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Libero Contributo – Due chiacchiere con… Il Santo

1 novembre 2016

Propongo oggi in questo giorno di festa un’intervista che mi fece nel 2013 il mio amico Simone Bernini del il blog WIATUTTI leggete il suo blog, fa molto riflettere… Buona Festa a tutti…

 

 

Posso dire di aver trascorso con Il Santo i periodi più belli della vita. Che poi sono, un po’ per tutti, quelli della fanciullezza e dell’adolescenza.
Da piccini ci si conobbe sui polverosi campi da giuoco, poi siamo stati per lunghe estati maremmane a bivaccare sotto il suo ombrellone, insieme ad una cricca di sciaborditi bordellotti senesi, che ad altro non pensavano se non a divertirsi quando ancora si poteva fare un mese di vacanze al mare.
Insomma, ci si conosce bene, dai.
Eppure io ho saputo tardi chi fosse il Santo, il primo blogger che abbia osato riferirci che qualcosa nella nostra città non andava, il primo blogger che ha iniziato a pagare per aver detto la Verità.
Con orgoglio, oggi lo intervisto, cercando così di far ricordare alla gente normale che altre persone, che avrebbero potuto tranquillamente vivere la propria vita senza smuovere niente (e Il Santo lo poteva fare tranquillamente), anche per noi si mettono pesantemente in gioco esponendo la propria faccia.

– ANZITUTTO, PERCHE’ “IL SANTO”?
– “Il Santo” perché sono un appassionato di Simon Templar (un moderno Robin Hood che agisce ai limiti della legge, ha mille nomi, un paladino che agisce sempre a fin di bene). Se ti ricordi era interpretato da Roger Moore. Quindi non è per il lavoro che svolgo, ma in omaggio a questo personaggio che fin da piccolo mi ha affascinato.

– COSA TI HA SPINTO A FARE IL BLOGGER?
– Mi ha spinto la voglia di capire, conoscere e far conoscere la realtà di Siena, che spesso è stata negata ai Senesi, che per pigrizia e ignavia si limitavano a prendere per buone le notizie date dai media locali. Mi ha spinto anche la voglia di fare qualcosa per i Senesi che volevano un punto di vista diverso da quello istituzionale.

– COME CONSIDERI LO STATO ATTUALE DELLA STAMPA SENESE?
– La stampa senese in questo momento è senza punti di riferimento. I giornali ora si affacciano timidamente alla critica sul passato, e certi direttori scrivono libri su quello che è successo. Troppo facile ora, infatti era prima che il giornalista doveva intervenire! Ma prima le notizie erano passate al vaglio dalla politica e dagli amministratori. I giornali senesi sono secondo me una vergogna, quando c’era da scuotere le coscienze e fare indagini giornalistiche serie attaccavano quelli come me che scrivevano di certi acquisti incauti da parte di banchieri improvvisati. Noi eravamo il male di Siena, noi eravamo il nemico da abbattere!! Purtroppo avevamo ragione e Siena ora è messa molto male, ma ancora non si ha il coraggio di farlo sapere ai Senesi. Dimmi te se c’è un giornale credibile a Siena!?

– ILLUSTRAMI IN TRE MOSSE COME INIZIERESTI A RISOLVERE I PROBLEMI DI SIENA
– Questa è la domanda più difficile. Credo che si debba prima di tutto partire dal nostro patrimonio artistico e storico, abitiamo sopra un pozzo di petrolio e non sappiamo sfruttarlo. Non credo che “SIENA CAPITALE DELLA CULTURA EUROPEA 2019” sia la panacea di tutti i mali senesi, perché se gestiranno i soldi come sono stati gestiti fino ad oggi sarà il solito spreco alla senese. Quindi prima di tutto arte e storia, seguita da un’organizzazione capillare tra musei e hotel (perché non fare un “SIENA INVERNO” a prezzi scontatissimi in bassa stagione come fanno a Venezia?), poi bisogna lavorare sull’accoglienza, abbassare le tariffe dei pullman turistici, abbassare i parcheggi e migliorare l’arrivo in città. Si fossero spesi un po’ più di soldi per la viabilità invece che per Ampugnano sarebbe stato meglio!! Poi punterei anche sullo sport. Siena ha tanti ragazzi in gamba che si fanno valere negli sport cosiddetti minori. Prendo l’esempio del Judo che conosco, quando ci muoviamo con i nostri figli per gareggiare in gare internazionali in tutta Italia le città che ci ospitano sono vive, piene di gente che occupa gli hotel e i ristoranti, portando un po’ di soldi alla città ospitante. A Siena prima c’era il “TROFEO INTERNAZIONALE DI JUDO CITTA’ DEL PALIO”, era considerata una tappa d’obbligo per i judoka europei, perché non ripristinarlo per far venire gente da tutto il mondo? Certo bisognerà rimboccarci le maniche e lavorare sodo senza Babbo Monte. Mi sono dimenticato del Santa Maria della Scala, un contenitore vuoto simbolo dell’incapacità gestionale dei Senesi, qui mi ci vorrebbe un libro da quante idee mi vengono in mente!

– HAI AVUTO E/O HAI PRESSIONI PER CIO’ CHE PUBBLICHI SUL TUO BLOG?
– Ne ho sempre avute, perché la nostra società non ama gli spiriti liberi. Tanti, anche amici o presunti tali certe volte hanno cercato di condizionare IL SANTO. Credo che non ci siano riusciti; certo anche io ho le mie preferenze e le mie simpatie, ma a differenza dei veri giornalisti (quelli con la tessera) io sono libero e non vengo pagato da nessuno, sia per scrivere o per non scrivere… La libertà è tutto.

