Annunci
Home > libero contributo, politica senese, Uncategorized > La Rubrica del Professore – Verso le elezioni, il clima si scalda…

La Rubrica del Professore – Verso le elezioni, il clima si scalda…

15 gennaio 2018
Il clima si scalda, nonostante sia ancora sconosciuta la data delle elezioni comunali. Tra le opinioni che si leggono qualcosa da commentare diviene evidente. Qui mi soffermo su sondaggi e Santoro, Valentini e 5 stelle.hqdefault
Meraviglia per i sondaggi: ma perché? Chiaro che non hanno nessuna precisione scientifica, ma spesso gli orientamenti li colgono con sicurezza. Chiaro che non mi fiderei di uno solo, che può essere compiacente, ma i dati incrociati qualche affidabilità l’hanno.
Sulle nazionali, ad esempio, mi pare rispecchino l’aria che tira: tra astensione e protesta, e anche disgusto per certi vezzi che si speravano superati. La prima puntata di Michele Santoro, tanto attesa, debutta con passi inutilmente prolissi o racconto dei eventi mille volte raccontati in mezzo a dichiarazioni importanti che rischiano di restare lì (Bivona) e a silenzi preoccupanti: il caso David Rossi viene usato per ignorare (volutamente) il problema dei media nell’età Mussari? Solidarietà corporativa? O altro? Fatto sta che le riprese da Bagoga la sera del Decennale ad esempio erano state fatte e avevano avuto montagne di carte per parlare con cognizione di causa.
Sondaggi utili per PD soprattutto, che deve avere argomenti se vuole cambiare cavallo, ora che siamo alla fine lanciato al galoppo sfrenato. Per fortuna si sistemano le strade, almeno. Prima è dubbio che non si potesse far niente. Si accredita, anche da giornalisti autorevoli, l’idea che Valentini abbia risanato il bilancio, ma dichiarazioni di chi ne sa come Mauro Marzucchi e Pierluigi Piccini non andavano affatto in questa direzione. La tv è adatta per dibattiti faccia a faccia: perché non su un tema così importante?
Un Matteo Borsi, ad esempio, ha fatto una bella intervista alla sindaca di Monteriggioni Raffaella Senesi, una specie di sintesi accusatoria autorevole (implacabile e anche quasi incredibile per quanto è avvenuto e cui lei sta mettendo rattoppi per quanto può) contro l’innominato Valentini, visto che viene da un’autorevole esponente del partito. Non gli farà ben più male quella degli strali dell’opposizione?
Comunque una sede tv così è la più adatta per grande discussione sul bilancio. Che è poi anche il nocciolo del futuro programma. Per le superfluità, diciamo, come le bici, si può trovare una ridicola commissione ministeriale ridicolizzante l’Unesco che dà (parte) dei soldi, ma non sarà bene fare richieste più importanti fuori e un esame serio di quanto si può fare senza elemosine esterne?
Il Centro di Restauro di cui siamo in attesa da circa 30 anni come lo si finanzia? E gli immobili da riciclare di cui ci ha parlato la brava Paola Tomassoni su La Nazione? Programmi non ne esistono, si dice. Non è vero, ma intanto bisogna dire che non esistono neppure candidati importanti ancora: di che ci si lamenta. Eppoi proposte invece ce ne sono già tante e va dato atto che i 5 stelle lo hanno nel sito il programma (il vecchio in 5 capitoli che penso andrà soltanto seriamente aggiornato): Siena Futura e Sena Civitas in particolare hanno già pubblicato molto; De Mossi ha lanciato un primo missile.
Ma veniamo ai 5 stelle che sono a mio avviso i più probabili per il ballottaggio rebus sic stantibus (salvo sbagliare candidato, ovviamente) contro il PD e dintorni – che Liberi e Uguali non si associno mi pare contro la loro simpatica (ma vecchia) natura di lotta e di governo. Non si offendano Sportelli, De Mossi e gli altri due o tre che arriveranno dal civismo: i loghi sono più forti di forse frammentate e tendenzialmente sovrapponibili.
Pochi seguono i dibattiti sui media e si vota per simpatia o per interesse…quando si vota. Altra cosa sarebbe stato un movimento civico unitario che desse entusiasmo di possibile vittoria e l’idea esaltante di durare oltre l’éspace d’un matin elettorale.
Siena è da 25 anni che fallisce questo traguardo, che mette anche un’ombra di dubbio su quella forte identità culturale (di cui sempre si parla) non appena si esca dal mondo paliesco. Ora un progetto unitario è stato sconfitto in partenza, senza neppur tentarlo seriamente, e la mia proposta di fare primarie dell’opposizione è stata accolta con educato dissenso o come una stramberia del vecchietto o col solito silenzio che accompagna le discussioni politiche tra i non autorizzati.
Veniamo ora ai 5 stelle che entro il 20 raccolgono le candidature e, parola di Michele Pinassi con Daniele Magrini, entro fine gennaio fanno un’assemblea per designare i candidati. Il comunicato mi sembra più dilatato nel tempo, ma a parte questo, avanzo qualche problema proprio perché il ‘movimento’ (da me sempre ritenuto un partito per motivi strettamente ‘scientifici’) ‘avrebbe’ serie possibilità sulla carta, oggi, e non solo per il ballottaggio.
​1) Pinassi caro, per far deliberare seriamente un’assemblea​ su persone i curricula devono essere messi per tempo a disposizione e bisogna aver poi modo di guardarli bene negli occhi: negli Usa, dove la politica ai livelli bassi è cosa serissima e molto cadenzata, i candidati si sfidano per mesi prima, dicendo che vogliono ecc. ecc. Promettere solennemente in quella tua annunciata assemblea che ci si attiene al programma di 5 anni fa che sarà rivisto (entro quando?) basta per capire i candidati migliori da votare? Giusto il vincolo di mandato per carità (non coercibile, com’è noto), ma se è generico su un punto o di fronte a un punto nuovo (come il nobile Regolamento antifascista per gli spazi, ad es.) come si riempie?
Voi avevate la democrazia diretta in programma, ma in 5 anni non siete riusciti a mobilitare di fronte al diniego della maggioranza di fare il regolamento per il referendum, o sbaglio? Siena non ha mai votato su nulla di specifico!
Tutto ciò si aggrava di fronte alla scadenza del 20 gennaio anche per il candidato sindaco. Chiunque può candidarsi ora, con il fuoco sotto le chiappe, ma poi si aspetta metà marzo (se ricordo bene) per avere il nome? Ergo, non sarà una nomina assembleare allora, ma di chi?
E come faccio io, libero cittadino volenteroso che mando il mio nome ancora credendo di poter smuovere qualcosa (cosa che per me non è), a sapere a quale programma specifico sarò poi vincolato (almeno moralmente)? Ascoltate una modesta proposta da studioso di istituzioni (e di ‘Buongoverno’): raccogliete idee programmatiche e soltanto poi, anche con la collaborazione dei consiglieri già individuati, lanciate la campagna per il sindaco. Così potrete anche tener conto di chi, anche non iscritto, vi darà le idee migliori e vi sembrerà col le ‘palle’ adatte (meglio se donna).
Annunci
  1. Mario Ascheri
    15 gennaio 2018 alle 10:41 am

    grazie Federico! c’è qualche refuso ma nel complesso si capisce…spero!

    • 15 gennaio 2018 alle 10:47 am

      I refusi fanno parte del tuo scrivere digitale… MARCHIO DI FABBRICA

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: