La Rubrica di Jonathan Livingstone – L’arte del possibile

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Questo è l’ultimo articolo dell’amico LIVINGSTONE l’ultimo in ordine di tempo e l’ultimo di questo blog che a Luglio chiuderà i battenti. Voglio ringraziarlo per i sapienti articoli che ha scritto, ma soprattutto per essere un amico da cui ho imparato molto.

Grazie davvero a nome mio e dei lettori… Buona Vita… IL SANTO

Archiviato il primo turno elettorale per le elezioni amministrative il mondo politico senese è proiettato verso il ballottaggio del 24 giugno 2018.

La scelta sarà, come noto,  fra De Mossi e Valentini (in stretto ordine alfabetico) e gli altri candidati a far da spettatori o così apparirebbe.

In realtà ci sono movimenti più o meno sotterranei e palesi per apparentarsi con uno dei candidati.

Sulla carta le altre liste dovrebbero appoggiare De Mossi, proprio per la campagna elettorale fin qui condotta, ma si sa la politica è l’arte del possibile. Un esempio palese è stata la recente formazione del nuovo governo:  il sig. Di Maio prima chiede a viva voce la messa in stato di accusa del presidente della repubblica e poi va come un gattino a fargli le fusa per poter formare il governo.

Nulla di nuovo sotto il sole anche a Siena,  qui prima dicono  tutto il male possibile del sindaco uscente e poi fanno la fila, più o meno palesemente, per cercare un appoggio e poter entrare nei posti di comando (non facciamoci ingannare da chi si esprime in modo diverso, la loro carriera politica e non  va in altri versi, chi ha memoria si dovrebbe ricordare di eventi più o meno recenti dove chi oggi si dice integerrimo cambiò parere molto velocemente con conseguenti riconoscimenti).

Penso che tutti comunque stiano commettendo un errore piuttosto pacchiano: gli elettori non sono i parlamentari che possono essere in qualche  controllati, i cittadini votano come vogliono e non come qualche arrogante di turno vorrebbe, pertanto l’esito finale del 24 giugno non è per niente scontato.

Sarebbe forse l’ora di cambiare verso per poter mettere alla prova coloro che fino ad oggi sono stati opposizione i quali, tuttavia,  oltre a partecipare a vari consessi  professionali e non dovrebbero parlare con i cittadini elettori, le torri di avorio pare  siano crollate anche a livello nazionale, guai a mantenerle a livello locale; modo questo per andare incontro ad un sconfitta certa.

Le astensioni sono state circa il 40% dell’elettorato, questi concittadini non parteciperanno al ballottaggio? Certo che se non vengono attirati confermeranno la loro scelta, forse condivisa anche da altri elettori che potrebbero preferire altri lidi rispetto alle urne.

Come si dice nel mondo sportivo il destino dei due contendenti e nelle loro mani, la vittoria e la sconfitta dipenderanno esclusivamente da loro, da come riusciranno a convincere gli elettori e non certo per accordi più o meno sotterranei, la famosa disciplina di partito mi pare non esista più e fa sorridere la libertà di voto affermata da qualche formazione.

Chiudo,rivolgendomi ai concittadini, con una famosa frase di Gandhi: siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.

The best is yet to come.

jl

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11 Replies to “La Rubrica di Jonathan Livingstone – L’arte del possibile”

  1. Gentile signor Muzzi, circa la chiusura del suo blog, se non ho interpretato male, spero che ci ripensi : lei segnalando, quasi sempre con garbo, le cose – piccole e/o grandi che non vanno, fa azione utile alla comunità, amministratori pubblici compresi. A volte, secondo il mio parere, lei si esprime in modo eccessivamente pessimista, ma fa parte del gioco, credo, a meno che non influisca sul suo carattere. Dalle finestre aperte di casa mia entra dai fiori sugli alberi lungo la strada un’aria così profumata e densa da potersi tagliare col coltello: la vita è bella, sia più sereno.
    Non conosco i motivi che La spingono a chiudere questa pagina, molto ben fatta, grazie in ogni caso della compagnia.
    In merito alle prossime elezioni a sindaco, più che la persona conterà la squadra: considero in ogni modo positiva la grande partecipazione pubblica così vivace e composta.
    Spero che il dottor Valentini Le mandi un messaggio di ringraziamento per certi suggerimenti e, perché no, per le critiche: quando sono costruttive servono (sarebbe fantascienza!). Nella vita serve avere memoria corta e un po’ di senso dell’umorismo.
    Ascolti un vecchio grillo ancora parlante: continui il blog, quella che lei ha è una marcia in più rispetto alla media.
    Saluti

