Rassegna Stampa – Pulizie e restauri fai da te? NO, grazie!

Prima della consueta rassegna stampa credo sia opportuno chiarire il senso del titolo di quest’oggi. Sul gruppo facebook SIENA ABBANDONATA, in questi giorni è stata fatta dal Signor Baldassarri la seguente proposta: “FACCIAMO L’APPELLO INSOMMA CONTIAMOCI,cerchiamo di capire e conoscere quali professionalità ci sono all’interno del nostro GRUPPO in modo da poter intervenire professionalmente su ogni piccolo lavoro di restauro o semplice pulizia che vorremmo fare se ce lo permetteranno” L’idea potrebbe essere buona e lodevole, ma in una città dove le tasse per i servizi sono alte, dove l’organizzazione per la pulizia lascia molto a desiderare e la città è sempre più abbandonata dalle istituzioni, credo che il Comune debba fare la propria parte perché i cittadini pagano salato un servizio che non funziona. Sarebbe più giusto organizzare una protesta sotto le finestre del Sindaco per chiedere a gran voce che Siena torni ad essere pulita amministrata a dovere! Quindi IL SANTO dice NO alla pulizia fai da te fermo restando che ognuno di noi deve quantomeno rispettare le regole del vivere civile, perché ricordatevi certe volte sono i senesi i primi a non ripetere Siena!!

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CONSUMIT: VENDUTO IL PORTAFOGLI DI CESSIONE DEL QUINTO

Hattori Hanzo. Alla Banca Monte dei Paschi di Siena non è successo niente

Concorso!!! Premia anche te il tuo ex amministratore o dirigente pubblico/privato preferito, che durante la sua illustre carriera ha lasciato il segno….

Zibaldone: gli Uffizi, capolavori e disorganizzazione…

Eppure c’è gente che lo fa…

Spazzatura in centro. Cronaca di un pomeriggio movimentato

17 replies to “Rassegna Stampa – Pulizie e restauri fai da te? NO, grazie!

  1. Caro Santo, condivido la tua desamina, ma condivido anche quella di Baldassarri. Lo spunto ed il trait d’union lo da il post di “wia tutti” dove si parla di come i tifosi, con forza di volontà e responzabilizzazione, siano riusciti a salvare più volte la squadra di calcio. In parole povere, oltre ad essere un sistema per responsabilizzare di nuovo tutti e tornare a coinvolgere i senesi sugli affari “di casa loro” (dato che oggi a tutti questi ultimi passano sotto traccia) sarebbe anche un buon metodo per acquisire forza contrattuale nei confronti di istituzioni assenti e intente solo a far cassa. Nei post scritti in questi anni ho provato più volte a stimolare l’opinione pubblica sull’importanza di considerare casa propria la propria città e comportarsi dunque con la cultura e l’educazione che ne conseguono. Dato che s’è persa in primis proprio questa sensazione di appartenenza, sarebbe il caso di ridargli una stimolatina. E sarebbe il caso che le contrade contribuissero proprio a questo, anzichè fungere da serbatoio elettorale per questo o quello…..

      1. Qualche tempo fa avevo auspicato che l’opposizione, in maniera condivisa, cominciasse a lanciare segnali in questo senso. L’opposizione sta forse tentando in modo assai faticoso di mettere in piedi un’azione comune, ma sono troppi i distinguo ancora in campo. Allora la vostra encomiabilissima e, a quanto pare, seguitissima rubrica potrebbe essere un modo per sopperire a talune mancanze e forse, perchè no?, a creare un movimento di cittadini che partisse dal basso e raccogliesse la massa critica necessaria ad azioni degne di nota…..

      2. Caro Santo, non le sarà sfuggito,immagino, che nel Febbraio 2013 una associazione chiamta “La Città ai Cittadini” chiamò a raccolta, in Piazza del Campo, proprio i senesi in una manifestazione ‘d’orgoglio e dignità’ il cui slogan principale era proprio, guarda caso, ‘Cittadini, riprendiamoci Siena!”. Il tentativo ci fu, anche se mi sarei aspettato una maggiore partecipazione. Le rivoluzioni dal basso sono faticose e i più, oltre che qualche malumore espresso su Internet, alla rpova dei fatti (alla ‘chiamata alle armi’ – metaforica, s’intende!), si imboscano. Ognuno con le sue legittime ragioni, per carità. Ma tant’è. E allora, mi domando, se alle parole non seguono i fatti, a che serve chiacchierare tanto?
        Massimiliano Angelini

      3. D’accordo su tutto. Nella vita c’è chi chiacchera e scrive e quindi fa anche i fatti. Altri leggono annuiscono e non hanno nemmeno il coraggio di replicare, mi riferisco a quei senesi che solo ora si son svegliati… Meglio tardi che mai!!!

