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La Rubrica di Daniele Magrini – (Con prefazione de IL SANTO) Io, i blogger, e il decadimento dell’imprenditoria mediale senese

16 giugno 2015

Prima di pubblicare l’articolo di Daniele Magrini. Lo vorrei ringraziare, perché ci ha dato con coraggio (l’attacco del Beligni ne è la prova) lo spazio a Siena TV. Voglio anche fare due riflessioni. Il mio blog che ho riaperto nel 2011 (quello vecchio ha lavorato dal 2008 a metà 2010) ha totalizzato la bellezza di 1,204,370 visite(in 4 anni). Fate voi i dovuti conti giornalieri. Queste sono visite uniche e non doppioni, cioè se uno si collega due volte in un giorno dallo stesso computer o smartphone, il sistema conta una sola visita. Le visite sul blog non sono aumentate con il mio ingresso nello staff di Siena Diretta Sera, sono rimaste le stesse. L’ingresso in trasmissione ha però dato la possibilità di raggiungere un altro tipo di utente che non usa il computer o la rete. Questo sicuramente crea dei mal di pancia al Sistema Siena. Daniele non ha mai chiesto di limitare la nostra azione, proprio come avviene nelle democrazie più avanzate Stati Uniti e Inghilterra. In quei paesi i blogger sono considerati degli opinionisti importanti, proprio perché sono liberi di esprimersi senza avere legami con editori o gruppi di potere, vengono invitati a parlare in show televisivi  importanti e Obama il più delle volte fa aprire le conferenze stampa a loro. Si informino il signor Beligni e tutti quelli che stanno facendo pressioni a Daniele! Continuerò ad andare Siena TV fino a che me lo chiederanno, se le pressioni saranno più forti della volontà di Daniele allora avremmo perso tutti, perché come dice Daniele qui c’è in gioco la libertà. Per finire un’ultima cosa, anche a me non piace alcune volte come viene organizzata la trasmissione, ma consapevole di non essere a casa mia e visto che non mi si chiede niente io faccio altrettanto… Saluti 

Daniele Magrini

microfono«Bastardo senza gloria, purtroppo, ultimamente è assurto a editorialista su qualche media cittadino ( testimoniando il decadimento dell’imprenditoria mediale senese….)». Questo è un passaggio di un cazzeggio pubblico su Facebook, scritto da Roberto Beligni all’indirizzo di Bastardo senza gloria – alias Carlo Regina – che non era tra le cose più significative della mia dura giornata, se non per quella accusa diretta a me, anche se non nominato. Perché sono io, non ultimamente, ma da un paio di anni, ad aver aperto la mia trasmissione su Siena tv, a Bastardo senza gloria e ad altri blogger. Meglio nominarmi, Roberto, non credi?

In realtà prendo a spunto l’accusa chiara ma indiretta di Beligni, non per entrare nel merito del loro cazzeggio, ma per rispondere a quelli – sempre di quell’area culturale e politica – che mi accusano sempre più spesso dello spazio dato ad alcuni blogger. Reo, io, di averli fatti diventare “opinionisti” perché li ho chiamati a far parte della squadra di Siena diretta sera. Come se non fossero già preesistenti le migliaia di contatti che i loro blog hanno da anni. Da quando hanno scritto verità che tutti tacevano.

Non scrivo per fare il loro avvocato. Ce ne hanno già uno bravo. Scrivo per chiarire a me perché, più che vengo incalzato sull’inopportunità dei blogger, più mi convinco invece che loro, in una tv senese, siano più opportuni anche di me. Un Magrini va e viene. Non ci sono stato dal 1995 al 2011, posso anche sparire di nuovo. Loro, i blogger, no. E questo post di Roberto mi ha fatto capire perché. Perché loro sono capaci di portare notizie, ma anche di fare arrabbiare, irritare, perfino inorridire. Con toni che, talvolta, a me non piacciono. Ma questa è una città che – secondo me, e ovviamente mi posso sbagliare – o impara ad arrabbiarsi, a irritarsi, a inorridire, oppure «lentamente muore» Come ho scritto su questo blog.

Beligni scrive anche che «Bsg è un megafono dell’opposizione». Cioè criticare chi governa oggi a Siena, vuol dire essere un megafono dell’opposizione? E la libertà di critica dove la mettiamo? Cioè vorrebbe dire che uno che dice che Valentini guida bene il Comune, sarebbe allora un megafono del Valentini o del Pd? Ma per carità, rispetto ci vuole per le opinioni degli uni e degli altri. Soprattutto perché entrambe dovrebbero servire a ogni senese a farsi una propria, libera idea.

A Siena, sempre stando al post di Roberto Beligni, che scrive di una malattia della città, a mio parere la malattia è iniziata ben prima che i blogger diventassero opinionisti nella mia trasmissione. È iniziata quando tutto era controllato. Quando c’erano giornalisti che dovevano essere tenuti lontano da Siena e perfino da contratti già firmati (8 agosto 2007). O mandati via. O definiti non graditi. Per forza dei soldi e del potere politico, quando il decadimento dell’imprenditoria mediale c’era davvero. E il silenzio era il segno del potere dominante.

