. Sono solo mortificato per la Consorella, o meglio, per i contradaioli che non hanno potuto godere dell’emozione paliesca che gli era dovuta senza se e senza ma! È vero, questa sorte, l’evento che si è verificato, domani potrà toccare a qualsiasi delle 17 consorelle. Vediamo come ci si resterà! Il PRECEDENTE È SERVITO in guanti bianchi!

  3. marco falorni
    4 luglio 2017 alle 9:32 am

    Caro Santo, goditi le ferie, ma torna presto e più forte e tosto che pria.

  4. paolo piochi
    6 luglio 2017 alle 11:45 am

    Per chi vuole bene a Siena ed alle sue plurisecolari tradizioni, non può che non condividere l’amarezza che si rileva in questo scritto del Santo. Purtroppo viviamo in una società in cui chi solleva qualche aspetto che dovrebbe essere riveduto, viene considerato un untore, un critico di professione, un sobillatore ed un disturbatore dell’apparato. Quello che fa maggiormente SCHIFO è che nessuno di quanti fanno parte della “ragia” (pur condividendo in separata sede certe prese di posizione) si guarda poi bene di sostenere tali temi nelle opportune sedi, perché troppo timoroso di rischiare di perdere la poltrona e la considerazione, dando così ragionevolezza al detto che “il potere logora chi non ce l’ha”. Per quanto riguarda, in particolare, il mondo delle contrade, credo che sia più che sufficiente ricordare quanto da me più volte sollevato e documentato in merito ad una discutibile esposizione delle bandiere nella colonna di Piazza Tolomei e del Ponte di Romana, rispettivamente da parte della Contrada Priora della Civetta e della Nobile Contrada del Nicchio. Addirittura nella colonna di Piazza Tolomei vengono esposti contemporaneamente il gonfalone del Terzo di Camollia e la bandiera della Contrada Priora della Civetta che appartiene al Terzo di San Martino. Per non parlare, poi, di alcuni aspetti legati al Rituale Contradaiolo (sottoscritto da tutte la Contrade) e ben sottolineati sia al Comune, al Magistrato delle Contrade, al Consorzio Tutela del Palio ed al Comitato Amici del Palio senza che nessuno di tali consessi abbia fornito in proposito una precisa risposta su come procedere per la sistemazione di sistematiche e macroscopiche “disattenzioni”. Credo che a tendere, tale modo di comportarsi provochi solo ed esclusivamente dei danni irreparabili alla nostra Festa che, oggi più che mai, avrebbe invece bisogno – senza portare rispetto a nessuno – di una costante uniformità comportamentale e della massima e scrupolosa attenzione da parte di tutte le Istituzioni cittadine. Intanto, al Santo auguro un piacevole (meglio non usare il termine “sereno”) periodo di ferie.

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