Annunci
Home > libero contributo > Libero Contributo – Commento di un contradaiolo nato e cresciuto nella sua Contrada…

Libero Contributo – Commento di un contradaiolo nato e cresciuto nella sua Contrada…

24 agosto 2017

Rubo questo commento dal Blog de L’ERETICO, mi perdonerà.

Con le Guide mi sono spiegato tramite la Presidente Federica Olla, per me la polemica finisce qui.

Dispiace però aver letto delle cose sulla mia persona e sul lavoro che svolgo, molto pesanti.

Chissà se oltre a scrivere in chat qualcuno avrà il coraggio di venirmi a dire le cose in faccia! Ne dubito perché siena è piena di “pettoni da tastiera”… Buona lettura…

Buongiorno. In riferimento alla questione del pestaggio dei turisti. Non conosco come sia avvenuta la vicenda, se non sommariamente attraverso il passa parola, ma sono rimasto stupito da come l’attenzione si sia spostata immediatamente ed esclusivamente sul problema di chi sia la responsabilità del comportamento dei turisti. Cioè si da per scontato che tutta la colpa dell’”incidente” vada attribuita ai turisti che non conoscono le “sacre” regole del Palio. Io credo che, qualsiasi sia stato l’atteggiamento di tali turisti (e non credo che due sessantenni si mettano a tirare cazzotti per primi a caso), sia inconcepibile che si “pesti” (a meno di smentite da parte di chi era presente, questo è stato raccontato dalla guida) qualcuno perché non si sposta; tutto al più lo spingi al lato. Voglio dire che mi sembra un episodio molto grave della deriva isterica che stanno avendo le Contrade. Nei giorni di Palio (soprattutto ma non solo) sembra che sia consentito tutto ai contradaioli, anche di violare le leggi della civile convivenza, in nome della “senesità”, concetto con cui tutti si riempiono la bocca, ma che poi, alla luce dei recenti episodi “più seri”, sembra che non sia inteso da tutti in maniera esente da ipocrisie e contraddizioni. Nel corso degli ultimi anni sto assistendo ad un incremento di episodi che vanno in questa direzione e basta frequentare la contrada con un sguardo non dico critico, ma almeno non da lobotomizzato per confermarlo.
L’azienda “contrada” si è talmente specializzata e presa sul serio che si attribuisce anche al più umile incarico (sottoviceguardiafantino, o allargafolla) una responsabilità di vita o di morte, senza spiegare all’incaricato che i valori della comunità “contrada” sono si molto importanti e, effettivamente difficili da reperire oggi, ma che lo sono altrettanto quelli dell’educazione, del rispetto e della convivenza anche nei confronti di chi non fa parte della tua comunità. E che è assurdo riempirsi la bocca su quanto siamo solidali con chi ha bisogno e poi si piglia a cazzotti la gente e si da per scontato che debba essere così.

Dal web

A tal proposito, infatti, non mi pare di aver sentito nessuna presa di posizione dei dirigenti della contrada in cui è avvenuto l’episodio e da parte di nessun altro “senese”, a differenza di quello che è avvenuto per il caso delle magliette, la cui gravità è apparsa di una valenza internazionale, tanta l’eco avuta. Ciò di cui si discute è: guide non di Siena si/guide non di Siena no.
Mi chiedo perché sei “senese” se picchi delle persone che non lasciano libero il passo (con tutto il resto della tua contrada dietro tra l’altro), o se ti senti in dovere di fare un’ulteriore offesa su internet in aggiunta alle mille già ricevute da persone che hanno fatto del pessimo sarcasmo (magliette), e invece non lo sei se partecipi ad uno straccio di manifestazione per gridare il tuo sdegno verso chi ha distrutto la tua città, o se rifiuti un posto di lavoro perché frutto di una raccomandazione, o se sei un giornalista e scrivi le notizie che ti vorrebbero far tenere nascoste, o se vuoi fare l’imprenditore e denunci che ti mettono il bastone tra le ruote perché qualcun altro non ti vuole far entrare nel business, ecc…
P.S.:…a scanso di equivoci sono un contradaiolo nato e cresciuto nel territorio della sua contrada e che frequenta da sempre

 

Annunci
Categorie:libero contributo
  1. Gianni Colombini
    24 agosto 2017 alle 10:38 am

    …il nome e il cognome avrebbero reso perfetto quanto scritto… Sottoviceguardiafantino e allargafolla mi mancavano però!!

