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Editoriale de Il Santo con rassegna stampa – La città spaccata verso le elezioni… Nuovo video delle Iene e la teoria di Raffaele Ascheri sul caso Rossi…

5 aprile 2018

Ho perso il conto di quanti candidati a Sindaco ci sono. Siamo una città divisa in fazioni, spezzettata, che non sa fare fronte comune di fronte alle necessità. Una città che politicamente è divisa come lo sono le contrade, ognuno tira l’acqua al proprio mulino.

E’ ridicolo questo proliferare di Liste (so che le difficoltà sono molte nella raccolta delle firme).

Quattro liste per quello, cinque per quell’altro, per accontentare tutti, per garantirsi fedeltà! A nulla serve lo sforzo per esempio di Mario Ascheri, che sta inutilmente da tempo cercando unità, il buon professore non ha capito che, l’unità di intenti da Lui cercata nelle forze di opposizione non interessa a nessuno se non a Lui. E’ tempo perso, si va in ordine sparso e chi se ne frega della città, coltivo il mio orticello e chi si è visto si è visto.

Come sta diventando inutile il lavoro del blog, almeno del mio, inutile dare informazioni, mettere di fronte ai fatti le persone e poi la città rimane immobile impassibile di fronte al disastro.

Ho avuto modo di parlare con alcuni candidati della Lista Siena Civitas e altri di Nero su Bianco a sostegno dello Sportelli. Tutte brave persone, per carità! Ma di storia senese degli ultimi 20 anni non sanno niente. Non conoscono il main sponsor di Sportelli che è il Monaci, non conoscono il ruolo avuto da Marzucchi, Cortonesi o dal Piccini (Alessandro). Si fanno le foto a San Miniato nella piazza con l’edificio incompiuto  simbolo del disastro delle amministrazioni PD e non sanno che un ex assessore ai lavori pubblici di ferma convinzione PD era in quella foto con loro sorridente di fronte all’edificio in cui ha messo la firma!!! Ma dove vogliamo andare? Quindi credo che la mia decisione di arrivare a Luglio e salutare i lettori sia più che motivata, Siena ed i senesi devono bollire nel loro brodo… PORA SIENA…

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Sotto il nuovo servizio delle Iene sul caso Rossi e le teorie di Raffaele Ascheri

 

clicca qui per vedere il video delle IENE (QUI)

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  1. 5 aprile 2018 alle 11:54 am

    RICEVUTO DA ANTONELLA TOGNAZZI
    Vorrei rispondere a proposito del servizio su mio marito che ho visto aprendo il post. Vedi Raffaele sono cambiate molte cose dall’inizio del nostro incubo e sono i fatti, che noi ritenevamo validi per ciò che ci hanno voluto far credere, a cominciare dal gesto volontario, che hanno perso di credibilità già da primi nostri riscontri. Quella che tu chiami nostra incoerenza in realtà è solo una continua presa d’atto delle tante incongruenze tra ciò che inizialmente veniva giustificato in un certo modo e che invece le nostre indagini, via via, confermano essere tutt’altro. Con molto rispetto, quello che mi meraviglia è che proprio tu, impegnato nello sviscerare le questioni cittadine, che passi per colui che vede oltre l’apparenza, continui a non voler vedere. Sembri sempre avere certezze sulle varie questioni ma credo che, in questo caso, proprio per il ruolo che hai, tu possa concedere a te stesso delle domande. Quelle stesse domande che io mi faccio da 5 lunghi anni e che ad oggi non hanno ancora ottenuto una sola risposta.

  2. raffaele ascheri
    6 aprile 2018 alle 10:58 am

    Rispondo volentieri ad Antonella Tognazzi, visto anche il tono pacato e civile del suo intervento di ieri; per me, Antonella, le INCOERENZE restano tali: se uno/a ha visto una cosa x, e poi la fa diventare y, è lui/lei a doversi giustificare.
    Per il resto – come scritto sul mio blog -, auspico ancora una volta un confronto pubblico, moderato da una figura in qualche modo di garanzia: questa potrebbe essere una cosa positiva, per tutta la collettività, e – forse – un accettabile esempio di confronto giornalistico…

    L’eretico

  3. Indignata
    6 aprile 2018 alle 6:36 pm

    Gentile Raffaele Ascheri, l’attività del Blogger che si impegni ad approfondire con costanza la verità, richiede sempre una certa dose di onestà intellettuale. Eppure ritengo che l’ostinazione da Lei mostrata contro l’evidenza dei fatti sia del tutto inutile e ipocrita: la verità non è molteplice ma è sempre una sola, purtroppo. Un uomo che si lancia di spalle, cadendo contro ogni principio della fisica giù dritto a candela, non è “un uomo che si lancia”: è stato lasciato cadere. Un uomo che presenta ferite sulla parte frontale del corpo, oltre che lividi e contusioni che non sono riconducibili alla caduta, è un uomo che è stato colpito con violenza prima di schiantarsi al suolo, e qualsiasi anatomopatologo onesto sarà in grado di ammetterlo. L’Anatomia Patologica è una scienza basata su fatti ed evidenze. Se per esempio si rinvengono in quantità rilevante corpi di asbesto nei polmoni di un deceduto, l’anatomopatologo dovrà assumersi la responsabilità di ammettere che l’uomo è deceduto per cause di lavoro, in quanto la morte per cause professionali viene considerata dalla Procura della Repubblica come omicidio colposo. La “libertà” (relativa)dell’anatomopatologo sta nell’evidenziare “quantità rilevanti” riferibili con certezza alla malattia professionale. Questo significa che se David Rossi presentava lividi e contusioni non ascrivibili alla caduta, l’anatomopatologo dovrà assumersi la responsabilità di ammettere chiaramente che la caduta è a tutti gli effetti dovuta a omicidio colposo, mentre la magistratura (non di Siena, visto i risultati) avrà la competenza di stabilire se l’omicidio sia stato aggravato da premeditazione in concomitanza dello scandalo Mps e del vuoto miliardario venutosi a creare a danno non solo dei senesi ma di tutti gli italiani. Finora le innumerevoli incongruenze delle inchieste concluse come “omicidio” conducono a una sola terrificante verità: si è trattato di omicidio, nel tentativo di impedire a David Rossi di recarsi dai magistrati, i quali altrimenti non avrebbero potuto sottrarsi al proprio ruolo. A meno che qualcuno non fosse intervenuto tempestivamente, come ormai tutti sappiamo…

  4. Indignata
    6 aprile 2018 alle 6:44 pm

    Errata corrige: concluse come “suicidio” conducono a una sola terrificante verità: si è trattato di omicidio…

  5. fin_man1@virgilio.it
    7 aprile 2018 alle 10:34 pm

    Non fa una piega.

    Senza memoria e senza conoscenza. Quando anche c’è e viene raccontata viene ignorata. Piccolo cabotaggio da parte di chi vuole essere non essendo ( per rispetto umano.. politicamente). Dovrà venire ancora peggio prima che la Città recuperi la dignità di agire per interesse pubblico da parte di chi lo proclama. Gian Gastone.

    > WordPress.com

  6. raffaele ascheri
    8 aprile 2018 alle 9:59 am

    Cara indignata, occupo per l’ultima volta lo spazio del Santo (su questo argomento, si capisce): si legga bene le carte, ci troverà tutto; e visto che si richiama all’onestà intellettuale: lei come spiega – fra le altre cose – i tre (3!) bigliettini suicidiari scritti dal Rossi, ovvero i cerotti evidentemente messi dagli assassini sulle ferite del Rossi, ovvero l’assenza di Dna altrui (a parte quello della famiglia) sulle unghie del defunto, ovvero infine niente da dire sullo stato psicologico di uno che neanche capiva cosa gli dicesse il fratello al telefono, poche ore prima di morire?
    Attendo – con la dovuta calma – la sua risposta, e le auguro una buona domenica, l’eretico

  7. francesco
    9 aprile 2018 alle 9:12 am

    Questo dibattito è diventato stucchevole. Ognuno ha il suo punto di vista. Ce l’ha lecitamente la famiglia, ce l’hanno lecitamente i vari commentatori (quando in buona fede). Ma ciò che è diventato evidente oramai è di nuovo lo spostare il mirino dell’attenzione pubblica da elementi fattuali a gossip e curiosità morbose di chi partecipava ai festini. E così il popolo bue già comincia a far trapelare nomi. La gente si da le gomitatine di intesa come a dire “hai sentito chi c’era”? Però non c’era il povero Rossi. Bene. Parte della riabilitazione morale eseguita! Me ne felicito….ma a voi che vi cambia?
    Ma la faccenda del perchè e del chi? dove è finita? che dipenda dai festini, dai titoli tossici, dai crediti deteriorati, dai venusiani….chi in questo guazzabuglio ha messo le mani si sa! Sono loro (al plurale) i colpevoli di tutto. E sono sempre lì…Il Santo richiama nel suo articolo nomi e fatti. E non c’è da cercare niente. E’ tutto alla luce del sole. Ma la gente continua addirittura a candidarsi con questi soggetti. E a pensare di avere gioco facile. Molti li conosciamo; sono persone pulite che non hanno compromissioni, ma perchè allora cercano fortuna con soggetti compromessi? Io non credo più all’ignoranza sui fatti. Ma allora dovrei credere o all’idiozia o alla malafede. Boh…ha ragione comunque il Santo. E’ inutile continuare a cercare d’imporre la ragione. E’ come esportare la democrazia! E abbiamo visto bene quali risultati abbia dato….

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