Il decadimento dell’imprenditoria mediale che Beligni imputa a me, senza neppure nominarmi, e che imputa a un blogger che io ho fatto diventare opinionista, insieme ad altri – anche per riconoscenza del loro coraggio – può darsi che invece si chiami libertà. Mica quella con la L maiuscola, no la libertà minima delle scelte. A volte anche troppo urlata. Ci sono certe sere che mentre ascolto i loro interventi in trasmissione, dico fra me e me: cazzo, troppo così. Ma non mi sono mai pentito. Mai. Meglio del silenzio assordante di prima.

Lo so che a Siena la libertà – anche quella delle piccole scelte, delle piccole ribellioni – può dar noia. Non pensavo che desse noia una scelta come la mia, che non è per niente eroica. È solo quella di dar voce a chi ci è arrivato prima. A chi quando tutto era silenziato, ha parlato e ha detto cose che oggi – solo oggi – dico anche io. I blogger hanno imparato ad essere liberi, prima. E non è poco. Ed hanno dovuto usare toni e metodi da “guerriglia mediatica”, perché il potere dominante era così prepotente e così tanto forte, da diventar debole e poi annientarsi, solo da se stesso.

I blogger sono ancora quelli. Che dovevano mettere la mia giacca e la mia cravatta? Usare il mio modo di fare giornalismo? Allora, avrei potuto fare da me e con la mia redazione di ottimi giornalisti. Erano liberi prima e lo sono anche nella mia trasmissione, liberi anche di dire cose che non possono essere né condivise, né gradite, ci mancherebbe.

Ma perché, mi chiedo, accusare me di decadimento dell’imprenditoria mediale, solo perché ho aperto la trasmissione alle loro opinioni? Mi pare roba antica, più da cappa che da spada. Perché non ti sei limitato a prendertela con quel blogger che non apprezzi e hai invece voluto farmi la lezioncina massmediologica? Francamente non capisco e non apprezzo per niente.

Con loro si litiga anche, ci siamo urlati cose addosso anche sul libro di Allegranti, per esempio. O sul taglio dei loro interventi al dibattito su quel libro, che ho fatto nella scorsa trasmissione, solo perché ho ritenuto che altrimenti sarebbe stata troppo “bloggerizzata”, vista già la presenza dei loro videoblogger. Ma loro, proprio Bsg e L’Eretico, hanno scritto di quel taglio come di una lesa maestà. Eccessivi, a mio parere, in questo caso. Troppo. E ce le siamo dette di tutti i colori. A berci, come si faceva una volta tra senesi. E stop.

Comunque, in ogni caso, Roberto, mi sento più utile così alla mia città – e anche un po’ più libero e meno tradito nelle mie speranze, che ho sempre riposto in altri con troppa generosità – dando voce alle urla dei blogger. Non perché abbiano la verità in tasca, perché quelli che distribuivano verità, un tanto al chilo, c’erano prima. No, ma perché quelli che vedono la trasmissione da casa – e che magari non hanno l’abitudine o l’età di andare sui blog – possano giudicare le notizie, le mie opinioni, le loro, quelle degli ospiti, il contenuto dei servizi, come vogliono. In libertà.

Anche con un vaffanculo, Roberto, che avrei preferito rispetto alla pomposa accusa di aver fatto decadere l’imprenditoria mediale cittadina. E siccome nelle ultime settimane, con strane coincidenze, in tanti mi tirano per la giacca, per segnalarmi l’inopportunità dei blogger-opinionisti in trasmissione, vorrà dire che continueremo ancora a contribuire al decadimento dell’imprenditoria mediale a Siena. Mica per picca, ma semmai per passione.

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  1. francesco
    16 giugno 2015 alle 11:47 am

    A Siena si racconta sempre la storia della cazzottata sospesa per dare modo al proprietario di raccattare l’orologio che gli era caduto nella concitazione: e poi di nuovo giù cazzotti, a viso aperto, senza sconti, ma con onore e senza sotterfugi. Molti evidentemente non sono di quest’avviso e negli ultimi 20 anni hanno imparato che è meglio aspettare che l’antagonista si chini a raccattare l’orologio per sferrargli un bel calcio in bocca proprio mentre non se l’aspetta. Questa è diventata siena con la minuscola. Un covo di meschinità e arrivismo in barba alle più semplici regole della cavalleria e del civismo, con l’unico fine che giustifica ogni mezzo. E gli adepti del partitone che hanno assorbito con incredibile efficacia la lezioncina dei vari guru che si sono succeduti negli ultimi 3-4 lustri sono oggi la dimostrazione di quanto si possa tradire lo spirito della politica e soprattutto di una “parte” politica, continuando a sbandierare in faccia ai beoti il vessillo della loro dabbenaggine. Costoro credono di dare seguito alla loro ideologia continuando a votare per chi li ha traditi due volte: prima nell’urna con storielle da avanspettacolo e poi soprattutto nella vita approfittandosi di aver carpito la buona fede di molti per poi far fare strada ai soliti che la sanno lunga in quanto a raggiri e approfittamenti. Quindi è cresciuta l’ala dei tornacontisti e di quelli che sono sempre pronti a sbandierare la demagogia a doppio senso ed il doppiopesismo, sempre ovviamente giustificato dal “chi vuol bene a questo o quell’altro non può parlare così”. Spero solo che i cittadini onesti capiscano meglio tardi che mai. E spero che l’opposizione al sistema riesca davvero a fare pulito dei personaggi ambigui per arrivare a contare qualcosa nell’opinione degli onesti. Spero….