    • 24 agosto 2017 alle 10:40 am

      Capisco che il Contradaiolo voglia rimanere anonimo…

  2. Francesco
    24 agosto 2017 alle 12:07 pm

    Di imbecilli ce ne sono sempre tanti, in contrada e fuori. Ma se si vuole cercare di arginare un fenomeno eccessivo, che si tratti di poco rispetto di chi visita o di poco cervello di chi ospita, bisogna fare un ragionamento libero da ottusità. Se si crea un contesto troppo da “vendere”, il turista sarà spinto a pensare che siccome “compra” rappresenti il famoso cliente che ha sempre ragione. Se noi non riusciamo a indurre nella gente un ragionamento volto a capire cosa si sta guardando non riusciremo ad ottenere il rispetto dovuto. E da questo punto di vista lo sbilanciamento dell’interesse delle contrade negli ultimi lustri verso l’evento corsa non aiuta di certo. Da parte delle contrade non si dovrebbero accettare quindi gestioni troppo volte alla pecunia e per questo bisognerebbe evitare di avere bisogno di dover far fronte ad eccessi nei costi, bisognerebbe che agli ospiti fossero impartite magari le giuste nozioni e poi bisognerebbe che i pettoni da palio evitassero di mettersi in mostra aggratisse che tanto finiti i 4 giorni tornano ad essere quello che sono sempre.
    Già qui mi verrebbe da chiudere il discorso perchè ho enunciato cose che non accadranno a meno di una rivoluzione socioculturale epocale.
    La realtà è che l’impostazione odierna della società ci porta a “consumare” gli eventi senza gustarceli, come vediamo da tutti quei minus abens che fanno km e spendono soldi per vedere un evento Palio che forse nemmeno rivedranno più, dallo schermo di un telefonino od un tablet. Che non si godono i rumori e gli odori ed i sapori della città. Quindi arrivano, ingurgitano, e come fa il buon turismo di massa dopo un pasto eccessivo, lasciano in giro i rifiuti di una digestione nemmeno iniziata. Ma se vogliamo palesare fino in fondo la nostra paventata diversità dobbiamo esprimerla per primi noi, evitando di mercificare ogni cosa e tenendoci cari i gioielli di famiglia. Non nascondendone la bellezza ma facendo bene intendere che non ci sono soldi che li possano comprare.
    E qui chiudo perchè con la seconda chimera ho sforato i vaneggiamenti della giornata.
    Saluti

  3. 24 agosto 2017 alle 3:11 pm

    In realtà c’è stato chi ha fatto osservare la medesima deriva citata dall’anonimo contradaiolo. E’ stato il sottoscritto, attraverso un POST su FB (https://www.facebook.com/mpinassi/posts/10155520167264831), che subito è stato coperto da una discreta percentuale di insulti, arrivando persino a dirmi che devo tacere “perché abiti a San Rocco a Pilli”. Mi è dispiaciuto molto leggere certe cose, perché non avrei mai immaginato che si potesse giustificare la violenza, sia fisica che verbale. Purtroppo, a quanto pare, per alcuni è così.
    Mi auguro solo che siano una sparuta, quanto chiassosa, minoranza della popolazione senese.

    • 24 agosto 2017 alle 3:14 pm

      Grazie della segnalazione, devo ammettere che l’avevo letta e non mi sono ricordato!!! La vecchiaia incalza…

  4. giovanna angeli
    25 agosto 2017 alle 7:16 pm

    Verso fine settembre il Comune di Siena ha organizzato un incontro con le città patrimonio del mondo dell’UNESCO per discutere sul tema del turismo: uno dei tantissimi convegni che fino ad ora non mi sembra abbiano portato grandi novità. Ne cito uno, a caso, che fu particolarmente interessante: “Il turismo nelle città d’arte:risorsa o calamità? Una strategia di sviluppo turistico sostenibile”. Firenze, anno 2000, Università,C.I.UNESCO,Comune di Firenze.
    Ne ricordo un altro nel 2002 promosso dalla stessa UNESCO, nella Sala degli Specchi, che vide la presenza di altissime personalità di livello internazionale.
    Se si pensa che tutto sia condizionato al tornaconto economico, più gente viene, meglio è; le persone portano soldi e allora si dovrebbero sopportare anche certe battute o atteggiamenti infelici da parte di persone inesperte. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. E, in ogni caso, la violenza è sempre da condannare. Ma credo che spetterebbe alla contrada gestire al meglio la splendida manifestazione. Spero che in occasione dell’incontro citato vengano coinvolte quante più associazioni possibili, e che nel frattempo, manca poco, si studi qualcosa di concreto.
    Gli argomenti da trattare sarebbero davvero tanti e importanti.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: