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La Rubrica di Jonathan Livingstone – E’ spesso con le migliori intenzioni che si ottengono i risultati peggiori

8 agosto 2016

Ringrazio il sig. Finucci per l’attenzione riservata ai miei articoli e per il suo commento.

Al riguardo solo alcuni riflessioni per non avviare un contraddittorio che avrebbe l’unico risultato di annoiare i lettori.

La moral suasion non è mai gratis; riprendo l’articolo di Zingales:”In questo caso non c’è dubbio che ci sia stato l’intervento dello Stato (non parla di aiuti di stato, la nota è mia), e non tanto per la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, ma per gli incontri diretti che il Presidente del Consiglio ha avuto con i principali investitori, da Oliveti (Presidente dell’Associazione casse di Previdenza) a Donnet , ad di Generali, per finire a Jamie Dimon, ad di JP Morgan.

Ci sono pochi dubbi che in queste riunioni siano stati concessi dei favori in modo selettivo.” E quali favori avrà mai promesso? E chi li pagherà questo favori? E ancora: “Quando un governo interviene direttamente, almeno deve spiegare agli elettori gli obiettivi, i costi, e i potenziali benefici, pagandone il costo politico. Nelle operazioni di sistema (e questo può essere così definita, la nota è mia), invece, né gli obiettivi né i costi sono trasparenti, con il rischio che i costi siano superiori ai benefici e che gli obiettivi invece che sociali (rimettere in moto l’economia), siano personali (la sopravvivenza di un governo).Il rischio maggiore è che gli obiettivi politici prevalgano su quelli economici”. E aggiungo, sopravvivenza solo di un governo o di altri personaggi anche locali?

Bmps conserva, al momento, di Siena 3 cose: il nome, la sede della direzione generale e del consorzio operativo (anche se parzialmente svuotato), il resto come direbbe Franco Califano “è noia”. Bmps è in sostanza una public company dove comanda il management e valutazioni negative su questo aspetto se ne trovano a iosa.

La chiusura dell’operazione, presentata come innovativa, potrebbe avere come risultato finale il controllo della banca da parte del consorzio di garanzia? E’ un buon traguardo? Ai posteri l’ardua sentenza…

Come direbbe qualcuno  “è spesso con le migliori intenzioni che si ottengono i risultati peggiori”.

The best is yet to come

jl

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  1. Magico Vento
    8 agosto 2016 alle 9:50 pm

    Al momento non mi pare esista un consorzio di garanzia ( pronto a sottoscrivere l’eventuale inoptato). O mi risulta male?

    • 10 agosto 2016 alle 9:29 am

      A breve sulla Rassegna Stampa di oggi la risposta al suo quesito nel Comunicato Stampa Mps

  2. jonathan livingstone
    9 agosto 2016 alle 3:54 pm

    Nel comunicato stampa di Bmps del 29 luglio 2016 a questo argomento è riservato un paragrafo.
    jl

  3. Giorgio Finucci
    10 agosto 2016 alle 9:01 am

    Esiste un consorzio di pre/garanzia che si è riservato una serie di condizioni per potersi svincolare qualora non si realizzino certe condizioni. Rilevo però che le commissioni che qualche giornale ha pubblicato, sono commissioni che comportano assolutamente la garanzia di sottoscrizione e quindi è lecito ritenere che se tutti i tasselli trovano il loro posto, il consorzio garantisca il collocamento. In questo momento, dopo le vicende delle due banche venete, garantire collocamenti non è semplicissimo, anche per motivi tecnici, basti pensare che, ad oggi, la capitalizzazione di BMPS permetterebbe uno sconto massimo intorno al 17%. Per questo e per altri motivi ho scritto che bisogna incastonare tutti i tasselli e che la riuscita del piano non è scontata, ma serve che si realizzino una serie di condizioni.
    Quello che vorrei ribadire è che se tutto va in porto, BMPS torna ad essere una banca come tutte le altre, non sarà la migliore, ma neanche la peggiore e come già manifestato con l’interessamento di Corrado Passerà e di UBS, il mercato l’ha già capito.

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