  2. Mi viene in mente Tokyo che ha qualche abitante in più di Siena, dove saltano fuori addetti alle pulizie con piccoli mezzi ad ogni ora e contenitori adatti alla raccolta ovunque…….in effetti la differenza è che è una società svoltasi dal 1200 a oggi……..Siena è ferma al Bengodi dal 1472……..meglio di Roma che è rimasta a secoli avanti Cristo!!!!!

  3. Caro Santo, non le sarà sfuggito,immagino, che nel Febbraio 2013 una associazione chiamta “La Città ai Cittadini” chiamò a raccolta, in Piazza del Campo, proprio i senesi in una manifestazione ‘d’orgoglio e dignità’ il cui slogan principale era proprio, guarda caso, ‘Cittadini, riprendiamoci Siena!”. Il tentativo ci fu, anche se mi sarei aspettato una maggiore partecipazione. Le rivoluzioni dal basso sono faticose e i più, oltre che qualche malumore espresso su Internet, alla rpova dei fatti (alla ‘chiamata alle armi’ – metaforica, s’intende!), si imboscano. Ognuno con le sue legittime ragioni, per carità. Ma tant’è. E allora, mi domando, se alle parole non seguono i fatti, a che serve chiacchierare tanto?
    Massimiliano Angelini

  4. Come al solito apprezzo le proposte di mobilitazione che vengono sia dal Santo che da Francesco. In passato abbiamo contribuito ad organizzare o abbiamo partecipato a vari eventi, a partire dalla manifestazione dell’orgoglio civico promossa da Città ai Cittadini e a quelle dell’Eretico Quindi per quanto mi riguarda ribadisco la disponibilità già assicurata allo stesso Eretico per tentare un’altra volta. Ricordo che le precedenti, pur non sottovalutando i ca. 300 dell’orgoglio civico, sono state meno partecipate di quello che ci si poteva aspettare. Ora, a disastri conclamati, i Senesi si saranno convinti a mettere la faccia e ribaltare il tavolo, o preferiranno continuare a lamentarsi e basta?
    Penso che i blogger e i movimenti civici VERI dovrebbero trovare una sinergia e organizzare questo evento.

    1. Sarebbe bene incede che fossero organizzate da semplici cittadini. Quelli che ora si accorgono che Siena è piena di rifiuti. Ho la sensazione che si cerchi di sviare il problema… Tutti questi signori dove erano quando si vendeva il nostro patrimonio?

      1. Giustissima osservazione, ora ci sono tanti “revisionisti” troppo furbetti, che magari fino ad ieri hanno condiviso la scellerata operazione Antonveneta e hanno fatto parte del Sistema Siena, e oggi tentano di smarcarsi e negare ogni connivenza.
        Ma se si aspetta questi, buonanotte al secchio. Per questo, memore della proposta dell’Eretico, auspicavo una mobilitazione di persone più fattive e credibili.

  5. Santo, hai ragione! Però bisogna anche pensare che bisogna partire dalle piccole cose per ottenerne di più grandi. Intanto si sensibilizza sui disastri minori.
    Quanto alle manifestazioni io ho sempre pensato che non vadano fatte con cappello di qualcuno sopra, sia della Città dei cittadini o di altri. Perciò vedrei meglio un manifesto di convocazione dei blogger ad es.esclusi quelli di regime che coinvolga tutti. Se si comincia adire, io posso parlare di più perché c’ero nel 1472 vince sempre l’Aurigi, Grasso o l’Ascheri babbo, credo, o sbaglio?
    Quindi niente priorità ma concretezza di obiettivi che mi sembra sempre mancare a Siena Capitale 2019, ma vediamo domenica!

  6. credo che fare alcune piccole cose in prima persona per ridare un po’ di dignità alla Città sia una cosa buona cosa in se’, buona anche in quanto darebbe un segnale positivo all’ interno, tra senesi di buona volontà, ed una scossa all’ amministrazione. In una comunità normale non verrebbe nemmeno in mente di criticare un’ iniziativa simile, infatti avviene in migliaia di posti nel mondo evoluto.

  7. Caro Santo

    come si dice “la montagna ha partorito il topolino” e “tanto rumore per nulla”.

    Al di là della consueta recita e neanche tanto a soggetto andata in onda oggi 14 gennaio 2014 nel CdA della banca di città (il gatto si presenta dimissionario, il cda presieduto dalla volpe respinge il “beau geste” e condivide l’apprezzamento per i succosi risultati (?) sin qui raggiunti dal dinamico duo): le “dimissioni” “quasi annunciate” da parte del famoso “tandem” non sono avvenute (niente niente che abbia influito anche quanto evidenziato nel blog di “bastardo senza gloria” in merito alla liquidazione del presidente pro tempore della banca e past ad di un’altra banca? ma chissà chi lo sa???).

    Altro capitolo “fantastico” e anch’esso evidenziato nel blog citato è il comportamento di quelle organizzazioni che un tempo si chiamavano sindacali, ora non trovo un termine adatto….; nel corso dell’incontro con l’attuale ministro dell’economia (che guarda caso ricopriva un importante ruolo nell’autorità di vigilanza all’epoca della famosa operazione antonveneta), hanno auspicato che il gatto e la volpe rimanessero al loro posto; che accade: il lupo perde in pelo ma non il vizio, di apprezzare i potenti di turno?

    Dopo il congresso di Vienna ci fu la restaurazione, sì ma allora quei signori erano dei dilettanti al confronto di quelli attuali e il “venticello” di cui ad un mio precendente intervento sta lentamente assumendo i contorni di un uragano che forse ci potremmo trovare inconsapevolmente (?) addosso.

    Ah già “one more thing”: in altre società europee e non, alle quali spesso i potentati italioti fanno riferimento, quando si è sfiduciati eticamente ci si dimette; strano questo vale sempre per gli altri…

    the best is yet to come

    jl

  8. Credo che quello che dice Il Santo nel suo post sia assolutamente condivisibile. Qui non c’è da dare esempio a nessuno, ma c’è da richiamare all’ordine chi è preposto a tale adempimenti, vale a dire il comune di Siena. Il fatto che questo sia portato avanti da un “comitato” di cittadini assolutamente spontaneo e libero, è una cosa oltremodo positiva e da seguire, ma non nella misura in cui qualcuno si sente di dire agli altri ciò che va fatto se no sei fuori, altrimenti si ricalca il modus operandi di certi sistemi che tanto danno hanno procurato a Siena.

  9. Questi pseudo flame mi sembrano una di quelle scenette alla Walter Chiari in cui tutti dicono la stessa cosa ma poi non si capiscono per via di malintesi sottili ma esiziali.
    Il Santo, da una parte giustamente, apprezza la mobilitazione ma fa notare che a certe cose ci dovrebbe pensare il comune. Io ed altri diciamo che seppure sia vero ciò che dice il Santo, una mobilitazione di questo tipo è sempre benvenuta perchè testimonia la rinascita del civismo senese.
    Si tratta di virgole ed incisi che, mi sembra, non mettono in discussione il valore assoluto che una formazione come quella di SIENA ABBANDONATA sta dimostrando.
    Detto questo nessuno si sente di dire agli altri cosa vada fatto; almeno mi sembra.
    Da parte dei singoli e delle varie associazioni intervenute mi sembrava ci fosse solo la volontà di carpire ancora una volta quella flebile fiammellina che cova sotto la cenere per gettare un nuovo ciocco bello consistente e far riardere la fiamma del rinnovamento.
    Questo per me è positivo e credo che ogni qualvolta ci siano queste intenzioni dietro ad un’azione, il tutto sia meritevole di nota.
    Ribadisco anche che sono assolutamente straconvinto che un’azione più coordinata dei blogger “riconosciuti” ( e si sa di cosa si parla) sarebbe un eccezionale veicolo di mobilitazione ed informazione purificata rispetto a quanto c’è in giro al momento.
    A me piacerebbe vedere di nuovo una bella chiamata ed una mobilitazione numerosa.
    Poi ognuno è libero di raccogliere o meno l’invito o di fare da altoparlante.
    Io personalmente rimarrò sempre convinto del valore assoluto dell’opera di informazione portata avanti dai nostri amici che, specialmente negli ancor più difficili anni passati, hanno fatto per primi e quasi unici da parafulmine degli strali dei potenti che venivano messi in discussione solo da loro e pochi altri.
    Con affetto

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