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Libero Contributo – URBANISTICA A PASSO DI LUMACA

25 gennaio 2017

RICEVO E PUBBLICO

RESTA IL TALLONE DI ACHILLE DELLA GIUNTA VALENTINI

Alla crisi del settore edile, il Comune non sta dando una mano. E’ quanto sostiene Davide Ciacci, presidente dell’Assemblea di Nero su Bianco, precisando che dopo un anno che è scaduto il “Regolamento Urbanistico” il Comune di Siena, è stato capace solo di varare una “interpretazione”. Un documento di non programmazione che “sblocca” solo gli interventi c.d. diretti, ovvero quelli più semplici ed ordinari. Tutte le altre previsioni urbanistiche e progetti sono rimasti bloccati e, purtroppo, temiamo che lo resteranno fino all’arrivo della nuova giunta nel 2018.

brunettoD’altronde, anche la tanto pubblicizzata “Variante di semplificazione” approvata nel 2016 (pubblicata sul BURT n° 39 del 28/09/2016), altro non ha portato che adeguamenti normativi, senza dare risposte a chi, come è emerso in numerosi casi negli ultimi mesi, dal 2011 possiede aree edificabili, ci paga IMU e tasse, ma non ci può mettere ancora un mattone.

Il Sindaco Valentini, che ha deciso di gestire direttamente l’urbanistica, ha stanziato circa 200.000 € per dare il via alla formazione del PIANO OPERATIVO, il nuovo strumento urbanistico voluto dalla Regione Toscana con la legge 65 del 2014, ma ancora non si è visto nulla.

Sembra, infatti, che dopo vari ripensamenti sulla forma più consona del bando per l’affidamento dell’incarico a professionisti esterni, questo sia stato pubblicato e la scadenza per la presentazione delle offerte sia già scaduta a novembre dello scorso anno. Non si capisce se ora questo incarico è stato affidato o no. Anche perché se, come si vocifera, è stato dato un anno di tempo per la redazione del piano, fatti due conti, e tenuto conto dei tempi tecnici, è impossibile che Valentini riesca a portare il nuovo strumento di pianificazione all’adozione del Consiglio Comunale, che come noto è l’organo deputato alle decisioni in materia urbanistica.

Su questa vicenda due considerazioni sorgono spontanee: che il “Regolamento Urbanistico” scadeva nel 2016 Valentini lo sapeva fin dal suo ingresso a palazzo pubblico, perché si è atteso che scadesse, visto che la Regione già dal 2014 aveva indicato come aggiornare la normativa urbanistica? E poi, c’era proprio bisogno di spendere 200.000 € per un incarico esterno?

All’Ufficio Tecnico del Comune ci sono architetti e professionisti preparati sulla materia, che sarebbero in grado di assolvere alla redazione del progetto, considerando che si tratterebbe dell’elaborazione di un piano che dovrebbe seguire le linee fissate dell’ancora vigente “Piano Strutturale” e, pertanto, anche la sostanziale impostazione del vecchio “Regolamento Urbanistico”.

Noi di Nero su Bianco sosteniamo che, se fossero stati messi al lavoro gli uffici interni già all’inizio del 2015, quando erano già chiari gli indirizzi della politica urbanistica regionale, oggi non si sarebbe creata questa ingessatura, che purtroppo, nella migliore delle ipotesi, durerà almeno due anni.

Con le imprese edili che chiudono e gli operai a casa, ci domandiamo se non sarebbe stato meglio agire anche con atti di pianificazione urbanistica più semplici, ma capaci di sbloccare quegli interventi già ampiamente discussi, condivisi e contenuti nel vecchio Regolamento Urbanistico, che hanno bisogno solo di correttivi più formali che sostanziali?

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  1. Massimo Grisanti
    29 gennaio 2017 alle 3:44 pm

    L’articolo è inesatto sin dal titolo.

    Si confonde l’urbanistica con l’edilizia. L’urbanistica è una scienza-materia che niente ha a che fare con il mero costruire palazzi.

    Riporto la definizione di Urbanistica contenuta nell’art. 80 del d.P.R. 616/1977: .

    Redigere strumenti urbanistici presuppone l’affidamento di incarichi conoscitivi (anagrafe edilizia, igiene pubblica, pericolosità del territorio, tipo e livelli di inquinamento ecc.) a professionisti liberi da qualsivoglia condizionamento.
    In Toscana equivale ad andar di notte in una palude.

    A Siena e provincia conoscono solamente il murare: le imprese (è significativo che a capo dell’Ance provinciale vi sia un soggetto che non ha sostanzialmente dipendenti – specchio del più generale capitalismo senza capitali che caratterizza il paese Italia) sono rimaste al 1945, alla ricostruzione del dopo guerra.

    Come se creare una città vivibile, non inquinata e non inquinante, che sa preservare il valore degli immobili, che sa mettere in sicurezza e valorizzare il patrimonio edilizio esistente, fosse un’operazione da fantascienza.

    Il problema è che con la valorizzazione dei terreni girano le tangenti, come tutti sanno, che tanti hanno pagato. Fermando il consumo di suolo i parassiti devono inventarsi, alla pari dello sceriffo di Nottingham, come fare a spillare altri denari ai cittadini.

    Sia ben chiaro. La colpa non è solamente di chi le tangenti le ha chieste, ma principalmente di chi le ha date (perché vi ha trovato la propria convenienza) e di chi sapendo ha taciuto.

    Per cui, ogni qualvolta che qualcuno si lamenta, ma non è conseguente denunciando pubblicamente e alla Magistratura le malefatte, bisognerebbe che qualcuno scendesse dall’Alto e provvedesse.

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