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La Rubrica del Professore – IRREGOLARITA’ ACCERTATE all’EDIFICIO LINEARE DELLA STAZIONE

11 aprile 2018
 Questa è una storia che conosco bene, ho fatto io in Circoscrizione l’accesso agli atti. Atti incredibili, per esempio manca la relazione tecnica OBBLIGATORIA per l’abbattimento delle barriere architettoniche. I detrattori del Piccini dovrebbero conoscere questa storia, perché il progetto da Lui voluto fu stravolto dall’amministrazione CENNI e dalla Giunta in cui c’era anche il MARZUCCHI ora oppositore del Sistema! Furono fatti ben tre varianti per pore per esempio fare un piano in più, nel progetto originale c’era un’area verde! La piazza nel progetto originale non aveva le orribili vasche che ci sono ora, le quali furono portate in votazione anche in Circoscrizione. Piccini ha tante colpe, ma quella di come è ridotta la zona della stazione no, compreso il Ponte di Malizia (altra storia)…
Una ‘storia italiana’ che espongo senza commenti.
Il 1 novembre 2007 Pierluigi Piccini, Marco Falorni ed io, in veste di consiglieri comunali e pertanto pubblici ufficiali con l’obbligo di segnalare fatti penalmente rilevanti, presentavamo un voluminoso dossier-esposto alla Procura di Siena tramite il Comando dei Carabinieri segnalando, con documenti allegati, delle irregolarità nel completamento dei lavori al grande edificio antistante la stazione ferroviaria denominato ‘edificio lineare’ per oltre 4mila metri quadrati.
In data 31.1.2018 il sostituto procuratore della Repubblica dott. Antonino Nastasi ha chiesto al GIP l’archiviazione perché “trattandosi di fatti estremamente risalenti nel tempo deve ritenersi che i reati siano estinti”.
Il riconoscimento dei fatti rilevanti è esplicito, e infatti che ci fossero fatti penalmente rilevanti l’avevano confermato a suo tempo i due ingegneri nominati d’ufficio come periti, che riconoscevano “pressoché” corretto l’esposto e concludevano la perizia segnalando come, a fronte delle su criticate iniziative della Società costruttrice, il Comune avesse solo “subito”, senza essere stato capace di “riequilibrare” quanto eseguito irregolarmente.
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Categorie:libero contributo
  1. marco falorni
    11 aprile 2018 alle 11:29 am

    Vicenda vissuta in prima persona.

  2. Investor
    11 aprile 2018 alle 3:22 pm

    Ma va!! Esimio Prof, ero rimasto a quando avevano dimenticato nel cassetto le censure della Corte dei conti sulla trasformazione delle perdite in avanzi nel bilancio del Comune..trappolone poi scoperto dalle liste civiche..sempre che non si tratti di casi di omomimia..

  3. 11 aprile 2018 alle 4:55 pm

    perchè le case costruite sulla strada poco più su non risalgono alla stessa amministrazione ?avevano sbagliato i calcoli ?e così è nata via caduti di Vicobello
    strada strettissima dove spesso non ci si scambia e con gli stop al contrario nell’accesso al viale Sardegna!…..un vero capolavoro di urbanistica

    • 11 aprile 2018 alle 5:22 pm

      Lunga storia anche questa.

  4. Mario Ascheri
    11 aprile 2018 alle 6:11 pm

    bisognerebbe fare un clubbino per scrivere la storia di Siena negli ultimi 30 anni: Valentini aveva promesso per MPS ma si sa che promesse erano…stasera al tg di sienatv ne parla il Piccini; gli altri con me non si sono fatti vivi! Ma il Valentini dice che siamo liberi ormai…grazie a lui?

  5. Pippo Sanese
    11 aprile 2018 alle 10:03 pm

    Sono in piena sintonia con quanto afferma il prof.Ascheri. Totale responsabilità della magistratura.Tutto ciò però non vuol dire che possiamo avere fiducia nel Piccini , ha già dato ! Ed ha anche già (abbondantemente ) avuto .

  6. Mario Ascheri
    12 aprile 2018 alle 1:19 pm

    il mio è stato un intervento chiarificatore: se si vuole attaccare il Piccini credo di motivi ce ne siano, ma questo NO ! Cerchiamo di non essere prevenuti: fare chiarezza, non incrementare il casino…ce ne è già troppo!

  7. 14 aprile 2018 alle 12:35 pm

    Piccini, povera creatura innocente! Se non avesse manomesso lui per primo quello che era considerato uno dei piazzali FFSS più belli d’Italia, il Cenni non ci avrebbe neanche pensato (il “pensare” per molti è impresa faticosa). Come se non bastasse, sul costone sovrastante fu abbattuta una foresta, un poco alla volta e avendo cura di lasciare in piedi la prima fila di piante in maniera che dalla sottostante strada non si vedesse lo scempio. Poi dopo, un po’ di tempo, fu abbattuta anche quella. Che dire? I fascisti si erano comportati meglio, anzi parecchio meglio.

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