Federico Muzzi Il Santo - Foto

Lettere a IL SANTO – La serata promossa dall’OSSERVATORIO CIVICO di SIENA

Come promesso da parte dell’OSSERVATORIO CIVICO di SIENA ecco una relazione sulla serata. Di seguito un nuovo video della serata, oggi c’è la performance di BASTARDO senza GLORIA buona visione!!!

ricevo e pubblico

“Una cosa fatta bene può essere fatta meglio”, diceva l’Avvocato Agnelli. Un assunto da tenere a mente, applicabile a molte iniziative. Ha qualcuno non sarà piaciuto, altri invece hanno voluto spendere parole di apprezzamento per l’iniziativa di ieri sera, denominata “Press in the city”, promossa dall’Osservatorio Civico Senese, riguardante la libertà di stampa,  dal sottotitolo polemico ma evocartivo: “a cosa serve la stampa se serve il potere?”.

Sala gremita, pubblico attento e partecipazione viva, dimostrata dai numerosi interventi dei cittadini intevenuti. Ospiti della serata giornalisti di respiro nazionale (Mauro Tedeschini e  Cesare Peruzzi), locale (Alessandro Lorenzini e Augusto Mattioli) e infine Alessio Berni, vivace e poliedrico blogger ‘civico’, nonchè autore del libro “L’Italia dei Comuni” e Raffaele Ascheri, l’Eretico di Siena (ormai non serve aggiungere altro per presentarlo). Molti gli spunti interessanti della serata, svoltasi in un clima di vivo confronto delle idee:  il costo per la società di un cattivo sistema dell’informazione, il rapporto (spesso non chiarissimo) tra inserzionisti pubblicitari e giornali, il ruolo svolto da internet sulla circolazione delle notizie, le differenze tra ‘giornalisti di professione’ e  blogger, il rapporto tra etica e professionalità nel mondo del giornalismo. Davvero non sono mancati spunti interessanti e riflessioni puntali sugli argomenti trattati. Per chi ha a cuore i temi dell’informazione è stata un’occasione da non perdere.

Gli ospiti hanno dato davvero un contributo qualificato, difficile da sintetizzare in poche battute. Mauro Tedeschini, per esempio, con garbo e stile ha parlato della sua esperienza come direttore de “La Nazione” e del suo licenziamento, senza alcuna acredine, sottolineando comunque che non sempre l’apprezzamento dei lettori (e dunque il mantenimento delle quote di mercato ) garantisce la piena soddisfazione dell’editore che paga lo stipendio. Talvolta le logiche possono essere altre e tuttavia ha ricordato come, per esempio, in America, diverse siano le fondazioni che investono sui giornali, consapevoli di perdere soldi, ma cosci che per una corretta tenuta del sistema democratico debba essere salvaguardato il valore della trasparenza e correttezza del sistema informativo.

Del resto è stato ricordato, durante la serata, un commento attribuito a Gorbaciov (ultimo presidente dell’URSS), che dei giornalisti italiani diceva: “avete uno strano modo di pormi le domande: prima mi ricordate qualcosa che ho detto io, e poi mi chiedete se sono d’accordo”.  Evidentemente qualcosa su cui riflettere  c’è.

Cesare Peruzzi, giornalista del Sole 24H, ha sottolineato l’importanza della chiarezza della linea di un giornale ben indentificabile con la proprietà. Tutti sanno che Confindustria è editore del Sole 24H: i lettori sanno cosa aspettarsi. Più perplessi, a dire il vero, ha lasciato il suo commento circa le critiche subite dal Monte dei Paschi di Siena da parte del giornalismo che si occupa di finanza. Onestamente non si ricordano giudizi così perentori. Del resto MPS è un importante inserzionista pubblicitario.