– PARLIAMO UN PO’ PIU’ DI CALCIO, CHE E’ MEGLIO. COME GIUDICHI LA SITUAZIONE ATTUALE DELLA ROBUR?
– La situazione della Robur a livello societario appare drammatica. Per troppi anni il Presidente è campato sugli allori di uno sponsor importante, che permetteva di rimanere in serie A senza tanti problemi. La squadra mi pare mentalmente e atleticamente pronta. Il problema però sarà il mercato d’inverno, quando per fare cassa saranno venduti i gioielli di famiglia, speriamo comunque di non perdere anche questa realtà.

– ROBUR USATA COME MEZZO DI PROPAGANDA ELETTORALE E DI CONSENSO DELLE MASSE: TI TORNA LA TESI?
– La tesi non fa una piega. In fin dei conti il “panem et circenses” lo hanno inventato i Romani, la cosa che mi rammarica è che tanti tifosi del Siena ci sono sempre cascati ed hanno appoggiato il politico o il banchiere di turno. Ho avuto modo di parlare con un tifoso del Siena, che ora ce l’ha col Mussari e col Monte dei Paschi. Gli ho domandato, dove era quando in pochi denunciavamo che lo sport era usato solo per fini politici e che anche lui quando vedeva il Mussari si alzava in piedi e lo applaudiva. Sai che mi ha risposto? “Che ti devo dire, dava i soldi alla squadra e questo a me bastava anche per dare il mio voto a quella parte politica, anche se a livello nazionale voto dall’altra parte”. Dico io, ma si può ragionare così? Comunque questo è il sistema maggiormente usato in Italia, se non cambia, siamo fritti.

– UN TUO RICORDO LEGATO AI COLORI BIANCONERI
– Mi ricordo la fine degli anni ’70 e l’inizio anni ’80, quando era allenatore mio babbo dei pulcini e dei giovanissimi del Siena. In provincia vincemmo tutto, io giocai poco, perché come sai ero un pessimo giocatore, ma un ottimo terzino incontrista (te ne sai qualcosa! NDR: confermo) La Robur era come una famiglia, i soldi erano pochi, pensa che prima di andare allenamento, aiutavo mio babbo a preparare un pentolone di thè per la squadra che poi portavamo da casa negli spogliatoi. Partivamo dal Rastrello e andavamo a piedi al campino di San Prospero ad allenarci, un campo mitico, se non era piovuto era duro come il cemento, se pioveva ti rimanevano le scarpe attaccate al terreno. Altri tempi. Mi ricordo poi la felicità quando ci facevano allenare sotto la tribuna scoperta in quella striscia di terra tra la tribuna e la pista di atletica, noi lo chiamavamo il San Siro (certi stianti nell’asfalto della pista! Ho ancora i segni). Ho dei ricordi bellissimi quando venivano a fare due tiri con noi Santino Nuccio, Tintisona e il povero Bruno Beatrice, amico di mio babbo, mi facevano sentire grande. Il Siena era seguito da pochi, i più accaniti se ne stavano nel prato e francamente di tanta gente che ora vedo andare allo stadio a quei tempi non ci veniva nessuno, i Senesi preferivano la Mens Sana, era più “in”.

– DA COMMERCIANTE, COME GIUDICHI LE ESTERNAZIONI DELLA CONFCOMMERCIO SUI DISAGI LEGATI AI GIORNI DELLA PARTITA CASALINGA? IL SIENA E’ UN DANNO PER L’ECONOMIA CITTADINA?
– Devo dirti che in parte hanno ragione, ma i disagi non sono dovuti alla partita e ai tifosi. Il problema è l’organizzazione della sicurezza, che secondo la mia opinione è da rivedere. Non puoi bloccare Viale dei Mille a tutti, quando poi dalla Lizza ci passa il mondo. Ci vuol poco a distinguere un gruppo di turisti dagli ultras di qualche squadra ospite. Certe tifoserie in serie A ci hanno fatto lavorare. certe altre hanno creato problemi, ma questo sta nel gioco. Io rivedrei per la partita il discorso della sosta. Non si può invadere con i motorini (vedi La Lizza), non si può posteggiare a caso e nelle ARU (vedi Via Don Minzoni e Via Montluc). Se ci fosse un’amministrazione seria organizzerebbe delle navette dai vari parcheggi, vedi stazione dove i tifosi arrivano e con i mezzi pubblici possono essere portati in centro nei pressi dello stadio. Certo bisognerebbe educare il Senese, che come sai per fare due passi in più mugugna e si lamenta. In altre realtà lo fanno, perché non a Siena?

– SEI MIGLIORATO TECNICAMENTE?
– Questa domanda è birba, lo sai che ho smesso di giocare a pallone nel 1990 a 20 anni perché ero proprio uno scarpone e poi non mi piaceva l’ambiente. Da allora mi sono dedicato agli sport da combattimento. La boxe è diventata una passione e da 20 anni la pratico, mi diverto. Credo di essere meglio come boxer che come calciatore, almeno lì se picchi qualcuno non ti squalificano!!!

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  1. Mario Ascheri
    1 novembre 2016 alle 10:21 am

    bravo! buona giornata!

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