    1. Cara Giovanna, io sono estremamente sereno e consapevole di dove questa città sta andando. Appunto perché la vita è bella io ho deciso che mi dedicherò ad altro. Non posso più sopportare le facce di culo (scusi la parola) dei senesi che fanno la guerra al sistema e poi si vendono per un piatto di lenticchie. Gente che passa informazioni a questo blog e poi si candida a sostegno del Valentini, gente che si dichiara nemico del Sistema e poi chiede l’apparentamento. A me non mi paga nessun, sono solo e dietro di me ho solo la mia famiglia e uno o due amici, come LIVINGSTONE. Ci ho pensato a lungo se rimanere aperto, ma ora ho deciso chiudo. Siena può fare sicuramente a meno de IL SANTO…

  2. Gentile signor Muzzi, siamo tutti utili, nessuno indispensabile; quindi, se proprio chiuderà ce ne faremo una ragione, ma, oltre a noi, credo tanti, ci rimetterà lei: che gliene importa se certe persone dicono una cosa e poi non fanno quello che lei suggerisce? Fatti e problemi loro, no? Lei quello che riteneva giusto l’ha denunciato e, almeno che non mi sia persa qualcosa, senza acrimonia (sarebbe preferibile fare a meno delle parolacce, anche se a volte liberatorie). Sono molto vecchia, non del tutto saggia, ma ho constatato che la politica è una vocazione innata e che chi ha questo dono dovrebbe andare avanti, ragionando/dialogando, s’intende, indipendentemente dai risultati.
    Lei ha moglie e due figli, credo, chieda a loro un parere e poi….. ascolti me. Si prenda una vacanza e continui.
    Saluti

    1. Non mi sento indispensabile e non ci rimetto proprio niente. I miei sono sempre con me. Per quanto riguarda la parola CULO, le voglio dire quello che mi ha detto un vecchio prete amico mio: “Caro sarà anche una parolaccia, ma è pur sempre un dono che ci ha fatto il Signore!”

  3. Egregio Signor Muzzi,

    mi associo e condivido in pieno le belle parole della gentile Signora Giovanna Angeli che, peraltro, non ho il piacere di conoscere.
    Come mio umile e modesto contributo volto ad invitarLa a riconsiderare la Sua amara decisione riporto di seguito alcune significative massime:
    a) La gente falsa non parla, insinua. Non conversa, spettegola. Non elogia, adula. Non desidera, brama. Non chiede, esige. Non sorride, mostra i denti.
    La gente falsa è povera di spirito, poiché non cammina, striscia nella vita, sabotando la felicità altrui.
    La gente falsa ignora la bellezza e la nobiltà d’animo, perché non ama, e così finisce per non vivere, esiste appena …… .
    b) Nessuno può cambiare una persona, ma una persona può essere una ragione per cui qualcuno cambia.
    c) A cosa serve essere vivi, se non c’è il coraggio di lottare.
    Cordialità.

  4. Eh, no, anche la chiusura del Santo, per peggiorare ulteriormente le cose in questa piccola città, proprio non ci voleva!
    Un grazie, infinito e ricoscente, da un ‘vicino’ poco attivo, è assolutamente insufficiente, lo so, ma il dolore toglie le parole.

  5. Mai considerata la parola “sedere” una parolaccia, ma, mi sembra, che si stia perdendo specialmente tra i giovani, parecchia poesia. Tutto qua.
    Per il resto, lei sbaglia.
    Chiudo tutto e grazie.

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