  2. Augusto Codogno
    16 giugno 2015 alle 4:39 pm

    L’articolo del Magrini è veramente bello.
    Era tanto che non mi appassionavo nel leggere un pezzo giornalistico. Che dire se non che ha mille volte ragione.
    Eh io che pensavo che ormai non ci fossero più uomini della carta stampata con sentimento critico!
    Quant’erano belle le litigate al Bar nei giorni prima delle elezioni, quando ci si scannava (a parole) e poi, a seconda del risultato, ci prendeva in giro il giorno dopo.
    Avete fatto caso che a Siena non si usa più da vent’anni!
    Il massimo che senti dire è: so’ tutti uguali! Ma a bassa, bassissima voce perchè il nemico ti potrebbe ascoltare.
    Sarà una moda generazionale, ma i giovani, ormai sopiti (col cellulare sempre in mano), non protestano neanche più.
    Un silenzio assordante, una paura latente, una città di “opinioni non espresse”.
    E la paura più grande per chi ci vive non è quella di trovare qualcuno che parla male di te o che ti critica, ma quella di non trovare più nessuno che parla, di niente.
    Sembra anzi che ci siano soltanto dieci persone autorizzate a farlo, il resto, qualsiasi cosa dica, sbaglia. D’altronde non è alle dipendenze di nessun ufficio stampa!
    Siena è una città dove sei bravo se decidono che sei bravo, sei un’artista se lo dicono loro, sei onesto se ne parli bene e disonesto se ne parli male.
    Un potere di stupidi che moltiplica gli stupidi, il cui unico lavoro è quello di scrivere nella lavagna i buoni e i cattivi.
    Io ho apprezzato questa trasmissione e l’ingresso dei bloggers, perchè sono gli uniche voci critiche di un sistema troppo poco criticato.
    Ah, se lo avessero fatto prima!!
    Mi auguro che Magrini non si faccia intimorire dalle prime abbaiate. C’è gente che sa fare solo questo, ci si fa l’abitudine.
    E non va bene neanche il paragone del cane perchè è una bestia fedele, mentre questa gente neanche questa virtu’ riesce ad avere. Un giorno con Ceccuzzi, un altro con Valentini, tutti con Bersani poi tutti con Renzi, tutti con Scaramelli e poi votano Bezzini.
    Libertà di opinione, libertà di pensiero, libertà di parola. Ma dobbiamo meritarcela.

  3. Magico Vento
    16 giugno 2015 alle 10:25 pm

    Caro Santo e Daniele, pur essendo d’accordo con quanto scrivete credo sempre che a volte un gesto valga più di mille parole, scritte o dette. Ecco, nel voler promuovere il buon nome di Siena ( stavolta non nel tentativo di esportarlo ma semplicemente nel volerlo difendere intra moenia ) credo che occorresse consegnare il Mangia D’oro 2015 ai blogger per quel tentativo reiterano giornalmente di voler alzare il tappeto per vedere cosa c’è sotto. E questo senza nulla togliere ai meriti di chi sarà premiato nel prossimo Agosto.
    E sarebbe stato un premio di prestigio semplicemente perché coloro che portano tutti i giorni in piazza una voce diversa dalle altre, forse più scomoda o sconveniente, altri non sono che semplici cittadini che nella vita fanno altro e che per passione vogliono bene alla loro città.
    Non è accaduto quindi occorre convenire come questa città ancora non sia ancora pronta a guardarsi con coraggio allo specchio.

    • 16 giugno 2015 alle 10:28 pm

      Grazie ma non accadrà mai!!!

  4. Maria Lupi
    16 giugno 2015 alle 11:30 pm

    essendo fuori Toscana non ho visto il Corfiorentino ma mi sembra da quel che ho capito che non avete meditato discorsi di oltre un anno fa:
    https://ilsantodisiena.com/?s=Ascheri+vs.+Barzanti
    Ma è chiaro che i giornalisti fanno politica: a Siena il più longevo politico senese non è il Gran Maestro? Solo questa carica e la crisi della città sembrano avergli fatto allentare l’interesse. Ma Ermini difende Rossi e il PD da sempre e Allegranti se capisco bene si è accodato. Devono chiudere con il passato per garantire un futuro al PD, semplice. Valnetini non ha fatto così dopo aver promesso di fare luce su tutto? Questi sono spudorati e hanno sempre l’ultima parola, non sfidateli, sono professionisti.

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