Libero Contributo – NON E’ VERO le bufale dell’apparentamento…

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NON E’ VERO/1 Il Corriere di Siena di oggi ha scritto che “in consiglio comunale gli atti sulla Fondazione MPS (quindi sul Monte) venivano approvati all’unanimità, con i voti favorevoli di tutta la minoranza di qualsiasi colore”. Questo non è possibile perché almeno un voto contrario c’è sempre stato, il mio, consultate i verbali. Ad onore del vero, qualche volta ce n’è stato anche qualche altro, di voti contrari, a cominciare da quello di Pierluigi Piccini. La differenza fra me e Piccini è che io sono rimasto contro il groviglio e lui è tornato all’ovile.

Marco Falorni

 

NON E’ VERO/2 Un volantino a firma Pierluigi Piccini, offensivo per l’intelligenza dei senesi, recita che “l’altro candidato (de Mossi, ndr), ha proposto accordi non ufficiali, ma semplici spartizioni di poltrone. Ho creduto giusto rifiutare”. Siccome io c’ero, posso dire: ma che cavolo ha rifiutato Piccini se si è parlato solo di programma e non gli è stato offerto nessuna poltrona, anche perché non ne avevamo e non ne abbiamo alcuna? Si era parlato di un accordo, anche scritto e pubblico, sul programma, cosa conseguente alle dichiarazioni di Piccini che il giorno prima aveva detto in tv di non volere poltrone. L’apparentamento ci è stato chiesto, a me e a Vittorio Stelo, dai suoi inediti emissari, Alessandro Francesconi e Bonura, solo dopo che era già uscita urbi et orbi la notizia dell’accordo fatto con Valentini. Ed ora Piccini fa il bello a dire che ha rifiutato? Che cosa ha rifiutato, quello che lui stesso non aveva nemmeno chiesto? Lo capisce anche un bambino che le poltrone le cerca chi chiede l’apparentamento, e non il contrario. E Piccini le poltrone le ha chieste a Valentini, e le ha ottenute: quattro posti di assessore, fra cui il vicesindaco, e quattro consiglieri comunali in più grazie all’eventuale premio di maggioranza. Un’autentica bulimia di poltrone, che misura la disperazione di Valentini, che le ha concesse, tradendo l’impegno e la fiducia di coloro che lo avevano sostenuto, anche quando dipingeva il Piccini come rappresentante di un periodo oscuro. Giudichino i senesi chi racconta balle e chi no.

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