La serata è comunque scorsa agilmente, con punte anche polemiche, suscitate da chi (Lorenzini) rivendicava il ruolo di giornalista iscritto all’Ordine, “magari con una laurea” e chi invece scrive in un blog, magari in maniera anonima, senza obblighi di deontologia professionale. Ma comunque, diciamo noi, con il dovere dell’etica e della coscienza insita in qualsiasi individuo. Inoltre: a quanto ci risulta Enzo Biagi e Indro Montanelli non erano laureati…Forse la loro autorevolezza derivava dall’essere iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

A dirimere la questione c’ha pensato Alessio Berni: con le tecnologie di oggi chiunque può ‘pubblicare’ il proprio pensiero, esprimendo in libertà le proprie opinioni. Ed è questo il principio che conta, sancito peraltro anche dalla Costituzione.

Secondo Augusto Mattioli, il giornalista può essere anche ‘di parte’:  l’importante è la chiarezza, essenziale è metterci la faccia, “come fa il BIsi” – ha detto. “Non mi piacciono gli anonimi”, ha ribadito.

L’importante sarebbe capire perchè, per esprimere il proprio pensiero, qualcuno ricorre all’anonimato: per non assumersi le responsabilità di quel che dice o perchè, pur volendo dire la verità, teme ‘ritorsioni’? Di certo se si sostiene il pensiero dominante è più facile metterci la faccia…

La presenza di Raffaele Ascheri ha certamente contribuito alle numerose presenze in sala. Il suo intervento ha voluto sottolineare, ancora una volta, l’andazzo ‘omertoso’ di un sistema informativo che non ha svolto il ruolo che gli compete, secondo quanto insegnato dalle scuole di giornalismo: ossia quel controllo democratico sui ‘poteri’, che dovrebbe garantire il giusto bilanciamento nei moderni sistemi di società.

La serata si è conclusa con numerosi interventi del pubblico, tutti qualificati e ben articolati che hanno lanciato nuovi spunti di riflessione, dimostrando che in Città c’è un forte bisogno di buona informazione.

Del resto, volendo citare Pulitzer (in onore del quale, negli Stati Uniti, si premia il miglior giornalista) è assolutamente da scongiurare il pericolo e combattere il principio secondo il quale “una stampa cinica e mercenaria prima o poi creerà un pubblico ignobile”.

Questo a Siena non deve accadere.

8 replies to “Lettere a IL SANTO – La serata promossa dall’OSSERVATORIO CIVICO di SIENA

  1. per pura informazione, Santo: di chi è questo commento? sto aspettando la fine delle 24 ore ascheriane…

  2. Bancario chiarisca il perchè della sua domanda e spieghi meglio cosa intende nel suo commento, poi riceverà la risposta che chiede. Magari se poi…oltre a chiedere chi sono gli altri …dicesse chi è lui….sarebbe anche più legittimato a fare domande.

  3. Ci tenevo a sottolineare la signorilità mostrata da Todeschini: il breve racconto della sua vicenda è stato drammaticamente chiaro.

    In un altro blog chiedono la chiusura dell’Osservatorio Civico perchè “stampella” della Casta…….ma è così difficile riconoscere che altri hanno avuto una buona idea e la perseguono con coerenza ed onestà?

    Invece di chiudere , apriamo il ns pensiero altrimenti facciamo il gioco dei “manovratori”

  4. perciò chiedevo di chi è la nota! mi risponde l’osservatorio civico che Semplici pochi giorni fa diceva non strutturato, mi pare o sbaglio? e quindi nessuno in particolare?
    io non sono nessuno, uno qualunque mentre quando parla una sigla che fa politica come l’altra sera si può chiedere chi parla per essa? se le cercano le polemiche, perché tanta aggressività e sospetto? mio dio, siate più sereni!

  5. Tedeschini: già, ma per Ampugnano mandò giù l’amara pillola del padrone e Siena non pubblica da tempo i comunicati di Italia nostra!
    Non mi piacciono questi sospetti su Pietra serena e l’Osservatorio, ma loro per favore chiariscano chi sono e che cosa vogliono: il dibattito dei cittadini è un po’ generico. Qui bisogna cominciare a pensare a ‘manifesti’ politici o si vuole arrivare alla vigilia dele elezioni come ci sono arrivate le liste civiche l’anno scorso?

I commenti sono chiusi.

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